mercoledì 21 settembre 2011

Dalla "crisi dei mutui" ad oggi


Sono ormai molti gli osservatori e gli analisti che riconoscono il significato di svolta degli avvenimenti che da circa due mesi sconvolgono le economie dell'Occidente. Non sono pochi nemmeno quelli che collegano logicamente questi avvenimenti alla cosiddetta "crisi dei mutui", sviluppatasi a partire dall'estate del 2007, che richiese misure straordinarie di salvataggio da parte del governo Usa e dei governi europei, per evitare il fallimento di molte istituzioni finanziarie mondiali, gravate nei propri bilanci dall'azzeramento del valore di ingenti capitali speculativi: una serie di misure che, utilizzando denaro pubblico per rifornire le casse delle grandi banche, hanno ovviamente aumentato il debito degli Stati occidentali e ne hanno rapidamente ridotto la capacità di intervento.
Sono fatti questi di cui Clarissa si occupò fin dall'autunno 2007 con rimarchevole precisione, indicando, in un momento in cui pochissimi ancora lo facevano, la vastità degli effetti che, cifre alla mano, quella crisi speculativa avrebbe potuto provocare sull'economia mondiale: pur non appartenendo agli specialisti dell'analisi finanziaria, non siamo certo stati smentiti dai fatti, cosa che dimostra che è possibile anche ai non addetti ai lavori comprendere e in certa misura prevedere i rischi del sistema che domina l'economia mondiale da decenni.

lunedì 19 settembre 2011

LETTONIA, DOVE VA L'EX TIGRE BALTICA?


Era una delle tigri baltiche, insieme con Estonia e Lituania. Passati i primi dieci anni dopo il crollo del comunismo ed entrata nell’Unione Europea, la Lettonia aveva sfoderato una stabilità politica e un’economia forte tanto da far sembrare le grandi nazioni continentali giganti con i piedi d’argilla. Ora nella piccola repubblica di due milioni di abitanti le cose sono però cambiate: la crisi economica si è abbattuta già nel 2009 con enorme violenza, il pil è crollato del 18 per cento, e la politica, nonostante qualche accenno di ripresa, non ha trovato davvero le misure necessarie per far fronte alle nubi che ancora oggi si stagliano all’orizzonte. E se dalle elezioni anticipate di sabato il Paese si aspettava un moto di slancio per ritornare a ruggire, ci vorrà ancora qualche tempo per raddrizzare il timone.
La situazione è complicata, tra il malcontento degli elettori per la diffusa corruzione e l’influenza degli oligarchi che condizionano pesantemente politica ed economia. Dalle urne è uscito vincitore il Centro dell’armonia, partito filorusso che ha ottenuto un grande risultato non solo nei numeri (30 per cento), andando oltre le più rosee previsioni dei sondaggi, ma anche e soprattutto per il significato.

Lehman Brothers, a tre anni dal fallimento del colosso finanziario, la crisi Usa continua

A tre anni dal fallimento del colosso finanziario, la crisi continua, ma almeno adesso sappiamo perché è scoppiata. Alla radice c’è un mancato aumento della produttività. Anzi, una divergenza di produttività tra i settori industriali americani.

SAN FRANCISCO -  Il terzo anniversario del collasso di Lehman Brothers presenta una situazione quasi identica a quella del secondo, con una differenza.

La situazione è talmente simile che potrei riprendereparola per parola quello che scrissi un anno fa. Cioè: “di fronte alle dimensioni della crisi economica si può dire di tutto: che gli stimoli non bastano, oppure - al contrario - che gli stimoli non servono. Si può dire di tutto perché ad oggi una soluzione alla crisi non è stata trovata. Dice Paul Krugman che la gestione della crisi ha raggiunto un punto morto perché lo stimolo era troppo grande per non suscitare attese spropositate e troppo piccolo per produrre effetti duraturi. Così oggi l’amministrazione Obama non ha la credibilità e il capitale politico per procedere ad un nuovo stimolo. E senza il nuovo stimolo, l’economia continuerà a languire. I repubblicani sostengono il contrario. Cioè che lo stimolo ha ulteriormente appesantito i conti pubblici e di fatto precluso la possibilità di attuazione dell’unica strategia possibile: il taglio delle tasse. Così, a due anni dal fallimento di Lehman Brothers, il cielo è sempre cupo sull’economia americana”.

giovedì 15 settembre 2011

E' il braccio della morte e lo chiamano FMI

Quando ieri ho letto un po' ovunque i piagnistei per l'avvento cinese, perché "finiremo nelle mani della Cina", perché "arriva il pericolo giallo", non sono riuscita a spaventarmi. Proprio per nulla. Avevo il sentore che il nostro debito in mano ai cinesi non fosse messo peggio che in mano ai francesi, ai tedeschi, o a chiunque altro, e che ci sono sicuramenti sorti più tristi.
E infatti. Per la prima volta nella storia, l'esercito del Principe delle Tenebre si sta per avventare su un Paese del G8,
ovvero il Fondo Monetario Internazionale si candida a correre a salvamento dell'Italia.
Peggio di così è impossibile. Il prestito del FMI, chiamato da molti analisti internazionali "il Bacio della Morte", è quello che ha segnato le sorti di tantissimi Paesi in via di sviluppo. Qui un articolato paper di un'Università canadese dall'eloquente titolo "Il Bacio della Morte: gli aiuti del FMI nei mercati dei debiti sovrani". Tra l'altro, si afferma:
Il risultato di questo semplice modello suggerisce che la pratica del FMI di offrire prestiti in tempi di crisi finanziaria, può servire a rendere più probabile l'insorgere della crisi.

