mercoledì 2 marzo 2011

Erano amici di Gheddafi

Per risolvere il sanguinoso conflitto in corso tra i sostenitori di Muammar Gheddafi e gli insorti, che controllano ormai buona parte della Libia, gli Stati Uniti e i loro alleati sembrano essere sul punto di annunciare una qualche forma di intervento militare nel paese nordafricano. A far prevedere un’evoluzione di questo genere non sono soltanto i movimenti nel Mediterraneo di navi da guerra americane e di altri paesi europei, ma anche le esplicite dichiarazioni dei leader occidentali, terrorizzati da rivolte in tutto il mondo arabo sempre più difficili da controllare e da piegare ai propri interessi.
Le prove generali di un possibile spiegamento di forze sono peraltro già state fatte nei giorni scorsi, quando velivoli militari britannici e tedeschi hanno operato alcune incursioni in territorio libico per mettere in salvo i loro connazionali bloccati nel paese. Da parte sua, Washington ha invece fatto sapere di aver movimentato navi e aerei nei pressi delle coste della Libia. Per il Segretario di Stato, Hillary Clinton, infatti, “tutte le opzioni” restano percorribili, mentre da Londra, ancora più chiaramente, il premier David Cameron ha spiegato in un discorso alla Camera dei Comuni che non intende “assolutamente escludere l’uso di mezzi militari” in Libia.

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