domenica 15 gennaio 2012

“Non è il debito! E l’austerità peggiora le cose!”


Sembra di impazzire, non si può più mantenere un lessico professionale, viene da urlare, Cristo! C’è il mondo intero che sta gridando all’Europa: “Non è il debito! E l’austerità peggiora le cose!”. E’ il mondo che conta, quello degli esperti, Cristo! Ok, guardate, finché sono i Barnard e i pochi altri in rete a dire quelle cose, ok, non siamo famosi, non siamo alla BCE o a Barclays Capital o alla City. Ma quando è tutta la costa est degli Stati Uniti finanziari che affacciati all’oceano urlano all’Europa “Non è il debito! E l’austerità peggiora le cose!”; quando è Standard & Poor’s (S&P) a gridare la stessa cosa, loro, quelli che ci hanno appena bocciati, loro Cristo! Quando è persino il front man dei mega speculatori, Charles Dallara dell’Institute of International Finance americano, a battere il pugno sul tavolo dei negoziati sulla Grecia dicendo “temiamo la loro impossibilità di onorare il debito denominato in una moneta straniera, cioè l’Euro, non il debito in sé!”.

Chris Kyle, il cecchino dell'esercito americano


L'esercito americano attribuisce a Chris Kyle l'uccisione di 160 esseri umani. A volte di più. "Il numero per me non è importante. Vorrei solo averne uccisi di più.". I bravi studenti desirano sempre dei riconoscimenti.

Il prossimo giovedì (12 Gennaio 2012) la libreria Barnes & Noble nel quartiere di Mira Mesa a San Diego, ha programmato una sessione di autografi con Chris Kyle. Kyle progetta di visitare una presunta "città amica" per promuovere, da autore e sicario legalizzato, il suo sincero racconto di un massacro chiamato "American Sniper: The Autobiography of the Most Lethal Sniper in U.S. Military History." ["Cecchino americano: l'autobiografia del più letale cecchino nella storia dell'esercito americano"]. 

La pagina dell'evento descrive quest'uomo come "il più affermato cecchino Navy SEAL nella storia d'America". Affermato, evidentemente, nel mondo dell'omicidio legalizzato.
Anziché essere processato per crimini contro l'umanità, siederà tra le famiglie locali vantandosi di quanti arabi abbia abbattuto mentre pensava a un’altra Coors Light.
Serve davvero un uomo coraggioso per uccidere a distanza? Il suo fucile ha un sensore che identifica il "DNA del terrorista" attraverso il mirino telescopico? Uno può solo sperare che questo coraggioso guerriero non esploda in una furia omicida nel caso che nessuno si dovesse presentare a questa sua festa dell'ego in programma.

L'OCCIDENTE SNOBBA ASTANA, IL SULTANATO DI NURSULTAN NAZARBAYEV


L’appuntamento elettorale di domenica 15 gennaio in Kazakistan è per il presidente Nursultan Nazarbayev particolarmente importante.
Dopo le manifestazioni e gli scontri dei mesi scorsi che hanno attirato l’attenzione internazionale anche sulla più vasta e ricca delle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale, si tratta ora di dare soprattutto all’esterno l’immagine di un Paese economicamente e politicamente solido, partner affidabile per l’Occidente quando si parla di gas e petrolio, e che sta seguendo un sincero cammino democratico a differenza degli altri vicini Stati, piccoli e grandi, dello spazio postsovietico, dal Turkmenistan all’Uzbekistan e ovviamente alla Russia.

Egitto, le pretese e le alleanze dei ‘MUBARAKIANI’


Se n’era già parlato nei mesi successivi alle varie ribellioni di Tahrir, le elezioni hanno evidenziato il fenomeno. I mubarakiani,gli aderenti e i sostenitori del sistema del raìs che non hanno nomi altisonanti alla Suleiman e Tantawi né costituiscono la canaglia pagata per picchiare come i cammellieri del 2 febbraio, insomma i componenti della massa grigia che formava la ragnatela del trascorso potere inseguono sogni di revanche accanto a quelli d’un ritorno ai facili arricchimenti. Lo strumento per attuarli, come in ogni epoca e angolo di mondo, resta la politica. Infatti costoro si sono in buon numero infilati da indipendenti nelle tante liste elettorali, oppure ne hanno create di proprie. Alcuni sono attivisti di medio cabotaggio, definiti dalla stampa egiziana “vecchi attrezzi” della stagione delNational Democratic Party, la formazione dell’ex presidente. Altri sono businessmen restati per anni nell’ombra a curare affari d’impresa o di commercio più o meno leciti, che comprendono la necessità di doversi riciclare per rilanciare i propri interessi.

Il mistero dei dispersi sulla Costa Concordia appena affondata al Giglio


Ci si chiede come mai non si sia ancora riusciti a venire a capo del mistero dei dispersisulla Costa Concordia appena affondata al Giglio. Possibile che una grande compagnia come la Costa non abbia liste chiare e pronte su passeggeri ed equipaggio? Possibile che la Capitaneria non riuscisse ad averle, che 24 ore dopo il disastro ancora non si sappia come stanno le cose?
Una risposta, francamente agghiacciante per le sue implicazioni, l'ha data un sopravvissuto a La7. Ha detto più o meno questo: "I marinai erano tutti stranieri. Non sapevano parlare né l'italiano né l'inglese, e soprattutto non avevano idea di come funzionassero le scialuppe. Gliel'ho dovuto spiegare io insieme ad altri. Erano più terrorizzati di noi". 

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