mercoledì 25 gennaio 2012

Londra e Parigi decidono che sarà Roma a pagare l'embargo al petrolio iraniano


Londra e Parigi decidono, Roma paga. È successo con la Libia, succede di nuovo con l'Iran. Il via libera alle nuove sanzioni europee contro la Repubblica islamica, deciso ieri a Bruxelles dai ministri degli Esteri dei 27 è una vera e propria mazzata per l'Italia che rischia di veder schizzare alle stelle il costo dell'energia e fare i conti con una benzina da due euro al litro.
La sfida all'Iran è scattata simbolicamente domenica con il passaggio nello stretto di Hormuz della porterei americana Abraham Lincoln seguita da una flotta comprendente la fregata inglese Argyll e una nave da guerra francese. Poche ore dopo Bruxelles ha approvato l'embargo totale sul greggio iraniano e le durissime limitazioni alle attività della banca centrale di Teheran. Il nostro ministro Giulio Terzi rassicura tutti negando «un impatto importante sull'economia globale e sulle forniture», ma i conti sono presto fatti. «Le 10mila tonnellate di petrolio iraniano che arrivano ogni anno in Italia rappresentano - spiega a Il Giornale Pietro De Simone, direttore dell'Unione petrolifera italiana - il 13 per cento delle nostre importazioni». Con una quota così rilevante, la quarta a livello mondiale dopo Cina India e Giappone, uscirne indenni è quasi impossibile. Soprattutto dopo le non indifferenti rinunce imposteci dalla crisi libica e da quella siriana. Anche la gradualità nell'entrata in vigore delle sanzioni, effettive solo dopo il 30 giugno per i contratti esistenti, è un modesto palliativo. «Quello iraniano è un greggio pesante adatto alla produzione di bitumi, la Ies di Mantova, l'Api, la Erg e la Saras e gli altri nostri maggiori importatori - spiega ancora De Simone - faranno molta difficoltà ad acquistarlo altrove».

L'esercitazione congiunta USA-ISRAELE Austere Challenge 2012


I rapporti militari fra Usa e Israele sono al centro dei più recenti incontri di alti esponenti delle forze armate Usa con i loro interlocutori militari in Israele: incontri che fanno seguito alle numerose prese di posizione, anche ufficiali, di autorevoli membri dell'amministrazione Obama nel corso del mese di dicembre, relative alla possibilità di un attacco contro l'Iran.
Una questione che, senza particolare attenzione da parte della stampa occidentale, ha tenuto impegnati militari israeliani e statunitensi, è l'esercitazione congiunta Austere Challenge 2012, inizialmente programmata per il prossimo mese di aprile: una esercitazione senza precedenti per dimensioni e per tipo di tecnologie militari che dovrebbero essere testate.

Il rischio di un conflitto armato tra una coalizione a guida Stati Uniti - Israele e l’Iran


Gli alleati europei farebbero bene a ricordarle che la libertà non si esporta sulle punte delle baionette, perché purtroppo pare che l’America se lo sia dimenticato fin da tempi di George W. Bush. Infatti, il rischio di un conflitto armato tra una coalizione a guida Stati Uniti - Israele e l’Iran è - da due mesi a questa parte - per gli analisti militari israeliani, «pericolosamente vicino». L’anno nuovo si è inaugurato con un massiccio dispiegamento di truppe in Medio Oriente. Novemila soldati statunitensi hanno raggiunto Israele per partecipare a quella che viene raccontata come la più grande esercitazione bellica congiunta di difesa aerea della storia israeliana.
Le manovre, indicate con “Austere Challenge 12”, sono previste entro le prossime settimane. Il loro scopo, come informa Michael Chussudovsky, economista e analista di spicco di “Global Research”, «è quello di testare i molteplici sistemi di difesa aerea israeliani e statunitensi, in particolare il sistema Arrow (concepito per intercettare missili balistici a corto e breve raggio), che Israele nello specifico ha sviluppato con il concorso degli Stati Uniti per intercettare i missili iraniani».

Verso la Bancarotta. Per colpa di chi?



Ecco la tabella con le ultime proiezioni (ottimistiche credetemi) del Fondo Monetario Internazionale sulla (de)crescita del PIL mondiale e paese per paese. Indovinate chi farà più schifo di tutti? Indovinate perchè? (no, non è esattamente colpa degli sporchi evasori fiscali, nooo neppure degli speKulatori. nooooo neanche dei camionisti).

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori