lunedì 28 marzo 2011

Parapolitica, massacri, narcotraffico, annientamento degli oppositori: questa è stata la Colombia di Uribe


Quanto ampiamente denunciato da anni da decine di organizzazioni colombiane ed internazionali di difesa dei diritti umani, viene oggi alla luce inequivocabilmente: la cosiddetta legge di “Giustizia e Pace” voluta dal narco ex-presidente Uribe nel 2005, che prevedeva una presunta graduale smobilitazione dei paramilitari delle AUC, si è rivelata essere una mossa funzionale alla propaganda di regime, con tre obiettivi: sbandierare fasulli risultati nel quadro di una presunta “politica di pace”, il riciclaggio di oltre 10 miliardi di dollari accumulati col terrore dal narcoparamilitarismo e la riconversione organizzativa delle AUC, che oggi si denominano “Aquile Nere”, “Rastrojos”, ecc., e che Santos chiama eufemisticamente “Bacrim” (Bande Criminali). Anche il regime ha dovuto ammettere l’esistenza di 21 "nuovi" gruppi paramilitari composti da almeno 4000 unità.
Da un cablo pubblicato da Wikileaks, emergono inoltre le dichiarazioni dei paramilitari (appartenenti alla "cupola" delle AUC) Carlos Mario Jiménez, alias 'Macaco', Freddy Rendón, alias 'El Alemán', e Rodrigo Tovar, alias 'Jorge 40', che confermano l’esistenza di un previo accordo con il narcogoverno di Uribe.
L’evidenza del mantenimento delle attività criminali del paramilitarismo di Stato emerge anche in un cablo diplomatico inviato dall’ambasciata degli Stati Uniti in Colombia nel 2007, in cui si precisa che la maggior parte dei leaders dei nuovi gruppi sono ex paramilitari di livello medio, senza una provata preparazione ideologica, ma ben armati e supportati da ex membri dei blocchi delle AUC. Inoltre, un ufficiale della Brigata XVII dell’Esercito ha riconosciuto -e confermato all’Ambasciata degli Stati Uniti- che almeno 250 membri dei "nuovi" gruppi paramilitari in Urabá hanno già esperienze come militari.
Parapolitica, massacri, narcotraffico, annientamento degli oppositori, guerra sporca contro il popolo e blindatura a ferro e fuoco delle aree depredate dalle multinazionali sono, in Colombia, i tentacoli della piovra mafiosa e paramilitare che governa il Paese.

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori