venerdì 20 maggio 2011

Parmalat e Goldman Sachs?


Perché tra tutti i possibili advisor finanziari, nazionali ed internazionali, la Parmalat ha incaricato proprio la banca d’investimento americana Goldman Sachs di valutare la fairness option, cioè il parere di congruità sul prezzo dell’Opa lanciato dalla francese Lactalis? Non riusciamo trovare una risposta razionale.
Lungi da noi l’intento di proporre alcun candidato alternativo o concorrente. La scelta della Goldman Sachs è comunque sorprendente. Essa, come è noto, è al centro di indagini per i suoi comportamenti speculativi e non corretti soprattutto alla vigilia e nelle fasi calde della più grave crisi finanziaria di tutti i tempi. Due dettagliatissime indagini sulle cause del collasso finanziario condotte dalle competenti commissioni d’inchiesta americane hanno identificato la GS tra le principali “fucine” del rischio e dei default. Il cosiddetto Rapporto Levin della Commissione Permanente per le Indagini del Senato Usa dedica più di 250 pagine all’analisi dei comportamenti della citata banca d’affari. Esso segnala ben 12 casi di conflitto di interesse. Il primo riguarda le posizioni al ribasso assunte all’insaputa di tutti contro i titoli da lei “impachettati” per differenti clienti. Si trattava dei derivati Cdo, chiamati Hudson, Anderson e Timberwolf, legati ai mutui subprime e alle ipoteche immobiliari.

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