domenica 25 marzo 2012

Monti che cosa ha da dire sui "Derivati"?



Lo Stato Italiano ha pagato a Morgan Stanley lo 0,15 per cento del proprio Pil per chiudere un contratto derivato che era stato sottoscritto nel 1994 dal ministero del Tesoro, quando il direttore generale era Mario Draghi. Di questa esorbitante spesa sappiamo poco o nulla, la risposta del governo all’interrogazione parlamentare presentata dall’Idv chiarisce un po' il quadro agli addetti ai lavori, ma insinua il ragionevole dubbio che i conti dello Stato siano “corretti” da 160 miliardi di contratti derivati.


La composizione complessiva del portafoglio di derivati della Repubblica italiana è uno dei segreti meglio custoditi della storia d’Italia, nessun governo di nessun colore politico ha negli ultimi venti anni comunicato al Parlamento o anche alla sola Commissione bilancio l’esatta esposizione finanziaria del ministero delle Finanze e le perdite o i guadagni relativi.

sabato 17 marzo 2012

Nei sogni islandesi non c'è l'euro



L’Islanda è pronta a rinunciare all’ingresso nell’Unione europea e all’adozione dell’euro. L’instabilità politico-finanziaria dell’Eurozona, le continue pressioni di Gran Bretagna e Olanda affinché il Paese dell’Europa settentrionale restituisca i denari ai creditori britannici e olandesi del fallimento del fondo Icesave stanno spingendo il popolo islandese a soluzioni alternative come quella del dollaro canadese. Il primo ministro islandese Johanna Siguardardottir (nella foto) dal canto suo ha sottolineato che il piccolo Paese nordico si trova di fronte una scelta tra l’utilizzo del dollaro canadese e quello dell’euro convinta che “la situazione non può rimanere così com’è”. “La scelta è tra la perdita della sovranità islandese in fatto di politica monetaria con l’adozione unilaterale della moneta di un altro Paese o diventare un membro dell’Ue”, ha dichiarato Siguardardottir durante un discorso alla convenzione del Partito dell’Alleanza socialdemocratica nella capitale islandese.

martedì 13 marzo 2012

Il Fiscal Compact per arginare la politica

Fiscal compact può essere tradotto come “compattezza fiscale”, un'espressione che si contrappone a “dispersione fiscale”. La compattezza si manifesta nell'impossibilità che i debiti pubblici dei paesi dell'euro possano andare ciascuno per proprio conto creando una crisi comune, che è quel che è avvenuto negli ultimi tempi. La compattezza fiscale di oggi è diversa da quella degli accordi di Maastricht di venti anni fa, e anche le sue implicazioni politiche sono diverse.

Con il fiscal compact di oggi i debiti pubblici dell'Eurozona debbono convergere diventando simili come percentuale del pil (il 60%). Ciò avviene impedendo che possa formarsi del nuovo debito – ossia i bilanci pubblici debbono essere in pareggio - mentre la crescita dell'economia riduce nel tempo il peso del debito pubblico. Se così andasse, i paesi dell'Eurozona, mantenendo un deficit nullo, avrebbero un debito in rapporto al pil che nel tempo arriverebbe al 60%.

lunedì 12 marzo 2012

Siria, orrore a Homs


Trovati in due quartieri della roccaforte anti-Assad 47 corpi senza vita: 26 bambini e 21 donne, uccisi dalle forze fedeli al presidente. In rete le immagini dei resti straziati. L'agenzia di Stato Sana: "Civili uccisi da gang di terroristi". Il Cns chiede al Consiglio di sicurezza Onu di riunirsi d'urgenza. A New York vertice del "quartetto" per il Medio Oriente: bilaterali Usa-Russia sulla situazione siriana.


HOMS - Orrore a Homs, la città assurta a simbolo e roccaforte dell'opposizione al regime del presidente siriano Bashar Al Assad: gli attivisti danno la notizia del ritrovamento di 47 cadaveri in due quartieri della città, appartenenti a donne e bambini. Tutti sgozzati, sarebbero vittime di una vera e propria esecuzione di massa ad opera delle forze fedeli al presidente. I Comitati di coordinamento locale degli attivisti siriani anti-regime affermano di aver finora identificato i corpi di 12 vittime.
Nella versione fornita dall'agenzia di Stato Sana, si tratterebbe di un certo numero di "civili sequestrati, uccisi e corpi mutilati da gang terroriste". L'orrore corre anche sul web: pubblicati in rete alcuni video amatoriali con le immagini dei corpi straziati. Intanto, Al Arabiya riporta dell'esplosione di un'autobomba a Deraa, sud della Siria, nei pressi di una scuola nel quartiere centrale di Mahatta: morta una ragazza, feriti altri 25 studenti.

