sabato 25 giugno 2011

La Cina e le sue città fantasma


Stupende immagini satellitari ci mostrano città che dovrebbero ospitare milioni di persone totalmente deserte.

Queste stupende immagini satellitari danno una carrellata delle città, costruite nella parti più remote della Cina, che sono state lasciate completamente abbandonate, a volte anche per anni, dopo la loro costruzione.
Gli edifici pubblici mastodontici e gli spazi aperti sono completamente inutilizzati, ad eccezione di qualche veicolo del governo nei pressi degli uffici delle autorità comuniste.
Alcuni stime fissano il numero delle case disabitate in 64 milioni, con venti nuove città che vengono costruite ogni anno nelle vaste porzioni di territorio libero.


Le fotografie sono state diffuse mentre i think tank del governo cinese avvertono che la bolla del settore immobiliare del paese sta peggiorando, con i prezzi degli immobili nelle maggiori città sopravvalutati fino al 70 per cento.


Città fantasma: Kangbashi doveva essere il centro urbano per l’agiata comunità di Ordos
e casa di un milione di lavoratori, ma le sue strade sono sinistramente vuote e le abitazioni ancora vacanti



La città vuota di Bayannao’er, che dispone di un bel municipio
e di un impianto di filtraggio delle acque di scarico sponsorizzato dalla Banca Mondiale

In undici delle trentacinque città visionate, tra cui Pechino e Shangai, i prezzi degli immobili erano tra il 30 e il 50 per cento sopra il valore di mercato, secondo il China Daily che cita di dati della Chinese Academy of Social Sciences.
I prezzi a Fuzhou, capitale della provincia sud-orientale di Fujian, hanno avuto il più forte incremento con una media di sopravalutazione del 70 per cento rispetto al loro valore di mercato.
Il prezzo medio nelle 35 città visionate era circa del 30 per cento sopra il valore di mercato.
I prezzi degli immobili sono rimasti ostinatamente alti malgrado una serie di misure adottate dal governo, tra cui l’incremento degli anticipi negli acquisti, portati ad un minimo del 30 per cento, e l’ordine alle di non concedere mutui per gli acquisti di terze case.
I prezzi nelle 70 maggiori città cinesi erano in ottobre più alti dello 0,2 per cento rispetto al mese precedente e dell’8,6 per cento rispetto a un anno fa, secondo i dati ufficiali.
L’incremento ne ha seguito uno analogo dello 0,5 per cento in settembre, il primo incremento da maggio 2010.

Il Nuovo Distretto di Zhengzhou è la città fantasma più vasta della Cina,
ormai completata con interi isolati di abitazioni completamente vuote


La bolla immobiliare: il Nuovo Distretto di Zhengzhou ospita enormi edifici pubblici che non sono mai stati usati


Metà di Erenhot è vuota. L’altra metà non è stata ancora completata


Ecco Kangbashi, una nuova città progettata per 300.000 persone, che ne ospita al momento 30.000


Le massicce misure di stimolo intraprese dal 2008 per contrastare la crisi finanziaria iniettando enormi somme di liquidità nel mercato sono alla base di questa esplosione dei prezzi del settore immobiliare.
“L’obbiettivo del governo non è chiaro e la sua politica incoerente”, sono le parole del ricercatore di lungo corso al CASS, Ni Pengfei.
Secondo la ricerca condotta dalla rivista Time, gli investimenti in beni durevoli nel paese asiatico è responsabile di almeno il 90 per cento della sua crescita totale, con gli investimenti nel settore immobiliare residenziale e commerciale che ne formano almeno un quarto.
I governi regionali in tutta la Cina stanno realizzando giganteschi progetti, tra cui Kangbashi nella Mongolia interna e il Nuovo Distretto di Zhengzhou, che è rimasto disabitato a causa dei prezzi elevati e degli interessi nell’investimento.
Kangbashi, che è stata costruita in cinque anni, doveva essere il centro urbano di Ordos City, un centro di smistamento del settore dell’estrazione del carbone, casa di un milione e mezzo di persone.
È stato riempito di torri dirigenziali, centri amministrativi, musei, teatri e attrezzature sportive oltre che di migliaia di abitazione, ma tutto è rimasto completamente deserto.
La città fantasma di Dantu è rimasta praticamente vuota per oltre un decennio


L’area arancione al nord-est del Xinyang non è stata ancora occupata


Non ci sono auto in città, a parte un centinaio addossate ai quartier generali del governo


Le torri residenziali del Nuovo Distretto di Zhengzhou: l’innalzarsi dei prezzi degli immobili e le elevate somme investite hanno permesso la costruzione di un gran numero di nuove città. Alcuni esperti temono che un susseguente crash del settore potrebbe danneggiare l’economia globale


I prezzi hanno continuato a salire, e nuovi investitori si sono aggiunti alla speculazione sugli immobili, alimentando continuamente la bolla.
L’inizio della recessione globale nel 2008 fu dovuto allo scoppio della bolla immobiliare negli Stati Uniti e gli esperti temono che, se qualcosa di simile accadesse in Cina, potrebbe scatenare una catastrofe per le economie ancora in sofferenza e per i sistemi bancari.
Pechino ha introdotto alcune misure per raffreddare i “ridicoli” prezzi degli immobili, ma i rischi ancora presenti per lo scatenarsi di un disastro indicano che l’iniziativa non avrà grandi effetti nel prossimo anno.
Il malessere dell’opinione pubblica è stato alimentato dai prezzi elevati nelle città cinesi e le misure correttive, introdotte in aprile del 2010, hanno reso ancora più difficile per gli speculatori e per i costruttori di accumulare terreni e di rimanere agganciati ai prezzi dopo le restrizione al mercato dei mutui.
Wang Shi, direttore di China Vanke, il costruttore più quotato del paese, ha detto: “Le misure restrittive non si allenteranno il prossimo anno.
“Se potessimo controllare il ritmo degli incrementi dei prezzi degli immobili all’interno di una fascia accettabile, sarebbe già un bell’obbiettivo.' 
In molti quartieri di Dantu, non ci sono auto, né altri segni di vita


Un gigantesco albergo vuoto nella città di Erenhot


Questa città è stata in mezzo al deserto: Erenhot, Xilin Gol, Mongolia Interna

Gli introiti per vendite di immobili riscossi quest’anno da Vanke sono già superiori a 15 miliardi di dollari, ma il signor Shi ha insistito nel dire che la Cina non farà una fine peggiore di Dubai, dove la bolla del settore immobiliare è imploso nel corso dell’ultima crisi finanziaria.
Ha detto: “La cosa potrebbe diventare molto, molto preoccupante se il governo non dovesse intervenire.
“Se la bolla dovesse scoppiare, il passato del Giappone diventerebbe il presente della Cina”.
Ma lo short seller Jim Chanos ha pronunciato un avvertimento ancora più duro, visto che si aspetta che l’economia cinese imploda a causa di un fallimento del settore immobiliare.
Ha detto che il paese è “sul tapis roulant per l’inferno” e che la sua bolla è “1000 volte quella di Dubai”.
Negli anni ’80, Tokyo ha vista un forte incremento dei prezzi degli immobili e poi un crollo. Il mercato di Hong Kong ha avuto un’esperienza simile negli anni ’90.
Questo progetto da 19 miliardi di dollari è formato da isolati di abitazioni vuote


Questo nuovo gigantesco sviluppo non ha ancora un nome


di DAILY MAIL REPORTER
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

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