martedì 22 febbraio 2011

Gheddafi e la Libia: Berlusconi e il Governo italiano, il silenzio ridicolo dei "compagni di merende"

Il comportamento del nostro governo rispetto alla Libia prova, se ve ne fosse bisogno, perché Silvio Berlusconi e la sua banda debbano essere mandati via al più presto possibile.

I fatti libici sono noti. Chi volesse un aggiornamento basta che visiti Al Jazeera. Sono anche noti a tutti l'inazione ed il silenzio del nostro governo, rotto solo negli ultimi due giorni da due interventi.
Primo quello del presidente del consiglio, che ha giustificato il suo totale silenzio affermando di non voler "disturbare" il suo amico Gheddafi. Oggi, di fronte alle reazioni del resto del mondo civile, il satrapo nazionale - noto estimatore di Gheddafi, il cui stile di vita cerca strenuamente di imitare mentre sogna di adottarne i metodi di governo - ha fatto emettere una nota della presidenza del consiglio nella quale

Oltre mille operai cinesi in marcia verso Tripoli

Operai e impiegati di un’impresa edile cinese sono stati aggrediti nella città di Ajdabiyah da uomini armati che hanno portato via tutto, computer e bagagli, e stanno cercando di raggiungere a piedi la capitale per rientrare in patria. Saccheggi e aggressioni anche a cantieri e persone della Corea del Sud e del Bangladesh. 


Tripoli - Oltre mille operai cinesi di un’impresa edile, attaccata e saccheggiata da uomini armati, stanno compiendo una marcia di centinaia di chilometri nel deserto per raggiungere l’aereoporto di Tripoli, da cui imbarcarsi per Pechino. Il sito della compagnia Huafeng è stato attaccato il 20 febbraio nella città di Ajdabiyah, nella zona orientale del paese, a 863 km dalla capitale.

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