venerdì 20 gennaio 2012

Il Pentagono pianifica un conflitto armato contro l'Iran in difesa del sistema dei petrodollari


Standard & Poor's - certamente presa di mira in passato dall’ex presidente francese Val駻y Giscard d'Estaing quando parlò di "laboratori" che destabilizzano l'economia europea - perpetua una strategia di diversione degradando il credito nota dei nove paesi dell'Eurozona tra cui Francia, Italia, Portogallo, Austria e Spagna. L'agenzia finanziaria Standard & Poor's, criticata da un decennio per la sua incapacità di prevedere il collasso di Enron, di Lehman Brothers e più recentemente di MF Global, ha provocato uno shock psicologico in Francia a cento giorni dall'elezione presidenziale, e gli effetti di questa "degradazione" vengono amplificati da una certa drammatizzazione mediatica. 

Se si aderisce alla lettura degli avvenimenti fatta da Val駻y Giscard d'Estaing, dal ricercatore Emmanuel Todd o dalla presidentessa del MEDEF Laurence Parisot, la guerra psicologica condotta contro l'Europa dai "laboratori" anglosassoni e dalle loro staffette mediatiche e speculative è salita di intensità, con l’eurozona che viene presa di mira nel suo insieme. Tuttavia, dall'altro lato dell'oceano Atlantico, gli Stati Uniti – che nonostante le difficoltà strutturali sono ancora il primo potere mondiale sul piano finanziario, militare, culturale ed economico – devono farsi carico di un indebitamento nazionale superiore ai 15 trilioni di dollari, per un debito totale che rasenta i 56 trilioni, secondo i dati officiali del conteggio nazionale dell'indebitamento degli Stati Uniti.
Visto questo debito gargantuesco, possiamo affermare con sicurezza che, nell'ipotesi in cui il sistema dei petrodollari dovesse crollare a causa della diversificazione monetaria negli scambi commerciali e petroliferi internazionali, gli Stati Uniti, in quanto stato federale, fallirebbero e si troverebbero de facto in categoria D ("In default"), qualunque sia la posizione delle agenzie di rating. In questo contesto, i generali del Pentagono, che rappresentano l'onnipotente complesso militare-finanziario-energetico degli Stati Uniti, non possono accettare la politica di abbandono del dollaro come moneta di scambio per il petrolio che è condotta dall'Iran, dato che costituisce una minaccia vitale contro il sistema dei petrodollari.
Di conseguenza, tutto porta a credere che i generali del Comitato dei capi di Stato Maggiore inter-armi del Pentagono (JCS) vadano a pianificare un conflitto armato contro l'Iran, come indicano le ultime dichiarazioni del generale Dempsey - che dirige il JCS - e di Leon Panetta, il segretario alla Difesa all'origine del recente inasprimento dialettico nei confronti dell'Iran (dopo l'offensiva economica, psicologica e strategica attuale).

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