lunedì 28 maggio 2012

Alle radici della crisi, seguendo i derivati


Il prolungarsi della crisi economico-finanziaria fa affiorare molte informazioni su cosa è realmente successo a nostra insaputa negli ultimi venti anni di globalizzazione finanziaria. Siamo quindi molto vicini alla verità ed il fatto positivo è che ci stiamo avvicinando ad essa facendo a meno di quegli "esperti" economisti che, come di recente ha denunciato efficacemente Le Monde Diplomatique, sono molto spesso a libro paga proprio di quei centri della speculazione sui quali vengono loro richiesti pareri obiettivi (1).
Questa verità fattuale è essenziale per il futuro: infatti, chiunque pensasse di poter cambiare le cose senza conoscerle, si troverebbe immediatamente a servire gli stessi master of the universe, i padroni dell'universo, di cui abbiamo spesso parlato.
Come nel caso dei mutui subprime americani, abbiamo pensato di seguire la pista degli ormai famosi "derivati", vale a dire quei titoli finanziari il cui valore si basa e quindi "deriva" da un qualsiasi cosiddetto "sottostante", che può essere qualsiasi cosa abbia un valore: un bene materiale o una materia prima, un titolo finanziario, una valuta o persino un altro derivato.
Con quello che abbiamo trovato, possiamo porre alcune semplici ma fondamentali domande e cercare delle risposte.

martedì 22 maggio 2012

Andamento del Pil europeo




A guardare il grafico del Pil e della produzione industriale italiana, sembrano come due sposini: sempre mano nella mano, nella buona e nella cattiva sorte. Quest'ultimo semba essere il nostro caso in questo momento: le cose non stanno andando bene, soprattutto se ci confrontiamo col resto dell'Europa.

Strategie di controllo delle probabilità statistiche

E' un mondo a parte. Animato da servizi, aziende, gruppi, esperti, organizzazioni, istituti e think tank che si muovono nell'ombra. Tutti impegnati in attività di spionaggio che spesso sfuggono al controllo governativo Usa e le cui dimensioni sono difficilmente stimabili anche dagli esperti di sicurezza. L'influente periodico online Salon.com scrive che il fenomeno ricorda il maccartismo al tempo della Guerra fredda e i complotti organizzati dal Cointelpro (un braccio illegale dell'FBI) negli anni Sessanta contro chi si opponeva alla guerra in Vietnam. 

La situazione è di una tale gravità che anche il Washington Post, giornale dell'establishment conservativo e terzo quotidiano statunitense, ne ha denunciato i pericoli dedicandogli un'inchiesta ad hoc. "La crescita smisurata e sregolata del Security and Surveillance Industrial complex (il complesso industriale di sorveglianza e sicurezza statunitense, un neologismo che la stampa ha coniato ispirandosi a quello creato da Eisenhower per definire il nascente military-industrial complex agli albori della Cold War, ndr), non ha precedenti nella storia del paese e dovrebbe invitare a riflettere sull'impatto che avrà sul futuro del paese", spiega Joel Skousen, esperto di sicurezza di World Affair Briefs

domenica 20 maggio 2012

Attentato Brindisi: ancora una volta, viene voglia di recitare quel famoso passo di Pasolini che inizia con un “Io so...”


Adesso certamente arriverà qualcuno, probabilmente uno "storico competente", a dire che era perfettamente prevedibile, anche se siamo rimasti tutti sgomenti, perplessi, colti di sorpresa, con la sensazione di aver preso un pugno nello stomaco. Emozioni forti, certo, accompagnate da quella solita fastidiosa abitudine dell'ostentare la morte e la violenza, attraverso sequenze evitabili di foto pubblicate in rete. Il fatto, quello saliente, è che una studentessa di 16 anni dava per scontata l'esistenza di un domani, di un futuro. Non era contemplata la fatalità dell'andare a scuola una mattina per poi non tornare.
Le perplessità però sono troppe. Per carità, è un dato storico costante nel tempo che in Italia ci si lascia prendere la mano dall'emotività. E' successo troppe volte, puntualmente, che sia stato preso un granchio, sempre sulla scia dei facili giudizi e del prendere per scontate delle cose. Da Portella delle Ginestre fino alla gambizzazione dell'AD di Ansaldo Nucleare di pochi giorni fa.

giovedì 17 maggio 2012

Si è tornati alla corsa agli sportelli delle banche più o meno come nel 29


Da Atene a Madrid sempre più cittadini vanno in banca per prelevare i risparmi. Dalla Grecia circa 700 milioni di Euro al giorno finiscono in Svizzera. Con tanto contante in circolazione c'è un rischio concreto rappresentato dalle organizzazioni criminali.
La notizia del giorno è che si è tornati alla corsa agli sportelli delle banche più o meno come nel 29, nei paesi più colpiti dalla crisi, la Grecia innanzitutto. Adesso anche in Spagna i cittadini corrono agli sportelli delle loro banche a ritirare i risparmi, in un solo giorno a Madrid pare che siano stati ritirati un miliardo di Euro dai correntisti, in Grecia c'è uno stillicidio che viaggia a ritmi di 700 milioni di Euro al giorno e di questi soldi pare che 280 miliardi abbiano già trovato riparo, guarda caso in Svizzera, dove sicuramente saranno andati a fare compagnia a 150 miliardi che i cittadini italiani hanno già portato nelle banche elvetiche da tempo.

giovedì 10 maggio 2012

Le probabilità di un futuro dignitoso non sono molte


Storia di una economia americana in declino

Il movimento “Occupy” è stato qualcosa di estremamente emozionante. Senza precedenti, veramente. Non c'è mai stato niente di simile che mi venga in mente. Se tutti i contatti e le associazioni che ha stabilito riusciranno a sopravvivere anche durante il lungo periodo oscuro che ci aspetta – perché la vittoria non arriverà presto - potrebbe rivelarsi un vero momento significativo nella storia americana.

Il fatto è che il movimento “ Occupy” non ha precedenti con cui essere confrontato. Dopo tutto, questa è un'epoca senza precedenti ed è stato così dal 1970, anno che segnò un importante punto di svolta nella storia americana. Per secoli, dalla nascita del paese, c’era stata una società in continuo sviluppo, anche se non sempre in modo molto piacevole. Ma questa è un'altra storia: normalmente il progresso portava verso la ricchezza, l'industrializzazione, lo sviluppo e la speranza. C'era un'aspettativa abbastanza regolare che si potesse continuare così. Questo era vero anche nei periodi più neri. 

Sono solo abbastanza vecchio da ricordare la Grande Depressione. Dopo i primi anni, nella seconda parte degli anni ‘30 - anche se la situazione era oggettivamente molto più dura di quanto lo sia oggi - comunque, lo spirito era ben diverso. C'era la sensazione che "ne stiamo per uscire," anche tra i disoccupati, tra cui un sacco di miei parenti, una sensazione che "andrà meglio".

domenica 6 maggio 2012

Chi insegna da tre anni non deve fare l'esame di ammissione per il tirocinio dei professori


ROMA - «Saranno ammessi in aula», a fine anno, al primo corso di tirocinio per conseguire l'abilitazione, i docenti con almeno tre anni di servizio, come previsto anche da una direttiva europea. Lo dice al Corriere della Sera il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo. «Non dovranno sostenere alcuna prova preselettiva, non ci saranno selezioni di ingresso per loro, perché sono persone che nella realtà il tirocinio l'hanno già fatto. Finito il corso, come tutti gli altri tirocinanti, dovranno superare la prova finale. E con questo sistemiamo una delicata questione che si è creata dopo la chiusura delle vecchie scuole di specializzazione».

Così Profumo risponde a migliaia di giovani professori in ansia e spiega come vuole risolvere la faccenda del «buco» che si è creato da quattro anni a questa parte, cioè da quando le scuole di specializzazione sono state chiuse in attesa di un qualcosa che fino ad oggi non era mai arrivato e che adesso c'è: il tirocinio formativo attivo.

venerdì 4 maggio 2012

Assurdo Euro




Il divertente e tragico grafico qui sotto misura il tasso di “dispersione” dei paesi che fanno parte di unioni monetarie: ossia di quanto sono divergenti l’uno dall’altro, il che fornisce il grado di assurdità di una forzata unione monetaria.

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