domenica 12 febbraio 2012

La «legione» libica che combatte al fianco dei ribelli siriani ricorda i suoi «martiri»


WASHINGTON - La «legione» libica che combatte al fianco dei ribelli siriani ricorda i suoi
«martiri». Sulla stampa di Bengasi è infatti apparsa la notizia della morte di tre jihadisti partiti
dalla città nordafricana. I fratelli Talal e Ahmed Faitouri, insieme al loro amico Ahmed Aqouri,
sono caduti in uno scontro a fuoco a Homs. Chi li conosceva ha raccontato che avevano
lasciato la Libia in dicembre per entrare, via Libano, nel territorio siriano. Interessante la data.
Perché è proprio allora che il patto tra le due rivoluzioni entra in una nuova fase. In quei giorni,
il presidente del Consiglio nazionale siriano Burhan Ghalioun incontra a Tripoli i nuovi dirigenti.
E scatta il piano d'azione che porta i volontari in Siria. Quanti? Secondo alcuni 100-200
uomini, quasi 600 per altre fonti, sparpagliati tra Homs, Idlib e Rastan. Nessuno li ha fermati e
nessuno li fermerà. Come ha detto ieri il ministro degli Esteri libico Ashour Bin Kayal: «È
impossibile controllare il desiderio del popolo». Damasco è ormai un avversario, tanto è vero
Tripoli ha decretato l'espulsione dei diplomatici siriani.

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