venerdì 18 febbraio 2011

Il Sudan e la tensione generata dal petrolio

A poche settimane dal referendum per l'indipendenza di Juba, la tensione fra Nord e Sud Sudan si intensifica per la gestione delle risorse petrolifere meridionali. Le aree contese. La risposta del governo. Il timore di nuovi scontri.

Carta di Laura Canali tratta da Limes 3/2006 "L'Africa a colori


Il sangue che continua a scorrere in Sud Sudan e le violente repressioni delle sommosse anti-governative organizzate dagli studenti a Khartoum segnano i primi passi del nuovo Sudan spaccato in due dal referendum di autodeterminazione del meridione.

La tensione nel paese è palpabile.

Democrazia e scuola


Da anni la scuola italiana risente di un deficit di democrazia. In particolare, l’agibilità democratica e sindacale e gli spazi di libertà e legalità hanno subito colpi letali inferti dai precedenti governi senza soluzione di continuità. Con l’istituzione della cosiddetta "autonomia scolastica" e l’applicazione della legge n. 53/2003 (meglio nota come"riforma Moratti", cui ha fatto seguito l’opera di affossamento compiuta dalla Gelmini) è stata introdotta una struttura oligarchica imposta in modo autoritario, creando una profonda divisione gerarchica nel quadro delle relazioni umane e professionali tra i lavoratori della scuola. In particolare, all’interno del corpo docente si è prodotta una disparità di redditi e funzioni non rispondenti a meriti reali, a qualifiche professionali o specifiche competenze, innescando un processo di volgare mercificazione delle mansioni pedagogiche e di maldestra aziendalizzazione degli ordinamenti e dei rapporti interni, segnati in termini di comando e subordinazione, azzerando di fatto la democrazia collegiale.

Il coraggio di Roger Waters

In un mondo nel quale, dalla Palestina all’Iraq, passando per l’Afghanistan, tante vite innocenti sono quotidianamente brutalizzate da eserciti barbari, umiliate e private di ogni speranza, libertà e dignità umana, la voce di artisti integri che prestano il loro talento e il loro nome per dire no alla barbarie, è un faro di speranza.


Roger Waters, il leggendario bassista, chitarrista e cantante dei mitici e ormai sciolti Pink Floyd, è uno di questi artisti dotati di straordinario coraggio.

“Divertire il pubblico non mi ha mai interessato, ciò che voglio è smuoverlo” dice Roger di solito.

Ammirato ben oltre il mondo del rock, sensibile alla lotta di popolazioni oppresse dai potenti e schiacciate da battaglie ad armi impari, Roger Waters ha un importante messaggio da inviare. Ha dedicato i suoi album ai “caduti in guerra”. Per lui parlare della sofferenza causata dalle guerre “serve a prevenirle e a fermarle”.

Nel 1979, l’album The Wall, nel quale lui è compositore di musica e testi, è diventato l’inno di un’intera generazione. Era un periodo in cui il movimento contro la guerra era ancora potente. Ora invece dorme. Roger Waters, persona attenta e appassionata, sa bene che deve fare la sua parte per riaccendere la fiamma.

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