giovedì 7 aprile 2011

L’ITALIA E LA CRISI LIBICA

1.. Più i giorni passano più la storiella della “guerra umanitaria” contro il dittatore Gheddafi (fino a ieri amico e socio in affari dei belligeranti) si scioglie come neve caduta sulle aride dune dei deserti libici.
Le ultime notizie dicono che, a fronte di un quadro politico e militare a dir poco incerto, crescono le titubanze, i dissensi anche nell’opinione pubblica dei tre Paesi guerrafondai (Francia, USA, e GB), perfino nelle loro espressioni di vertice.
Una importante conferma di tale disagio ci sembra la decisione assunta dall’amministrazione Usa di ritirare le squadriglie aeree dalle operazioni in Libia e di esplorare la via di una mediazione politica.
A poche settimane dall’inizio dei bombardamenti aerei, la situazione, dunque, sembra evolvere in una direzione esattamente contraria a quella sperata da Sarkoszy e soci, ossia verso la ricerca di un cambiamento politico in Libia, concertato fra le parti in conflitto e garantito dalla comunità internazionale. Vedremo.
Peccato, però, che tale evoluzione non l’abbia intuita, colta il governo italiano che, come il solito, sbaglia tempi e proposte.

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