martedì 16 agosto 2011

Occupiamo Wall Street

E allora, novantamila liberatrici e liberatori, ribelli e radicali,
in questo esatto momento la tattica rivoluzionaria sta attraversando un cambiamento che fa sperare bene per il futuro. Lo spirito di questa nuova tattica, una fusione tra Tahrir e le acampadas di Spagna, è ben espresso da queste parole:“Il movimento antiglobalizzazione è stato il primo passo lungo questa strada.

Pattinando sul laghetto di ghiaccio, che va in frantumi

 
La prima crepa nel ghiaccio venne udita nel lontano 1933, quando Keynes giustificò prontamente la scelta di Roosevelt di sequestrare letteralmente l’oro dei cittadini americani. La seconda crepa venne udita il 15 Agosto di 40 anni fa quando Nixon annunciò alla nazione: “Ora sono Keynesiano” e chiuse la finestra dell’oro. Fu creato il “Nixon Standard” in cui la stampante avrebbe rappresentato la pietra angolare del potere del governo di drogare l’economia e direzionarla ovunque volesse. Il tutto in nome della classica fantomatica “guerra agli speculatori” che facevano impennare i prezzi. Stesso discorso utilizzato nel 1914, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Nixon prometteva stabilità e prosperità, come la promettono i saltimbanchi di oggi: è quello che abbiamo ottenuto?

Ai pattinatori sul ghiaccio che vanno sui laghi o su larghi stagni viene detto fin dai loro primi anni di non pattinare laddove il ghiaccio è sottile. Il suono della rottura del ghiaccio è un segnale per pattinare verso la riva.

domenica 14 agosto 2011

Difesa, sanità, energia e trasporti ovvero le fragilità del colosso USA


Con la crisi del debito, anche gli Stati Uniti si sono rivelati una nazione fragile e vulnerabile. L'amministrazione Obama non solo sta spendendo soldi che non ha, ma sta spendendo in settori dove gli investimenti non sono redditizi. O sono addirittura enormi sprechi. Un'interessante quadro dell situazione lo fornisce il sito di inchiesta americano Truth Out, che individua quattro aree critiche nelle quali Washington letteralmente butta via quattrini: la difesa, il sistema sanitario, l'energia e i trasporti.

giovedì 11 agosto 2011

Volpe 132, mistero italiano

Ci sono storie che non muoiono mai. Storie che sembrano quasi ribellarsi a un destino che le vuole far affondare nelle nebbie del tempo. Perché‚ sopravvivono tenacemente nella memoria di chi non riesce a trovare la consolazione della rassegnazione, ma soprattutto perché‚ queste storie portano nel proprio cuore profondo incongruenze, sospetti, bugie e inganni che, ciclicamente, scompongono fragili verità ufficiali, facendo riemergere il senso incompiuto della tragedia insieme alla crudele goffaggine della commedia. E' così per la storia di "Volpe 132", l'elicottero della Guardia di finanza misteriosamente svanito nel cielo di Capo Ferrato nella luminosa sera di luna piena del 2 marzo del 1994. A bordo c'erano due uomini in divisa: il maresciallo Gianfranco Deriu, 41 anni di Cuglieri, e il brigadiere Fabrizio Sedda, 28 anni di Ottana. I loro corpi non sono mai stati trovati e del velivolo il mare ha restituito solo qualche pezzo di lamiera.

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