venerdì 24 febbraio 2012

Girare con un razzo terra aria per Roma


Procurarsi un'arma, nella Capitale, è piuttosto facile. E neppure troppo costoso. Arrivano dai balcani e vengono "depositate" in magazzini a ore. Poi vanno al dettaglio: 1700 euro per una semiautomatica "pulita". Molto meno se ha già sparato. Ma si trovano anche mitragliette e bombe a mano. Forte allarme in città.

"C'è un razzo terra aria che gira per Roma. Fino a una settimana fa stava in un magazzino a Civitavecchia, adesso starà già nelle mani di chi l'ha fatto arrivare. Costa 40mila euro, mica poco. Cosa ne faranno? E io che ne so? Forse un attentato. Degli affari degli altri non mi impiccio mai". Butta fuori il fumo dalla bocca guardando due bimbi che litigano per un giro sull'altalena in un parco giochi di periferia. Nel traffico clandestino di armi ha lavorato a lungo "lo Slavo", un pregiudicato di lungo corso . Ora ha mollato, "preferisco altri traffici  -  ride strofinando il polpastrello dell'indice contro il pollice - più redditizi". Non c'è quartiere in cui lui non riesca a trovare un'arma e, assicura, chiunque può trovarle con facilità, basta essere dell'ambiente. Lui sa dove bussare per averle a poco prezzo, i quartieri in cui le affittano, gli arsenali scelti dalla mala per nasconderle. "Vi serve una carabina, una 9 per 21 e una bomba a mano? 5000 euro e sono vostre. Se basta invece una semiautomatica pulita, che non ha mai sparato neanche un colpo,  per 1.700 euro ve la porto anche sotto casa lucida lucida. Ci vediamo qui martedì, portate i soldi. Nessuna telefonata e non fate mai il mio nome al cellulare".

giovedì 23 febbraio 2012

Il nucleare iraniano dall'angolo visuale del Cremlino


A meno che non venga data un’ultima possibilità alla diplomazia, le due cose che preoccupano maggiormente i leader russi (una guerra degli Stati Uniti contro l’Iran, e un Iran in possesso di armi nucleari) potrebbero divenire realtà molto presto.

Quando i russi guardano all’Iran, vedono un paese che è stato loro vicino e rivale da sempre. All’epoca dell’avanzata dell’impero russo, esso lottò per il Caucaso settentrionale e meridionale contro lo Scià. Pietro il Grande si annetté, per un breve periodo, tutta la costa iraniana del Mar Caspio e stanziò le sue forze poco a nord di Teheran.

mercoledì 22 febbraio 2012

Nel celebre «tunnel» della Gelmini i neutrini rallentano e smettono di essere più veloci della luce


Nonostante fossero già diventati proverbiali (e avessero gettato l'ex ministro Gelmini nella bufera, per l'ormai celebre «tunnel»), i neutrini non sarebbero più veloci della luce.Le misure rilevate nel settembre scorso - che mettevano in discussione la teoria della relatività di Einstein - sarebbero dovute a un'anomalia nel funzionamento degli apparati utilizzati per misurare la velocità dei neutrini.
GLI ERRORI Secondo Science Magazine, che ha sentito fonti vicine all'esperimento, il dato che i neutrini fossero più veloci di 60 nanosecondi rispetto alla luce è dovuto a una «cattiva connessione» fra un cavo a fibre ottiche che collega un computer con il ricevitore Gps utilizzato per misurare il tempo di percorrenza di neutrini. Un secondo errore invece era legato alla cattiva calibrazione dell’orologio di riferimento per calcolare il tempo del viaggio della particella.

martedì 21 febbraio 2012

Eva Carneiro, è lei il medico più bello del calcio internazionale


    1. Eva Carneiro è uno dei medici della squadra inglese, con cui lavora dal 2009.In precedenza è stato il medico della nazionale inglese di calcio femminile.

venerdì 17 febbraio 2012

Gentili signori del Festival di Sanremo



Uomini eleganti che dicono parolacce, una bella donna che mostra l'inguine perfettamente depilato con simbolica farfallina colorata tatuata.

