mercoledì 1 febbraio 2012

Grecia, siamo alla bancarotta ufficiale?



Salvo l’ennesima sorpresa questa volta ci siamo, tutto è pronto per la bancarotta e sarà disordinata. Mancava ancora un tassello politico al mosaico, tassello che questa notte è andato al suo posto:
Il primo ministro Greco ha convocato una riunione di emergenza fra i leader dei partiti:
Greek officials launched a vociferous behind the scenes attack on European Union and International Monetary Fund negotiators as talks in Athens over the country’s mounting debts appeared to stall.

Prime minister Lucas Papademos told aides that a crisis meeting of party leaders would be called as early as Thursday to thrash out a response to an increasingly intransigent negotiating team sent by Brussels, which is demanding severe austerity measures before sanctioning a further €130bn (£109bn) of bailout funds.
Papademos and his team of aides returned in sombre mood on Tuesday from a round of talks in Brussels and Frankfurt at the offices of the European Central Bank (ECB), despite relief that a German proposal to install an EU commissioner in Athens, with special oversight of Greek finances, had been quashed.
On the negotiations over the bailout funds, Greek MPs have objected to demands by the troika for further wage cuts and reductions in the minimum wage.
The troika doesn’t appear to be willing to accept any concessions whatsoever on reducing the minimum wage and scrapping bonuses,” said the government aide. “No political party is willing to move either, saying wage cuts are a red line they are simply not going to cross. You tell me how this is going to be resolved. We have no idea and we’re very worried.”
Ora attenzione, alla parte in grassetto: Cominciano le dichiarazioni politiche ufficiali “contro” l’intransigenza della troi(k)a  (l’organismo rappresentante Unione Europea e FMI per la concessione di finanziamenti, in pratica la Germania). 
L’ultimo atto prima della bancarotta di uno stato è sempre stato la presa di distanza dei politici dagli organismi internazionali (andatevi a leggere le cronache Argentine). State molto attenti alle dichiarazioni dei vari leader di partito, tutti, senza eccezioni proveranno a scaricare il barile del (loro) fallimento sulla Germania, sull’Europa, sul Fondo Monetario. E’ naturale che sia così e questo processo è cominciato ieri.
Ribadisco che la Grecia è una straordinaria macchina del tempo che ci fa vedere OGGI un (o il) nostro futuro di italiani. Intanto abbiamo la dimostrazione sul campo che le classi dirigenti parassitarie non scendono a compromessi fino alla morte dello stesso stato che le nutre.
Il fallimento greco è anzitutto colpa della sua stessa classe dirigente, in questi 2 anni la Grecia avrebbe potuto essa stessa, in qualsiasi momento, staccare la spina e uscire dall’Euro. Ciò avrebbe significato la rinascita del paese anche attraverso l’azzeramento di una serie di privilegi di casta. Oggi sia economia che la società greca sono state comunque azzerate. Toccherà anche ai parassiti morire, ma nel contesto di un vero bagno di sangue sociale.
Purtroppo l’Italia di Mario Monti ha scelto la medesima strada greca per i cittadini Italiani. La spesa pubblica di questo paese è stata lasciata tutta li, nella sua grottesca dimensione, la classe dirigente parassitaria, dai politici alla confindustria e ai sindacati non concepisce neppure l’idea che solo un taglio immediato di spesa, tasse, regole e burocrazia può farci uscire dalla crisi in regime di solvibilità.
E ora godiamoci un film già visto.

Fonte: Rischio Calcolato

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