Per gli Usa, il Vaticano è un paese “vulnerabile al riciclaggio di denaro”


Come la Romania e il Vietnam. Per gli Usa, il Vaticano è un paese “vulnerabile al riciclaggio di denaro”. Una decisione storica, quella presa dal Dipartimento di Stato americano, e che sicuramente farà discutere parecchio. In sostanza, nel rapporto annuale sulla strategia per il controllo del narcotraffico (l’International narcotics control strategy), la Santa Sede risulta essere nella categoria dei paesi con ‘giurisdizioni preoccupanti’. In questa poco nobile lista, oltre al Vaticano, compaiono anche Albania, Repubblica Ceca, Egitto, Corea del Sud, Malaysia, Vietnam e Yemen. Certo, non è ancora lista nera, quella bollata come ‘estremo allarme’ (Afghanistan, Australia, Brasile, Isole Cayman, Cina, Giappone, Russia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Uruguay e Zimbawe), ma poco ci manca.

Libia, la forza distruttiva delle rivalità tribali


Le rivalità e le animosità tribali continuano a essere una potente forza distruttiva che potrebbe dividere il paese, e vi sono poche speranze che le cose possano cambiare prima delle elezioni parlamentari di giugno.

Se mai una tempesta perfetta si è rovesciata sui leader arabi, è successo nel 2011. Ma il conflitto riguardo a come gestire i problemi politici della Libia si è fatto ancora più fosco martedì scorso, quando alcuni leader tribali e comandanti di milizie hanno dichiarato la loro intenzione di creare una regione semi-autonoma nella parte orientale del paese – vale a dire nella Cirenaica, meglio conosciuta in arabo come Barqa.
Divisa, la Libia è destinata a disintegrarsi in entità politiche economicamente irrilevanti, eventualmente con la notevole eccezione della Cirenaica. Barqa è la parte del paese che ha le maggiori riserve di petrolio e gas naturale. E’ anche una ricca regione agricola, soprattutto la zona montuosa costiera che riceve il più alto tasso di precipitazioni nel paese. E la Cirenaica è stata la culla della rivoluzione, il centro della rivolta che ha portato al rovesciamento del regime del defunto leader libico Muammar Gheddafi.

domenica 11 marzo 2012

Non è strano che tutta l’Europa venga messa in ginocchio da un paese tanto minuscolo e insignificante come la Grecia?



Oggi parleremo nuovamente di un argomento dibattuto fino alla nausea: la crisi Greca. Se riuscirete a sopportare la lettura di questo ultimo articolo potreste finalmente capire una volta per tutte il nocciolo della questione, che in fondo è molto semplice: tutto ciò su cui si discute da mesi ha poco e nulla a che vedere con il debito greco in quanto tale. La questione riguarda invece la sopravvivenza di un sistema corrotto basato sul debito e su un potere statale che non conosce più limiti.

sabato 10 marzo 2012

Senegal, un Paese in declino tra Sall e Wade


Il prossimo 25 marzo in Senegal avrà luogo il ballottaggio per la nomina del nuovo presidente della  repubblica. Si contendono il posto il vecchio presidente Abdoulaye Wade, al suo terzo mandato se risulterà  vincitore, e l’ex primo ministro Macky Sall. Wade ha ottenuto al primo turno il 34,8%, mentre Sall il 25,5%.
Le elezioni sono state precedute da violenti scontri, con almeno 6 morti, contro la ricandidatura del presidente in carica che aveva promesso di non ricandidarsi più dopo il suo secondo mandato (pure quello al centro di contrasti per brogli), mentre, successivamente, alla veneranda età di 86 anni ha deciso di continuare a rimanere sulla poltrona di presidente della repubblica.

sabato 3 marzo 2012

Gli USA e la “non storia” delle genti del Vietnam


Se il tenente generale dell’Esercito ed ex sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti, William G. Boykin, se ne fosse rimasto a fare il pensionato, sarebbe ricordato come un militare che è stato presente sui teatri di guerra più importanti degli ultimi quarant’anni, oppure come il comandante di quell’US Army Special Operations Command che scatena i Rangers.  Invece egli rischia di passare alla storia come un predicatore con le stellette, figura non nuova nell’US Army, ma certamente rarissima con un curriculum come il suo. E’ dal 2007, anno in cui è andato in pensione, che il tenente generale Boykin è professore con il preciso compito di insegnare agli studenti dell’Hampden-Sydney College in Virginia, «a pensare in modo critico e a comunicare in modo efficace».

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