sabato 5 novembre 2011

Genova, si è consumato l'annunciato disastro


Da mezzanotte alle 13 sono piovuti sulla città 300 millimetri d'acqua, un terzo della quantità che cade in un anno. Esondati i torrenti Fereggiano, Bisagno e Sturla. Alle 9 la situazione era ancora sotto controllo. Il sindaco: "Il fiume era stato messo in sicurezza. Mai vista una cosa così in tutta la vita. Uno Tsunami". L'allarme non è cessato: vietato l'uso delle auto.




GENOVA - Genova è allagata 1, invasa da acqua e fango, in ginocchio. Il torrente Fereggiano ne ha uccisi sei. Una ragazza di 19 anni schiacciata dalle auto travolte dall'acqua, una mamma con le sue due figlie, annegati in uno scantinato allagato in zona Marassi. Poi altri due adulti. Oltre al Fereggiano, sono usciti dagli argini anche i torrenti Bisagno e Sturla, nelle zone di San Fruttuoso e Sturla.
Le vittime. La mamma morta si chiamava Shpresa Djala, aveva 28 anni, ed era di origini albanesi, con lei c'erano le due figlie, Janissa, che aveva solo un anno, e Gioia, 8 anni. Una terza vittima è Angela Chiaromonte, aveva 40 anni, era moglie di un agente della polizia penitenziaria. Anche gli altri, Evelina Pietranera, 50 anni, Serena Costa, 19, sono stati recuperati nella zona di via Fereggiano, tra i quartieri di Marassi e Quezzi.

La fuga. 
L'onda del Feraggiano è arrivata all'una, nonostante l'allerta meteo 2, nel popoloso quartiere di Marassi quando in giro c'erano ancora abbastanza persone. E' arrivata improvvisa e ha travolto tutto, invaso ogni antro, ogni palazzo. All'altezza del numero 2/b di via Fereggiano la strada fa una curva e in quel portone ha cercato scampo Shpresa Djala, con le due piccole. Poco prima erano in auto con un parente che si era fermato davanti a un bar qualche metro più avanti. Era sceso e tornato non le ha più trovate. "E' tutta colpa mia". Loro si erano spostate perché avevano visto l'onda, e hanno tentato di fuggire. Rifugiandosi nell'androne". Drammatico anche il ritrovamento: uno dei soccorritori si è immerso nel portone cercando di soccorrere la donna. E' tornato con in braccio il corpo di una bimba, l'ha lasciato nelle mani di un uomo vicino a lui: era Flamur Djala, il padre, che ha così capito che la sua famiglia era sepolta nel fango.

Disperata, è corsa lì anche Angela Chiaromonte, 40 anni, che aveva preso il figlio al liceo Cassini e lo stava portando a casa in auto, a Quezzi. Lei non ce l'ha fatta ma il figlio, Domenico, 15 anni, è stato salvato all'ultimo momento da un inquilino di via Fereggiano 2/b, Francesco Plateroti, 45 anni, benzinaio che aveva fatto il turno di notte e stava dormendo. Fuori continuava l'inferno, auto e moto senza controllo, scaraventate ovunque. Uno scooter è finito nel sottoscala, togliendo ogni residua speranza alle donne in trappola. Via Fereggiano 2/b è l'ultimo palazzo della via verso valle. L'edificio ha fatto da sponda all'onda di piena. Un'auto si è accartocciata proprio di fronte. Per le quattro donne non c'è stato niente da fare. 

Maria Costa, detta Serena, aveva 19 anni. E' morta in via Fereggiano dopo essere andata a prendere a scuola il fratello di 14 anni. La piena li ha travolti sul motorino. Lui si è salvato, lei no. Evelina Pietranera, aveva 50 anni, e vendeva riviste e giornali all'edicola di via Fereggiano. Ad identificare il corpo è stato il marito. L'ha riconosciuta dalle scarpe. L'uomo ha raccontato all'obitorio san Martino che la moglie gli aveva appena dato il cambio in edicola. Poco prima che venisse travolta dall'onda.

La giornata. 
Per tutto il giorno la pioggia ha continuato a cadere incessante, sotto un cielo nero. Vigili urbani, forze dell'ordine e i vigili del fuoco sono arrivati dove potevano, con sommozzatori e gommoni. Nel centro della città, auto galleggiavano senza controllo. Da mezzanotte di ieri alle 13 di oggi sono piovuti sulla città 300 millimetri d'acqua, pari a un terzo della quantità che cade mediamente in un anno.

Alle nove di questa mattina la situazione sembrava ancora sotto controllo. Le strade erano percorribili, le scuole aperte. Alle 11 e mezza il livello dell'acqua del Bisagno, il più grande dei torrenti della città, era pericolosamente alto. La pioggia fortissima, il cielo scuro. A mezzogiorno alcuni presidi delle scuole hanno fatto salire gli alunni ai piani più alti. In due scuole gli allievi sono ancora bloccati negli edifici. Domani le scuole resteranno chiuse. 