Strage si Alcamo: Giuseppe Gulotta aveva 18 anni


Giuseppe Gulotta aveva 18 anni quando venne prelevato e portato nella caserma dei carabinieri di Alcamo come sospettato dell'omicidio di due militari dell'Arma. Venne picchiato e seviziato per ore finché non confessò quello che non aveva fatto. Poi ritrattò invano. Il processo nel '90 con la condanna a vita. Nel 2007, con il pentimento di uno dei carabinieri che parteciparono all'interrogatorio, il nuovo processo e, oggi, la sentenza: "Non è colpevole. Lo Stato deve restituirgli libertà e dignità".

Dopo 21 anni, 2 mesi, 15 giorni e sette ore di carcere, Giuseppe Gulotta, adesso cinquantenne, ha ottenuto giustizia e dignità. Alle ore 17,35 di oggi la Corte d'Appello di Reggio Calabria dove si è celebrato il processo di revisione, ha pronunciato la sentenza. Giuseppe Gulotta è innocente, e da oggi non è più un ergastolano, non è l'assassino che il 26 gennaio del 1976 avrebbe ucciso, assieme ad altri complici, due carabinieri, Salvatore Falcetta e Carmine Apuzzo, in un attentato alla caserma di Alcamo Marina, un paese al confine tra le province di Palermo e Trapani.

lunedì 13 febbraio 2012

Ha effettivamente senso continuare a considerare la crescita come il principale obiettivo sociale?


La macroeconomia sembra spesso considerare una crescita economica rapida e stabile come lo scopo principale di tutte le politiche, un messaggio che viene ribadito nei dibattiti politici, nelle sale di consiglio delle banche centrali e nei titoli di prima pagina dei quotidiani. Ma ha effettivamente senso continuare a considerare la crescita come il principale obiettivo sociale, proprio come presuppongono implicitamente i manuali di economia?

Diverse critiche nei confronti delle statistiche economiche standard sostengono l'importanza di considerare misure di welfare più allargate a livello nazionale, tra cui l'aspettativa di vita, l'alfabetizzazione etc. Queste valutazioni sono state espresse anche dall'United Nations Human Development Report e, più recentemente, dalla Commission on the Measurement of Economic Performance and Social Progress sponsorizzata dai francesi e presieduta dagli economisti Joseph Stiglitz, Amartya Sen e Jean-Paul Fitoussi.

La cura greca della troika crea recessione e gonfia il debito


Per il vecchio continente è di nuovo recessione, che potrebbe sfociare in grave depressione. In queste condizioni, intestardirsi in politiche deflattive è suicida. La "riforma" europea carica tutto il peso dell'aggiustamento sui Paesi in deficit e non impone nulla a quelli in surplus. In più, le risorse messe in campo nulla possono contro la potenza di fuoco illimitata dei mercati.

Un sondaggio del quotidiano greco Katimerini attribuisce al partito Nuova democrazia il 31% dei voti alle elezioni di marzo prossimo e al Pasok di Papandreu l'8%. In mezzo, con più del 30%, alcuni partiti di sinistra contrari alla soluzione per il rifinanziamento del debito greco votata ieri dal governo e che oggi si dice anche il Parlamento approverà. Così il partito che, guidato da Karamanlis, ha portato la Grecia al disastro economico, ha mentito per anni sulla entità del deficit pubblico, dichiarandolo al 6% e portandolo invece al 15%, ha gestito in maniera irresponsabile le spese per le Olimpiadi, è ancora di gran lunga preferito a tutti gli altri dal popolo greco.

Atene brucia dopo la condanna a morte


Mentre Atene brucia nel fuoco della protesta popolare, un parlamento incartapecorito, capeggiato da un banchiere di scuola statunitense approva il nuovo pacchetto lacrime e sangue imposto da Bruxelles e di fatto condanna la Grecia ad un futuro di miseria progressiva, che andrà ad innescarsi in senso peggiorativo sulla già drammatica situazione attuale.
Con 199 voti a favore e 79 contrari il parlamento greco, prono al diktat della mafia finanziaria europea, ha dispensato ai cittadini una bastonata senza pari che fra le altre cose comporterà una diminuzione del 20% del salario minimo garantito, una raffica di nuovi licenziamenti (che si sommeranno ai precedenti) un taglio delle pensioni, un ulteriore ridimensionamento del servizio sanitario e degli ospedali, oltre alla dismissione di sempre ulteriori quote del patrimonio statale….

