martedì 1 novembre 2011

Le potenze nucleari del mondo si stanno avviando verso una nuova era di armi atomiche



Nonostante la retorica sul disarmo (sbandierata un po' da tutti in occasione del rinnovo dei trattati internazionali), la crisi economica globale e i conseguenti tagli ai bilanci statali, le potenze nucleari del mondo si stanno avviando verso una nuova era di armi atomiche.
Gli Stati Uniti investiranno nei prossimi dieci anni 700 miliardi di dollari nell'industria nucleare; la Russia spenderà almeno 70 miliardi di dollari solo in sistemi di lancio; Cina, India, Francia, Israele e Pakistan, stanzieranno cifre record per sviluppare i sistemi missilistici tattici e strategici.
Le previsioni sono contenute nel rapporto della britannica Basic (British American Security Commission), istituto che redige studi e documenti composto, tra gli altri, dall'ex segretario della Difesa britannico Malcom Rifkind, dal portavoce dell'attuale ministro della Difesa Menzies Campbell e dall'ex ministro della Difesa Lord Browne. "Beyond the United Kingdom: Trends in the Other Nuclear Armed States" è una review dello stato dell'arte nel campo degli armamenti nucleari che esamina il quadro tecnologico del futuro.
Emerge dalla ricerca che Pakistan e India si stanno orientando su testate nucleari più piccole e leggere, da poter essere utilizzate su brevi distanze per usi tattici o 'non strategici'. Nel caso di Israele, invece, la taglia dei missili cruise montati sulla flotta di sottomarini è stata aumentata negli anni, e il Paese sembra essere indirizzato - sulla scorta del proprio programma di un sistema di lancio missilistico - allo sviluppo di un missile balistico intercontinentale.
Per ciascuno degli attori, la nuova corsa al riarmo nucleare sembra essere motivata dallavulnerabilità percepita di fronte ai nuovi sviluppi nucleari e convenzionali altrove, in un devastante effetto-domino. Ad esempio - si legge nel rapporto - la Russia è preoccupata per i programmi statunitensi chiamati 'Conventional Prompt Global Strike'; così anche la Cina, che analogamente teme gli Usa ma anche l'India, mentre quest'ultima struttura la propria politica sulle paure del nucleare cinese e pakistano. E i pakistani, ovviamente, devono reagire alla 'superiorità delle forze convezionali indiane'.
In un'analisi Paese per Paese (escluso l'Iran) il Basic offre il seguente scenario:
Stati Uniti: il già citato investimento di 700 miliardi di dollari in dieci anni. Ulteriori 92 miliardi di dollari verrano spesi per nuove testate nucleari. Costruzione di 12 sottomarini equipaggiati con missili balistici. Costruzione di missili Cruise aria-terra.
Russia: 70 miliardi di dollari nella triade terra-aria-mare, entro il 2020. Sistema balistico intercontinentale semovente con testate multiple e una nuova generazione di sottomarini equipaggiati con Cruise e sistemi balistici. Costruzione - non annunciata ufficialmente, ma ventilata dagli analisti - di sistemi missilistici a corto raggio per dieci brigate.
Cina: costruzione di un arsenale semovente a corto e lungo raggio con testate multiple. Cinque sottomarini in grado di lanciare dalle 36 alle 60 testate balistiche.
Francia: completamento di quattro nuovi sottomarini con missili a lungo raggio e testate rinforzate. Modernizzazione della flotta dei bombardieri strategici.
Pakistan: estensione della gittata dei missili Shaheen II, sviluppo di Cruise nucleari,realizzazione di testate più piccole e leggere. Costruzione di nuovi reattori a plutonio.
India: sviluppo della nuova versione dei missili terra-aria Agni, in grado di raggiungere tutto il Pakistane e gran parte della Cina, compresa Pechino. Sviluppo di un missile cruise mare-terra e progetto di costruzione di cinque sottomarini con testate nucleari balistiche.
Israele: estensione della gittata dei missili Gerico III, sviluppo di un sistema balistico intercontinentale. Espansione della flotta di sottomarini con testate nucleari.
Corea del Nord: nuovo razzo Musudan, con gittata di 4mila chilometri, in grado di raggiungere il Giappone. Test riusciti del Taepodong-2, con gittata di 10mila chilometri, in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Nel rapporto non è tuttavia chiaro se il Paese a sviluppato la capacità di dotare tali missili di testate nucleari.

di Luca Galassi
Fonte: PeaceReporter

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