lunedì 12 marzo 2012

Siria, orrore a Homs


Trovati in due quartieri della roccaforte anti-Assad 47 corpi senza vita: 26 bambini e 21 donne, uccisi dalle forze fedeli al presidente. In rete le immagini dei resti straziati. L'agenzia di Stato Sana: "Civili uccisi da gang di terroristi". Il Cns chiede al Consiglio di sicurezza Onu di riunirsi d'urgenza. A New York vertice del "quartetto" per il Medio Oriente: bilaterali Usa-Russia sulla situazione siriana.


HOMS - Orrore a Homs, la città assurta a simbolo e roccaforte dell'opposizione al regime del presidente siriano Bashar Al Assad: gli attivisti danno la notizia del ritrovamento di 47 cadaveri in due quartieri della città, appartenenti a donne e bambini. Tutti sgozzati, sarebbero vittime di una vera e propria esecuzione di massa ad opera delle forze fedeli al presidente. I Comitati di coordinamento locale degli attivisti siriani anti-regime affermano di aver finora identificato i corpi di 12 vittime.
Nella versione fornita dall'agenzia di Stato Sana, si tratterebbe di un certo numero di "civili sequestrati, uccisi e corpi mutilati da gang terroriste". L'orrore corre anche sul web: pubblicati in rete alcuni video amatoriali con le immagini dei corpi straziati. Intanto, Al Arabiya riporta dell'esplosione di un'autobomba a Deraa, sud della Siria, nei pressi di una scuola nel quartiere centrale di Mahatta: morta una ragazza, feriti altri 25 studenti.

Per gli Usa, il Vaticano è un paese “vulnerabile al riciclaggio di denaro”


Come la Romania e il Vietnam. Per gli Usa, il Vaticano è un paese “vulnerabile al riciclaggio di denaro”. Una decisione storica, quella presa dal Dipartimento di Stato americano, e che sicuramente farà discutere parecchio. In sostanza, nel rapporto annuale sulla strategia per il controllo del narcotraffico (l’International narcotics control strategy), la Santa Sede risulta essere nella categoria dei paesi con ‘giurisdizioni preoccupanti’. In questa poco nobile lista, oltre al Vaticano, compaiono anche Albania, Repubblica Ceca, Egitto, Corea del Sud, Malaysia, Vietnam e Yemen. Certo, non è ancora lista nera, quella bollata come ‘estremo allarme’ (Afghanistan, Australia, Brasile, Isole Cayman, Cina, Giappone, Russia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Uruguay e Zimbawe), ma poco ci manca.

Libia, la forza distruttiva delle rivalità tribali


Le rivalità e le animosità tribali continuano a essere una potente forza distruttiva che potrebbe dividere il paese, e vi sono poche speranze che le cose possano cambiare prima delle elezioni parlamentari di giugno.

Se mai una tempesta perfetta si è rovesciata sui leader arabi, è successo nel 2011. Ma il conflitto riguardo a come gestire i problemi politici della Libia si è fatto ancora più fosco martedì scorso, quando alcuni leader tribali e comandanti di milizie hanno dichiarato la loro intenzione di creare una regione semi-autonoma nella parte orientale del paese – vale a dire nella Cirenaica, meglio conosciuta in arabo come Barqa.
Divisa, la Libia è destinata a disintegrarsi in entità politiche economicamente irrilevanti, eventualmente con la notevole eccezione della Cirenaica. Barqa è la parte del paese che ha le maggiori riserve di petrolio e gas naturale. E’ anche una ricca regione agricola, soprattutto la zona montuosa costiera che riceve il più alto tasso di precipitazioni nel paese. E la Cirenaica è stata la culla della rivoluzione, il centro della rivolta che ha portato al rovesciamento del regime del defunto leader libico Muammar Gheddafi.

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