domenica 12 febbraio 2012

La «legione» libica che combatte al fianco dei ribelli siriani ricorda i suoi «martiri»


WASHINGTON - La «legione» libica che combatte al fianco dei ribelli siriani ricorda i suoi
«martiri». Sulla stampa di Bengasi è infatti apparsa la notizia della morte di tre jihadisti partiti
dalla città nordafricana. I fratelli Talal e Ahmed Faitouri, insieme al loro amico Ahmed Aqouri,
sono caduti in uno scontro a fuoco a Homs. Chi li conosceva ha raccontato che avevano
lasciato la Libia in dicembre per entrare, via Libano, nel territorio siriano. Interessante la data.
Perché è proprio allora che il patto tra le due rivoluzioni entra in una nuova fase. In quei giorni,
il presidente del Consiglio nazionale siriano Burhan Ghalioun incontra a Tripoli i nuovi dirigenti.
E scatta il piano d'azione che porta i volontari in Siria. Quanti? Secondo alcuni 100-200
uomini, quasi 600 per altre fonti, sparpagliati tra Homs, Idlib e Rastan. Nessuno li ha fermati e
nessuno li fermerà. Come ha detto ieri il ministro degli Esteri libico Ashour Bin Kayal: «È
impossibile controllare il desiderio del popolo». Damasco è ormai un avversario, tanto è vero
Tripoli ha decretato l'espulsione dei diplomatici siriani.

sabato 11 febbraio 2012

“Complotto di morte” contro Benedetto XVI


Un appunto consegnato un mese fa dal Cardinale Castrillon, a conoscenza del pontefice, riferisce quanto detto dal cardinale Romeo, arcivescovo di Palermo, nel novembre scorso in alcuni colloqui in Cina: "I suoi interlocutori hanno pensato, con spavento, che sia in programma un attentato contro il Papa". C'è anche il nome di Scola come possibile successore. Lombardi, portavoce della Santa Sede: "Talmente incredibile che non si può commentare".

Mordkomplott. “Complotto di morte”. Fa impressione leggere nero su bianco su un documento strettamente confidenziale e riservato, pubblicato in esclusiva dal Fatto che un Cardinale autorevole, l’arcivescovo di Palermo Paolo Romeo, prevede con preoccupante certezza la morte del Papa entro novembre del 2012.

Una morte che, per la sicurezza con la quale è stata pronosticata, lascia intendere agli interlocutori del cardinale l’esistenza di un complotto per uccidere Benedetto XVI.

venerdì 10 febbraio 2012

Le vie del gas finiscono in Russia



Sino a 20 anni fa le forniture energetiche dal fronte orientale erano targate Urss. Anche durante gli inverni rigidi della Guerra fredda, gas e petrolio arrivavano puntuali in Europa, andando talvolta a tappare le falle che si creavano dal Golfo. Mosca è dunque stata sempre un partner affidabile, sia per gli Stati satelliti sia per l’Occidente. Non senza una certa retorica, il più lungo oleodotto del mondo, che ancora oggi trasporta dalla Russia petrolio sino in Germania e Italia, era stato chiamato «Drushba» (amicizia): erano gli Anni 60 e nessuno avrebbe pensato che l’amicizia di allora si sarebbe trasformata qualche decennio più tardi in duello.

