mercoledì 6 aprile 2011

Costa d'Avorio, l'uscita di scena di Laurent Gbagbo è vicina

Negoziano in maniera febbrile, un incontro via l'altro. Sono militari, diplomatici e religiosi. Stanno lavorando alla soluzione della crisi ivoriana, facilitando l'uscita di scena diLaurent Gbagbo, il presidente golpista che si starebbe preparando ad una resa quasi incondizionata. Questo dicono le ultime in arrivo da Abidjan, peccando forse di partigianeria e ottimismo ma, è notizia di oggi,Gbagbo ha chiesto ufficialmente il cessate il fuoco. A quattro mesi dall'inizio della crisi politica, con il suo rifiuto di cedere il potere ad Alassane Ouattara, considerato dalla comunità internazionale il legittimo vincitore, la posizione del leader golpista non era mai sembrata così debole. Il bollettino di martedì mattina conferma che per l'ex presidente le cose si stiano mettendo male ovunque: i soldati regolari delle Forces de Defense et de Sécurité (Fds, pro-Gbagbo) hanno abbandonato Agnibilekrou e Abengourou (est) ma soprattutto hanno perso  Daloa e Duékoué, nel sudovest, due città dal grande valore strategico, perché al centro della "regione del cacao". Dékoué, in particolare, è un crocevia, per il quale passano le strade che portano alla capitale Yamoussokro, a est, e a San Pedro, a sud, il porto dal quale partono i carichi di cacao. Se si viaggia verso ovest, invece, si arriva al confine con la Liberia: controllare questa strada significa controllare una delle direttrici lungo le quali si muove il flusso di mercenari assoldati da Gbagbo, provenienti dal Paese confinante.

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