mercoledì 19 ottobre 2011

Le Banche occidentali e la loro decimazione


Gli analisti economici del Global Europe Anticipation Bulletin(GEAB) producono collegamenti originali che uniscono in modi inaspettati i puntini della Grande Crisi. Abbiamo tradotto per voi la presentazione redatta da GEAB del Bollettino n. 58, incentrato sul tema della"decimazione delle banche occidentali". Al di là dell'effettiva capacità di predizione, sono interessanti le fonti e i collegamenti utilizzati, specie nelle note in coda all'articolo. Il tema richiamato ci spinge a rilanciare anche un recente commento di Giulietto Chiesa«Deve essere chiaro che non accetteremo che altri denari siano regalati alle banche che sono già fallite. Se il mercato vale, allora devono fallire. Se non le lasciate fallire è perché il mercato non vale. Se il mercato non vale, non potete chiederci di pagare il debito.»

Come anticipato da LEAP/E2020, la seconda metà del 2011 vede il mondo continuare la sua inarrestabile discesa verso lo smembramento geopolitico globale caratterizzato dalla convergenza di crisi monetarie, finanziarie, economiche, sociali, politiche e strategiche.

Dopo il 2010 e l'inizio del 2011, che ha visto i miti di una possibile ripresa e dell'uscita dalla crisi crollare miseramente, è ora l'incertezza a dominare i processi decisionali degli Stati, proprio come le aziende e gli individui, generando inevitabilmente crescente apprensione per il futuro.

Uno Stato di Polizia è la ricetta di Maroni


Il responsabile del Viminale annuncia nuovi provvedimenti restrittivi delle libertà civili. fermi preventivi, arresto differito, nuovi reati associativi, pene più pesanti, maggiore copertura legale, civile e penale, per gli agenti di polizia.
E adesso occhi puntati sulla Val di Susa. Fin dal giorno dopo gli scontri di Piazza San Giovanni molti organi di informazione hanno iniziato una campagna che punta sulla manifestazione di domenica 23 ottobre, quando il messaggio che è stato fatto circolare dai No tav è quello di andare a tagliare le recinzioni del cantiere per l'alta velocità.
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni è apparso in Senato per riferire sugli scontri, anzi sul 'terrorismo urbano', come  lo ha battezzato. Ha annunciato quei provvedimenti che fanno tornare indietro l'Italia a un clima dei primi anni 70, almeno sotto il profilo della normativa liberticida.

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