La Grecia è fallita, era ora


Non mi interessa cosa dicono i giornali, né mi impressionano i politici festanti per la nuova iniezione di austerity che ucciderà del tutto Atene in nome del rigore senza cervello. I numeri parlano chiaro, le parole si prestano invece a mille interpretazioni. Mentre i mercati festeggiavano l’accordo tra governo, partiti politici e troika, infatti, venivano diffusi i seguenti dati. A fronte del +8,9 per cento annualizzato di entrate fiscali che il piano di Fmi, Bce e Ue prevedeva per il mese di gennaio, il dato reale greco è stato del -7 per cento!
A dare la misura del disastro, ci sono le entrate relative all’Iva ellenica, la quale nonostante l’aumento delle aliquote ha portato nelle casse dello Stato 1,85 miliardi di euro contro i 2,29 miliardi dell’anno prima. Per forza, se riduci uno alla fame, come pensi che te le paghi le tasse!? O evade o non le paga, altrimenti mangia in sassi per strada!

mercoledì 8 febbraio 2012

La Georgia è leader mondiale per uso di programmi per computer piratati


Secondo stime recenti il 93% del software utilizzato in Georgia è piratato. Quasi tutti ricorrono all'utilizzo di software illegale senza avere la percezione di violare la legge. Nei negozi di Tbilisi si comprano computer con preinstallato Windows e altri programmi senza licenza. Nei negozi di dischi si comprano tranquillamente CD e DVD non originali. Una situazione che nel breve periodo non sembra destinata a cambiare.
Secondo stime del 2010 della Business Software Alliance , l'unione che unisce le principali case produttrici di software mondiali, la Georgia è leader mondiale per uso di programmi per computer piratati. Secondo lo studio, il 93% del software utilizzato in Georgia sarebbe non originale. Al secondo posto nella classifica mondiale si trova lo Zimbabwe (91%), ma su questi livelli sono anche Armenia (89%) e Azerbaijan (88%). A due anni di distanza non sono ancora state pubblicate nuove stime, ma per quanto riguarda la Georgia non c'è da aspettarsi grandi cambiamenti: il numero di cittadini ligi alla legge e disposti a pagare cifre considerevoli per ciò che si può ottenere gratis probabilmente non è aumentato di molto.

Mossad-Cia sull'attacco all'Iran


Il capo del Mossad israeliano Tamir Pardo ha avuto negli ultimi giorni incontri segreti con funzionari statunitensi al più alto livello, in merito ad un eventuale attacco israeliano contro l'Iran.
La rivelazione è emersa durante un'audizione del comitato ristretto sui servizi segreti del Senato Usa, alla quale hanno preso parte il direttore della CIA David Petraeus, il DNI (direttore dell'intelligence nazionale), James Clapper, e la presidente del comitato, Dianne Feinstein.
Durante l'incontro, secondo le notizie riportate dal giornale israeliano Haaretz, la Feinstein ha chiesto a Clapper se Israele intenda o meno attaccare gli impianti nucleari iraniani, domanda a cui Clapper ha risposto chiedendo la prosecuzione della seduta a porte chiuse.

martedì 7 febbraio 2012

Le Forze Armate di Teheran lo sanno



Nelle ultime settimane i venti di guerra soffiano sull’Iran. Le Forze Armate di Teheran lo sanno e preparano contromisure che sono d’attacco. Rivolte al suo attaccante principale – Israele – che, del blocco occidentale intenzionato a usare la forza contro lo Stato degli Ayatollah, è la punta di diamante. Ma fra gli stessi israeliani il fronte non è compatto. Non tanto quello dell’opinione pubblica che, secondo recenti sondaggi, appoggerebbe solo al 40% un’azione armata pur rivolta contro i presunti centri di produzione dell’arma atomica.

sabato 4 febbraio 2012

Un cartello sui tassi d'interesse tra dodici colossi bancari


L'antitrust elvetico sta cercando di far luce sui presunti accordi tra alcuni dei maggiori istituti di credito mondiali per prestarsi denaro a vicenda a interessi inferiori a quelli di mercato. "Un'intesa su larga scala, che presuppone responsabilità ai massimi livelli".


LUGANO - Per quattro anni, tra il 2006 ed il 2010, un cartello di 12 banche avrebbe influenzato, traendone profitti illeciti, i tassi Libor e Tibor, quelli in base ai quali gli istituti di credito si prestano, reciprocamente, denaro, sui mercati di Londra e Tokyo. Lo ha scoperto, aprendo un'inchiesta in Svizzera, la Comco, la Commissione della Concorrenza, ovvero l'antitrust elvetico. Un'inchiesta che riguarda anche operazioni sul mercato dei derivati in quanto le banche, finite nel mirino della Comco, si sarebbero pure messe d'accordo sul prezzo d'acquisto e di vendita di questi prodotti, a condizioni vantaggiose per loro ma non per la clientela.

