giovedì 15 settembre 2011

E' il braccio della morte e lo chiamano FMI

Quando ieri ho letto un po' ovunque i piagnistei per l'avvento cinese, perché "finiremo nelle mani della Cina", perché "arriva il pericolo giallo", non sono riuscita a spaventarmi. Proprio per nulla. Avevo il sentore che il nostro debito in mano ai cinesi non fosse messo peggio che in mano ai francesi, ai tedeschi, o a chiunque altro, e che ci sono sicuramenti sorti più tristi.
E infatti. Per la prima volta nella storia, l'esercito del Principe delle Tenebre si sta per avventare su un Paese del G8,
ovvero il Fondo Monetario Internazionale si candida a correre a salvamento dell'Italia.
Peggio di così è impossibile. Il prestito del FMI, chiamato da molti analisti internazionali "il Bacio della Morte", è quello che ha segnato le sorti di tantissimi Paesi in via di sviluppo. Qui un articolato paper di un'Università canadese dall'eloquente titolo "Il Bacio della Morte: gli aiuti del FMI nei mercati dei debiti sovrani". Tra l'altro, si afferma:
Il risultato di questo semplice modello suggerisce che la pratica del FMI di offrire prestiti in tempi di crisi finanziaria, può servire a rendere più probabile l'insorgere della crisi.

Italia, la soluzione è il "default pilotato" islandese e l'uscita dall'Euro


Intervista di Antonella Loi a Loretta Napoleoni - tiscali.it.
"Sa che potrebbe essere il giorno in cui la Grecia andrà in bancarotta?". Curioso che il libro di Loretta Napoleoni, economista e consulente di terrorismo internazionale, compaia proprio oggi in libreria. Un testo, Il contagio (edito da Rizzoli), che fotografa puntualmente la situazione attuale, nella quale di qui a poco anche l'Italia potrebbe trovarsi. Come uscire dalla fase del non ritorno allora? La soluzione c'è, dice Napoleoni: l'Italia, d'accordo con l'Europa, scelga il "default pilotato".

Il resto è puro accanimento terapeutico che rischia semplicemente di procrastinare una situazione rischiosa non solo per il nostro Paese ma per l'intera zona euro.

La Cina è pronta a salvare l'Italia, dietro pagamento


La Cina ha richiesto ulteriori concessioni strategiche dall’Europa prima di accordarsi per salvare l’eurozona, raffreddando le speranze per gli acquisti immediati delle obbligazioni italiane.

Il Premier Wen Jiabao ha riferito che il suo Paese farà la sua parte per "impedire l’ulteriore diffusione della crisi del debito pubblico", ma ha avvisato che la Cina non firmerà un assegno in bianco per quegli stati che non sono riusciti a implementare tutte le riforme."Le nazioni devono prima mettere le proprie case in ordine", ha detto al World Economic Forum che si è tenuto a Dalian.Wen ha riferito di aver parlato a José Manuel Barroso, il presidente della Commissione Europea, descrivendo le condizioni per un intervento cinese. "Gli ho fatto presente che siamo fiduciosi del fatto che l’Europa supererà le proprie difficoltà e che riuscirà a recuperare in pieno.

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