domenica 12 giugno 2011

Assassinato il simbolo del crimine russo in Cecenia


Yurij Budanov, tristemente noto per avere strangolato una diciottenne cecena.

Abbattuto in una via di Mosca a colpi di pistola da un killer davanti a casa, l'ex colonnello dell'esercito Yurij Budanov, uomo-simbolo dei crimini di guerra russi in Cecenia. Sul movente dell'omicidio e sulla sua matrice, certamente politica, si scontrano due ipotesi: c'è chi punta il dito sui gruppi organizzati ceceni, che avrebbero così voluto vendicare una ragazza uccisa undici anni fa da Budanov; e c'è chi pensa che il delitto possa essere una provocazione dell'estrema destra per eccitare il risentimento anti-caucasico e avviare una spirale di violenze incontrollate. Non si possono escludere nemmeno altre ipotesi, per esempio che qualcuno molto potente (magari nelle alte sfere militari) abbia voluto sbarazzarsi di un personaggio ormai scomodo. 
La vicenda giudiziaria di Yurij Budanov ha spaccato la Russia per anni, collocandosi al centro dello scontro fra nazionalisti e difensori dei diritti umani. Nel marzo 2000 il colonnello, che comandava un'unità di tank in Cecenia, violentò, torturò e infine uccise strangolandola una ragazza di 18 anni, Elsa Kungayeva, da lui accusata (a torto) di essere una "cecchina" dei guerriglieri. Arrestato pochi giorni dopo, il suo processo andò avanti per oltre due anni tra perizie psichiatriche e colpi di scena vari; al termine, Budanov venne condannato a 10 anni per omicidio, ma nella sentenza non vennero più nominate la violenza carnale e le torture, pur ampiamente provate.Durante la detenzione Budanov fu trasformato in una sorta di eroe dagli ambienti ultranazionalisti e da una parte dei vertici militari, mentre sul fronte opposto i ceceni di tutti gli schieramenti - dai guerriglieri islamisti ai governativi pro-russi del presidente Kadyrov - furono compatti nel ritenerlo un nemico assoluto. Più volte esponenti militari e politici connessi con l'estrema destra cercarono di ottenerne la liberazione, finché nel 2008 il tribunale militare gli concesse infine uno sconto di pena di 15 mesi, consentendogli di uscire di carcere nel gennaio 2009. Contro la decisione del tribunale fece appello, a nome della famiglia della vittima, l'avvocato dei diritti umani Stanislav Markelov; pochi giorni dopo la liberazione di Budanov, Markelov fu ucciso da un killer in una via centrale di Mosca insieme alla giovane giornalista Anastasia Baburova che era con lui in quel momento. Per il duplice omicidio sono stati recentemente condannati due neonazisti, al termine di un processo che ha lasciato aperti molti interrogativi; in molti hanno pensato che la Procura abbia deliberatamente scelto di tener fuori dal processo proprio gli ambienti nazionalisti legati a Budanov, centrando le indagini solo sui gruppi più marginali. Anche l'uccisione della giornalista Anna Politkovskaja, nell'ottobre 2006, è stata messa da qualcuno in relazione al caso Budanov, su cui aveva scritto molto.L'omicidio di ieri apre ora scenari ancor più complessi. E' vero che il risentimento e l'odio contro Budanov erano fortissimi tra i ceceni, e che lo stesso presidente Kadyrov aveva in qualche modo «coperto» preventivamente eventuali vendette. Ma è anche vero che ormai l'ex colonnello, in libertà, non serviva più agli ambienti politici e militari che lo avevano usato come simbolo, ed era quindi «sacrificabile" per ottenere dei risultati politici utili, tanto più in quanto a conoscenza di informazioni pericolose riguardo personaggi importanti di quegli stessi ambienti: Budanov è stato il militare russo più alto in grado processato per crimini di guerra in Cecenia, crimini che in realtà sono stati commessi su scala ben più vasta e con la piena connivenza degli stati maggiori.

di Astrit Dakli 

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori