domenica 22 gennaio 2012

Nelle banche offshore l'elite globale nasconde 18.000 miliardi di dollari


Nei giorni scorsi, il fatto che Mitt Romney ha milioni di dollari parcheggiati nelle Isole Cayman, ha fatto notizia in tutto il mondo. Ma quando si tratta di banche off-shore, quello che Mitt Romney sta facendo è insignificante. La verità è che l'elite globale nasconte una quantità quasi incredibile di denaro nelle banche offshore. Secondo una scioccante ricerca fatta dal Fondo monetario internazionale, l'elite globale possiede un totale di 18.000 miliardi di dollari nelle banche offshore. E questa cifra non tiene conto neppure dei soldi che hanno in Svizzera.

Questa è una quantità impressionante di denaro. Tenete presente che il PIL degli Stati Uniti nel 2010 era solo di 14.580 miliardi di dollari. Allora perché l'elite mondiale si da tanto da fare a nascondere i soldi nelle banche offshore? Beh, ci sono due ragioni principali. Una è la privacy e l'altra è la bassa imposizione fiscale. La privacy è un grosso problema per quelli che sono coinvolti in imprese illegali come il traffico di droga, ma il  motivo principale per cui le persone spostano i soldi nelle banche offshore è per evitare le tasse.

Stati Uniti, nel deserto del Nevada impianti di celle solari abbinati con impianti per immagazzinare l’energia prodotta


Negli Stati Uniti si stanno diffondendo grandi impianti di celle solari abbinati con impianti per immagazzinare l’energia prodotta. SolarReserve sta costruendo una centrale nel deserto del Nevada e BrightSource ne sta progettando tre dello stesso tipo in California.

La lezione della General Motors


La General Motors è tornata a riconquistare il primato mondiale nella produzione di auto. Ha tolto alla Toyota uno scettro che i giapponesi le avevano sottratto nel 2008 e avevano mantenuto per tre anni consecutivi. Gm si è ripresa il primato con una vendita complessiva di 9.025.942 vetture nel 2011, in aumento del 7,6% sul 2010. Grazie al brillante risultato della Volkswagen (+14% di vendita a quota 8,156 milioni) sono i tedeschi a piazzarsi secondi mentre la Toyota è scivolata in terza posizione. La riscossa della Gm è importante per diverse ragioni. Anzitutto ricordiamoci con quale enfasi era stato commentato nel mondo intero lo storico sorpasso di Toyota su Gm quattro anni fa: era stato considerato come la fine di un’èra, la sanzione di un declino irreversibile non soltanto per una singola azienda ma per l’intero capitalismo americano. Un tornante, una svolta, un episodio-chiave per illustrare la fine di un’egemonia, l’inizio di un “secolo asiatico”. Inoltre la caduta della Gm era stata contrassegnata dal Chapter 11, cioè la procedura di bancarotta, l’inizio di un’amministrazione controllata da parte del liquidatore.

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