Questa nuova tegola sulla credibilità del sistema finanziario internazionale coinvolge, in modo trasversale, banche europee, statunitensi ed asiatiche. Alcune delle quali, tra l'altro, già pesantemente implicate nella vicenda dei subprime e, in taluni casi, salvate dal fallimento grazie a forti iniezioni di soldi pubblici. Parliamo di Ubs, Credit Suisse, Royal Bank of Scotland, Deutsche Bank, Hsbc, Rabobank,  Société Générale, Citigroup, JP Morgan, Sumitomo Mitsui Banking Corporation,  Bank of Tokyo-Mitsubishi  e Mizuho Financial.

Egitto strategicamente in tensione


Far credere che la follìa ultras sia svincolata da qualsivoglia logica nella Premier League d’ogni latitudine è un boomerang che già sta colpendo chi l’ha orchestrato. Appare chiaro come la strage di Port Said (74 morti sugli spalti più 3 fuori nella coda di scontri di ieri) che ha visto supporter del team di casa Al-Masry scagliarsi con attrezzi e coltelli contro quelli del pur odiato Al-Ahly cairota sia innescata da una regìa esterna alle curve. Così la pensano anche taluni osservatori della violenza negli stadi. Nel parapiglia, che come in un remake dell’Heysel ha visto fra l’altro morire soffocate e schiacciate decine di persone, ci saranno pure stati ragazzotti della tifoseria locale infoiati da uno scontro fisico aiutato dalla passività delle Forze dell’Ordine ma difficilmente ci si accanisce a morte sul nemico di classifica in un momento di schiacciante vittoria. Tre a uno a proprio favore era il risultato finale della partita. E per quello che l’Egitto sta vivendo ormai da tredici mesi, la strage dello stadio si ricollega a precedenti episodi di violenza gratuita e pilotata contro inermi cittadini.

Recessione europea


La crisi dell’Eurozona si aggrava ancora. Dopo la Grecia anche il Belgio, il Portogallo e la Spagna sono entrati in recessione e rischiano di indebitarsi ancora con i grandi organismi dell’usura internazionale. Il Belgio è infatti il terzo Stato della zona euro a entrare in recessione dopo aver subito un leggero calo della produzione negli ultimi tre mesi del 2011 e una caduta del Prodotto interno lordo, con una contrazione dello 0,2 per cento del Pil e dello 0,1 per cento solo nel terzo trimestre dello scorso anno. Contrazioni avvenute durante un tumultuoso periodo che ha visto la nascita di un nuovo governo, dopo 18 mesi di paralisi politica, la nazionalizzazione di Dexia Banque Belgique e il declassamento da parte di Standard & Poor’s. 

Dal canto loro gli economisti ritengono che la causa dei dati poco brillanti sia riconducibile ad una recrudescenza della crisi del debito della zona euro e ad un rallentamento economico globale. Altrettanto grave è la situazione della Spagna. Ieri il ministero del Lavoro iberico ha diffuso un altro record negativo dei senza lavoro. Il numero dei disoccupati in Spagna ha raggiunto infatti a fine gennaio la cifra di 4.599.829 unità. Un rallentamento nella zona euro della quarta economia europea rende quasi certo che Madrid non sarà in grado di raggiungere l’obiettivo di portare il deficit sotto la soglia decisa dall’Unione europea del 3 per cento del Pil entro il 2013.

venerdì 3 febbraio 2012

Contro chi effettivamente è rivolto il cosiddetto “embargo petrolifero contro l’Iran”?


Si tratta di una importante questione geo-strategica. 

Oltre a respingere le nuove misure dell’Unione Europea (UE) contro l’Iran come controproducenti, Teheran ha messo in guardia gli Stati membri dell’Unione Europea che l’embargo petrolifero dell’UE contro l’Iran farà molto più male a loro e alle loro economie che all’Iran. 
Teheran ha così avvertito i leader dei paesi UE che le nuove sanzioni sono stolte e vanno contro i loro interessi nazionali e di blocco. 
Ma tutto ciò è corretto? Alla fin fine, chi beneficerà della catena di eventi che stanno per essere messi in moto?

Capitalismo di stato



A giudizio dell’Economist, portavoce del neoliberismo globale, (vedi Bajo la Lupa, 25 gennaio 2012) il "capitalismo di Stato" prospetta "un tema con variazioni idiosincratiche".
Adrian Wooldridge ritiene che “la cosa più sorprendente delle imprese statali è il loro pieno potere collettivo nel mondo emergente", che le ha rese “più ricche” nel decennio scorso: le 121 principali imprese statali della Cina hanno aumentato gli attivi totali da 360 miliardi di dollari nel 2002 a quasi 3 trilioni di dollari nel 2010.
Un anno dopo la crisi del 2008, l’85 per cento di 1,4 trilioni di dollari di prestiti bancari sono stati destinate alle imprese statali. Non è un caso, ma si tratta della mia ipotesi sul successo poco riportato della Cina e del Brasile che hanno conservato la propria banca statale (a differenza della mediocrità del "Messico neoliberista").

In primavera le prime bombe israeliane sull'Iran


WASHINGTON (USA) - Gli Usa temono che Israele possa attaccare i siti nucleari iraniani in «aprile, maggio o giugno», prima che i mullah trasferiscano il materiale sensibile in bunker più protetti e fuori della portata delle bombe speciali israeliane. La previsione è del segretario alla Difesa americano Leon Panetta ed è stata raccolta da David Ignatius, famoso giornalista del «Washington Post», che era in viaggio con il rappresentante Usa.
L'ATTACCO - L’aviazione di Gerusalemme pensa di poter colpire i bersagli con operazioni «limitate» a 4 o 5 giorni che possono creare danni sufficienti per ritardare il programma atomico. O almeno è ciò che sperano. Poi è prevedibile un intervento dell’Onu che impone un cessate il fuoco. Ignatius aggiunge che l’annullamento delle manovre congiunte Israele/Usa previste per la primavera è da imputare ad una richiesta di Gerusalemme che avrebbe comunicato problemi nel mettere a disposizione le proprie forze. E i «problemi» altro non sarebbero che un possibile impegno militare in Iran. Tanto a Washington che nello stato ebraico i generali hanno esaminato le possibili ritorsioni da parte dell’Iran in caso di un attacco.

giovedì 2 febbraio 2012

Egitto, la tragedia di Port Said


Le violenze al termine della partita tra la squadra locale e l'Al Ahli del Cairo. Invasione di campo e poi una vera e propria battaglia. Scene simili nella capitale, senza vittime. "Rinviati a data da destinarsi" tutti i match del campionato maggiore. Arrestate 47 persone. I Fratelli Musulmani accusano i sostenitori di Mubarak.



IL CAIRO - Almeno 74 persone persone hanno perso la vita e centinaia sono rimaste ferite nelle violenze scoppiate dopo una partita di calcio a Port Said, nel Nord-Est dell'Egitto. Gli scontri sarebbero esplosi per motivi calcistici, dopo un'invasione di campo, al termine della gara di campionato tra la squadra del posto, l'Al Masri, e l'Al Ahli, formazione del Cairo. 

LA GALLERIA FOTOGRAFICA 1 - IL VIDEO 2

Secondo la ricostruzione fornita dalla tv Al Arabiya, alla fine del match vinto per 3-1 dall'Al Masri, i tifosi locali sono entrati in campo per inseguire i giocatori dell'Al Ahli spingendosi fino al tunnel che porta agli spogliatoi.

mercoledì 1 febbraio 2012

Grecia, siamo alla bancarotta ufficiale?



Salvo l’ennesima sorpresa questa volta ci siamo, tutto è pronto per la bancarotta e sarà disordinata. Mancava ancora un tassello politico al mosaico, tassello che questa notte è andato al suo posto:
Il primo ministro Greco ha convocato una riunione di emergenza fra i leader dei partiti:
Greek officials launched a vociferous behind the scenes attack on European Union and International Monetary Fund negotiators as talks in Athens over the country’s mounting debts appeared to stall.

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