Italia, la soluzione è il "default pilotato" islandese e l'uscita dall'Euro


Intervista di Antonella Loi a Loretta Napoleoni - tiscali.it.
"Sa che potrebbe essere il giorno in cui la Grecia andrà in bancarotta?". Curioso che il libro di Loretta Napoleoni, economista e consulente di terrorismo internazionale, compaia proprio oggi in libreria. Un testo, Il contagio (edito da Rizzoli), che fotografa puntualmente la situazione attuale, nella quale di qui a poco anche l'Italia potrebbe trovarsi. Come uscire dalla fase del non ritorno allora? La soluzione c'è, dice Napoleoni: l'Italia, d'accordo con l'Europa, scelga il "default pilotato".

Il resto è puro accanimento terapeutico che rischia semplicemente di procrastinare una situazione rischiosa non solo per il nostro Paese ma per l'intera zona euro.

La Cina è pronta a salvare l'Italia, dietro pagamento


La Cina ha richiesto ulteriori concessioni strategiche dall’Europa prima di accordarsi per salvare l’eurozona, raffreddando le speranze per gli acquisti immediati delle obbligazioni italiane.

Il Premier Wen Jiabao ha riferito che il suo Paese farà la sua parte per "impedire l’ulteriore diffusione della crisi del debito pubblico", ma ha avvisato che la Cina non firmerà un assegno in bianco per quegli stati che non sono riusciti a implementare tutte le riforme."Le nazioni devono prima mettere le proprie case in ordine", ha detto al World Economic Forum che si è tenuto a Dalian.Wen ha riferito di aver parlato a José Manuel Barroso, il presidente della Commissione Europea, descrivendo le condizioni per un intervento cinese. "Gli ho fatto presente che siamo fiduciosi del fatto che l’Europa supererà le proprie difficoltà e che riuscirà a recuperare in pieno.

domenica 11 settembre 2011

9/11: VERITA’ O VENDETTA DI STATO?


E’ semplicemente penoso voler continuare dividere il mondo in “complottisti” e in “consensivi” in ordine alle tremende responsabilità del più grave attentato terroristico della storia.
In realtà, la gente desidera la verità. Quando i dubbi persistono, vuol dire che la “verità ufficiale” non è stata in grado di fugarli tutti.
La cattura di Osama Bin Laden poteva costituire un’ottima occasione per ricercare la verità. Se la Presidenza degli USA non avesse deciso di farlo assassinare e, addirittura, di farne sparire il corpo, si sarebbe potuto celebrare il Decennale dell’11 settembre con l’apertura del processo all’uomo indicato quale autore degli attentati alle Torri gemelle.

giovedì 8 settembre 2011

Lo Yaroslavl come il Grande Torino e il Manchester United



La squadra dello Yaroslavl
Come il Torino nel 1949 a Superga, o nove anni dopo il Manchester United a Monaco: un disastro aereo ha annientato oggi una delle più forti squadre di hockey su ghiaccio della Russia e quindi del mondo, il Lokomotiv di Yaroslavl. Tutti i giocatori migliori della prima squadra sono morti salvo uno; e con i giocatori anche l’intero staff tecnico, più altri passeggeri e sette degli otto membri dell’equipaggio. In totale i morti sono 45 e i sopravvissuti due, entrambi in condizioni gravissime con terribili ustioni su tutto il corpo. L’incidente è avvenuto durante il decollo dall’aeroporto di Yaroslavl (una città a nord di Mosca), quando il velivolo, uno Yak 42 di una compagnia charter, per motivi imprecisati ha urtato un’antenna radio prendendo fuoco e precipitando in un attimo. Parte dei rottami e dei corpi delle vittime sono finiti nel Volga, che scorre nelle vicinanze.

domenica 4 settembre 2011

L'Impero bianco controlla il Continente nero

Le "grandi democrazie" dell’Occidente sono state i più costanti e persistenti nemici degli africani: nell’epoca dello schiavismo, nella contea dell'Africa dopo la Conferenza di Berlino, nel colonialismo, nell'apartheid e ora nell'attuale sforzo di ricolonizzazione dell'Africa, a cui assistiamo in Libia e in Costa d’Avorio e nelle attuali sanzioni che sono state imposte allo Zimbabwe.
- Gli statunitensi, i britannici e gli alleati europei hanno scoraggiato e perfino definito pericolose per le proprie popolazioni le stesse qualità e abitudini che cercano di imporre, di promuovere, di finanziare e alla fine di premiare tra i nostri bambini e dentro le nostre società in Africa. 

- Tendiamo a considerare (quelli che crediamo essere) gli esperti, i giornalisti occidentali ben istruiti e ben forniti di risorse, una guida. Quando questi rigettano la leadership africana con i soliti consunti cliché, noi li imitiamo. Facendo questo restringiamo la nostra politica, l’economia e la prospettiva storica a un gergo giovanile da tabloid (occidentale).”
Parallelamente alla rete o alla sovrastruttura della "società civile", esiste tutta un gamma di programmi di cooperazione militare e di intelligence che l'AFRICOM vuole riuscire a consolidare. Quando l’AFRICOM sarà approntato, il processo di ricolonizzazione sarà giunto a completamento.

sabato 3 settembre 2011

Il Mondo e il Governo che non vediamo


L'umanità è sottomessa a un Governo Mondiale Invisibile composto di banchieri, petrolieri, finanzieri, proprietari d’immense fortune e proprietari della Banca privata della Federal Reserve USA. E' il governo onnipotente che impone e ordina agli stati nazionali. Lo statista inglese Benjamin Disraeli che sapeva di cosa parlava ha detto: "Il mondo è governato da personaggi molto diversi da quelli che immaginano coloro che non si trovano dietro le scene".

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