venerdì 7 gennaio 2011

Gli studenti sono conservatori, dunque i veri rivoluzionari dell’attuale situazione

Non è lontano il tempo in cui i giovani erano accusati di essere disimpegnati politicamente. Ora che iniziano a mobilitarsi per i propri diritti sono temuti e stigmatizzati  quali “terroristi” e “potenziali assassini”. Come si fa a giustificare una simile discordanza di valutazioni? E’ evidente l’incapacità di cogliere la reale natura di un fenomeno che in molti temevano, una sollevazione generazionale che finora ha raggiunto il suo culmine nelle agitazioni di massa del 14 dicembre, lo spauracchio di una rivolta sociale contro la condanna del precariato che incombe sull’avvenire dei giovani.
Una battaglia per la salvaguardia dei diritti e dei salari, per il mantenimento della scuola e della sanità pubblica, per la tutela del territorio, potrebbe apparire una posizione puramente difensiva e di retroguardia, di stampo conservatore. E in un certo senso lo è. A tale proposito richiamo quanto sosteneva Pasolini oltre 35 anni fa, cioè che in una società capitalistica e consumistica di massa che promuove“rivoluzioni di destra”, i veri rivoluzionari sono i “conservatori”.

Sudan, poche ore e poi?

Mancano poche ore ormai al referendum con cui la parte meridionale del Sudan, cristiana animista in prevalenza, deciderà la secessione da un Paese dalla forte identità araba e islamica. L'incognita non è il risultato ma come reagirà Khartoum, se la separazione sarà gestita dalle diplomazie o decisa dagli eserciti.

L'attesa è scandita da parole distensive e manovre che preludono ad un esito cruento.

Sul Senegal

In Senegal, l'ANSD, l'Agenzia Nazionale di Statistica e Demografia, ha appena pubblicato il suo rapporto annuale sulla situazione economica e sociale del paese. Il documento stila le cifre per il 2009 riguardanti la situazione demografica, dell'occupazione, dell'agricoltura e del commercio. Presenta in definitiva una immagine generale della società senegalese. Una società la cui caratteristica più evidente è la giovinezza.
Secondo le statistiche della ANSD, un Senegalese su due ha meno di 20 anni (ovvero il 50,9% nel 2009). Questo dato impressionante provoca tensioni sul mercato del lavoro ed allo stesso tempo sollecita una forte domanda nel settore dell'educazione.
Questa massa giovanile pone un fardello pesante sulle persone in età lavorativa. Nel 2009, si contavano 82,9 persone inattive su 100 in età di lavoro. Questo rapporto, comunque in calo rispetto ai dati del 1988 o del 2002, tuttavia non sembra annunciare per il prossimo futuro una regolazione più armonica della situazione: nel corso dell'ultimo decennio il livello di natalità si è abbassato di una percentuale non significativa. I bambini da 0 a 4 anni rappresentavano ancora nel 2009 il 16,5% dell'intera popolazione senegalese.

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