Alle 13 il Bisagno era al limite di guardia, i torrenti Sturla e Fereggiano già tracimati a monte. I vigili del fuoco hanno cominciato a evacuare la gente da negozi e magazzini del pianterreno. Alle 13,50 il Bisagno ha esondato. Ha allagato la zona di Brignole e di Borgo Incrociati. Poi Genova ha cominciato ad affondare. Mentre la pioggia continuava a cadere.

La furia dell'acqua straripata in via Fereggiano ha strappato la conduttura del gas, la protezione civile ha raccomandato ai cittadini "di salire ai piani alti" delle abitazioni per fuggire alla furia dell'alluvione. I tombini si sono intasati, il traffico paralizzato, quartieri e negozi sommersi, sottopassi allagati, nelle strade veri e propri fiumi di fango, lo stadio di Marassi è stato sommerso da un metro e mezzo d'acqua. Genoa-inter non si giocherà. In via Mogadiscio si è ribaltato un bus. L'emergenza si è poi spostata nel levante e nella bassa Valbisagno. 

I collegamenti. 
La città è rimasta isolata per ore. Autostrade per l'Italia ha chiuso il tratto dell'A12 Genova-Sestri Levante, tra l'allacciamento con l'A7 e Genova Nervi, in direzione di Livorno, e in direzione opposta tra Genova Est e Genova Nervi. I treni sono stati fermati, i voli cancellati. In Corso Torino, Corso Sardegna e tutta la zona dei quartieri di San Fruttoso e San Martino le persone sono salite per le scale cercando di raggiungere i piani più alti. Gli automobilisti si sono arrampicati sui tetti delle macchine per strada. L'acqua è arrivata fino ai giardini di Brignole e in piazza della Vittoria. Poi è arrivata nel resto delle strade.

Il 7-8 ottobre 1970. 
La situazione è diventata senza controllo. Come successe il 7 e 8 ottobre di 41 anni anni, nel 1970 quando i morti furono ufficialmente 35, più diversi dispersi. Allora piovve per due giorni e per un totale di 900 millimetri d'acqua. 

Le previsioni del tempo. 
La situazione non migliorerà. "Le piogge ora già in atto sono destinate nelle prossime ore ad una brusca intensificazione ", ha detto il meteorologo di 3bmeteo.com Sergio Brivio. Il massimo delle precipitazioni si avrà tra sabato e domenica sera, poi lenta attenuazione delle piogge, che resteranno sempre presenti fino a martedì, aggravando ulteriormente la situazione.

Il sindaco. 
"Ci si metta in salvo perché in questo momento non c'è altro da fare. Adesso è come se ci fosse una guerra in corso, bisogna andarsene via dai piani terra e non restare in strada. Questo deve entrare nella nostra testa e nella cultura quotidiana, non c'è altro modo per difendersi", ha detto durante l'emergenza il sindaco di Genova, Marta Vincenzi. "Sono distrutta. Il disastro è avvenuto attorno al Fereggiano, un fiume che abbiamo messo in sicurezza. C'era un muro d'acqua, pauroso, incredibile. Mai vista una cosa così in tutta la vita. Uno Tsunami", ha continuato. Ma la polemica è già iniziata e si sta scatenanando sulla pagina Facebook del sindaco, con i cittadini che chiedono perché non ci sia mossi in anticipo per bloccare tutto. "Non facciamo polemiche su scuole aperte o chiuse - ha concluso il sindaco - i bambini si sono salvati stando a scuola. E se fossero stati con i loro genitori in strada in macchina?".

La Protezione civile. 
L'alluvione di oggi è stato "eccezionale rischio e il presidente del Consiglio firmerà nelle prossime ore il decreto per la dichiarazione "di compromissione degli interessi primari in conseguenza dei fenomeni meteorologici avversi che stanno interessando le regioni del Nord-Ovest del Paese". Al capo del dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli "sarà attribuito l'incarico di commissario delegato" per l'adozione di ogni indispensabile provvedimento sul territorio interessato dall'eccezionale maltempo. "Abbiamo richiesto al premier di mettere a disposizione del capo dipartimento della Protezione civile tutte le risorse umane e materiali che i territori ci richiederanno", ha detto Gabrielli.

"C'è una situazione di pericolo che è tutt'altro che rientrata - ha continuato Gabrielli - per questo è necessario che tutti facciano la loro parte. I cittadini dunque si mettano in viaggio solo se necessario, evitino di utilizzare l'auto, stiano lontani da fiumi, torrenti e ponti". E domani, sabato,è vietato l'uso delle auto in città.

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