martedì 31 gennaio 2012

L'identikit del Presidente russo


Il presidente della Federazione Russa è il capo dello Stato e la più alta carica del governo. Dalla riforma attuata da Medvedev nel 2008, è eletto ogni sei anni a suffragio universale diretto. Il potere esecutivo è diviso tra presidente e primo ministro (che è il capo del governo).

La carica è stata istituita nel 1991, in seguito al risultato del referendum del 17 marzo di quell'anno. Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, solo tre persone sono state elette presidente: Boris Eltsin, eletto nel 1991 e nel 1996; Vladimir Putin, eletto nel 2000 e nel 2004; Dmitrij Medvedev, eletto nel 2008.

I requisiti dei candidati sono elencati nella Costituzione: possesso della cittadinanza russa, età minima di 35 anni, residenza in Russia da almeno dieci anni alla data delle elezioni. Attualmente il presidente è rieleggibile consecutivamente per un massimo di due mandati.

LA GUERRA LIBICA E LA DESTABILIZZAZIONE DELL’AFRICA SUB SAHARIANA


Mentre la Libia vive una fragile situazione postbellica, caratterizzata dal predominio delle milizie e dall’incapacità del Consiglio Nazionale Transitorio di imporre la propria autorità sulle diverse regioni del paese, le ripercussioni del conflitto conclusosi con l’uccisione di Gheddafi circa tre mesi fa si stanno avvertendo da tempo nell’Africa sub-sahariana.
La Libia postbellica trabocca di armi, e ciò sta favorendo un traffico che potrebbe interessare l’intera regione. Nel frattempo, molti miliziani e mercenari africani che avevano combattuto al soldo del colonnello libico hanno abbandonato la Libia, molto spesso facendo ritorno nei loro paesi d’origine con il rischio di destabilizzarne la già precaria situazione di sicurezza.
In particolare, centinaia di miliziani tuareg che avevano combattuto al fianco delle truppe leali a Gheddafi hanno fatto ritorno in Mali, cominciando ad alimentare una ribellione che ha interessato dapprima le città del nord, ed ora si sta espandendo verso sud.
I Tuareg sono una comunità nomade di circa un milione e mezzo di persone, sparpagliata fra Algeria, Libia, Burkina Faso, Mali e Niger. Questi ultimi due paesi conobbero già in passato rivolte tuareg. Negli anni ’60 e ’90 del secolo scorso, ed a più riprese nel primo decennio del nuovo secolo, i Tuareg hanno combattuto per il riconoscimento della propria indipendenza e della propria identità. Gheddafi li sostenne, e se ne guadagnò le simpatie.

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