domenica 16 gennaio 2011

L'autoritarismo cinese e l'imposizione del sistema liberista

L'autoritarismo in Cina non è servito tanto a comprimere artificialmente i salari dei lavoratori, quanto a imporre un sistema liberista. E chi oggi vede nell'eccesso di risparmio cinese un problema per gli equilibri macroeconomici globali, dovrebbe chiedersi se non sia riconducibile proprio all'eccesso di liberismo capitalista e alla conseguente assenza di un adeguato sistema di welfare e di tutela dei lavoratori. Alla Cina serve un buon compromesso tra capitalismo e welfare state, come nell'Europa degli anni Cinquanta e Sessanta. Sarà possibile realizzarlo?


Anche nel 2011 la Cina e il suo enorme surplus di partite correnti saranno certamente al centro del dibattito economico. Gli americani continueranno a esigere una forte rivalutazione dello yuan (20-30 per cento) al fine di rendere le merci cinesi meno competitive sui mercati internazionali. La formidabile propensione al risparmio cinese verrà ancora additata da molti come un problema. Ma quali sono le cause?

Wikileaks tra Russia e Italia

Agli Stati Uniti piace poco che Berlusconi ammiri Putin e che l’Eni sia un ottimo alleato di Gazprom. Ma anche gli ambasciatori sbagliano, come nel caso della Georgia.


I dispacci della diplomazia americana resi pubblici da Wikileaks stanno attirando l’attenzione dei media più del necessario. Fermandoci a quelli italiani, come quello dell’Ambasciatore Ronald Spogli in cui si ripercorrono le relazioni tra Russia e Italia (cablegate.wikileaks.org), non è che si trovino elementi nuovi o sconvolgenti. Quando Spogli scrive che “Berlusconi ammira in Putin lo stile macho, decisionista e autoritario del suo modo di governare” non racconta probabilmente qualcosa di inesatto, più che altro offre materiale per un dibattito interno italiano. Stesso dicasi per le preoccupazioni sull’avvicinamento energetico di Roma a Mosca tramite Eni e Gazprom. Preoccupazioni che a Washington avevano già a partire dagli anni Sessanta con la strategia neoatlantica di Mattei. E si sa come è andata a finire.

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