giovedì 5 gennaio 2012

Corea del Nord, quale Kim Jong-un?


Siamo ormai alla terza settimana dopo la morte di Kim Jong-il e l’avvento al potere del suo terzo figlio Kim Jong-un in Corea del Nord. E ancora è mistero fitto su quali potranno essere le strade imboccate dal regime comunista più tirannico e sanguinario della storia (se si clacolano le vittime in percentuale sulla sua popolazione). Lo scenario catastrofe resta possibile, lungo il confine più militarizzato del mondo. A far paura non è solo il fatto che la Corea del Nord possiede abbastanza plutonio per una mezza dozzina di bombe atomiche, e ha più volte avviato la preparazione di armi nucleari. Nell’ipotesi più pessimistica, la fragilità dell’erede al trono può indurlo a una prova di forza per accreditarsi presso i suoi militari. Il potere di Kim Jong-un dipende dal sostegno dell’esercito, l’unica istituzione funzionante, in un paese ridotto alla fame e governato per decenni con il terrore.

Un topo morto nella Pepsi? «Impossibile, si sarebbe sciolto»


La Pepsi questa volta dovrà affilare le proprie armi e preparare una difesa convincente per fronteggiare l’azione legale intrapresa da un signore dell’Illinois che incolpa il celebre marchio di aver lasciato un topo morto in una bottiglietta di gassosa. Ad aggravare la situazione è stata la reazione del brand, che ha scartato la bizzarra possibilità, sostenendo che se fosse vero il roditore si sarebbe dissolto.
UN TOPO, UN TOPO - Correva l’anno 2009 quando il signor Ronald Ball acquistò da un distributore una fresca lattina di gassosa della Pepsi, per l’esattezza una dissetante Mountain Dew al limone. Ma subito Ball si rese conto che c’era qualcosa di strano e il presagio sfociò presto in una terribile scoperta: un topolino morto nella sua gassosa. Ball iniziò a vomitare e si sentì malissimo, non si sa se per la suggestione del terribile ritrovamento o per le conseguenze igieniche della presenza del roditore. Ronald Ball subito si mise in contatto con un numero telefonico per segnalare il grave incidente e un esperto della Pepsi arrivò prontamente nel luogo dell’accaduto per analizzare l’animale, requisendo la prova e spiegando successivamente l’impossibilità dell’accaduto: “Il topolino si sarebbe già trasformato in gelatina se il racconto fosse vero”.

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