domenica 20 febbraio 2011

Oro, Argento e il loro funzionamento..."la rima c'è, ma qualcosa ai banchieri sta andando storto"

E’ nato prima l’uovo o la gallina?
Tradotto: è il mercato del metallo fisico che influenza il prezzo del metallo di carta (futures, opzioni, forward e altri derivati) o viceversa?
Questa è la domanda fondamentale. La risposta è: dipende dalla credibilità delle forze in campo!
Fino all’esplodere della crisi finanziaria, investitori, consumatori, governanti, tutti noi (persino io che sono notoriamente arrogante e saccente) vivevamo in una sorta di “bolla ipocrita“. Un bolla in cui tutti sapevano ( o potevano saperlo ) che la gigantesca quantità di contratti derivati su qualsiasi classe di investimento o di evento naturale non poteva essere in nessuna maniera coperta dalle risorse disponibili. Per rimanere sulla questione argento, a seconda di come la si contici sono da 5 a 10 anni di produzione venduti allo scoperto (e senza copertura fisica) proprio in questo momento.
Esiste un grafico, che Rischio Calcolato propone spesso per esemplificare la situazione che riguarda “solo” la nostra amata JP Morgan (dal mitico blog di Reggie Middleton):

IL nozionale dei derivati in possesso della sola JP Morgan supera l’intero PIL Mondiale!
E JP Morgan possiede solo una frazione del totale dei derivati emessi nel mondo.  Cosa significa tutto questo?
Tra le altre cose significa che, consumatori, investitori grandi e piccoli, governi e società si sono fidati ( e si fidano ancora) nell’investire o a “coprirsi dai rischi” (che ossimoro!) comprando o vendendo contratti derivati coperti dal NULLA. La “bolla ipocrita” nella sua essenza è questo: se fino ad ora ha funzionato si suppone che funzioni anche in futuro!
Ma alla fine c’è stata la crisi finanziaria almeno una grande banca d’affari è fallita, il prezzo di tutte le classi di investimento sono crollate contemporaneamente. Poi le banche centrali e i governi sono intervenuti in un orgia di salvatggi e di aumento della massa monetaria tutto per uno scopo: SALVARE LA CREDIBILITA’ DEL SISTEMA, SALVARE LA BOLLA IPOCRITA.
E ci sono “quasi” riusciti, le borse (almeno alcune) sono tornate a livelli di pre crisi e il valore totale dei derivati aperti nel mondo ha fatto segnare nuovi record.
E’ il “quasi” che sta facendo saltare il banco sull’argento e presto potrebbe farlo saltare sull’oro.
Torniamo alla domanda iniziale:
è il mercato del metallo fisico che influenza il prezzo del  mercato del metallo di carta (futures, opzioni, forward e altri derivati) o viceversa?
Fino a quando la quasi totalità di investitori preferiva detenere certificati di carta invece di metallo fisico era il COMEX (il mercato dei derivati per Oro e Argento) a fare il prezzo, ma ora che una parte piccola ma significativa di investitori NON SI FIDA PIU’, ha smesso di credere nella “bolla ipocrita”, investe i propri soldi in metallo fisico e lo vuole presso di se.
Ne chiede il trasferimento dai caveau delle banche per tenerlo nella sua personale cassetta di sicurezza o nella sua cassaforte.
La “bolla ipocrita” scoppia perché: ESISTE SOLO UNA PICCOLISSIMA FRAZIONE DI ORO e ARGENTO FISICO a fronte del nozionale dei derivati che lo rappresentano. In pratica oggi, anche nel momento in cui scrivo, ci sono consumatori, investitori grandi e piccoli, società e governi che tentano di convertire contratti derivati e denaro (che in fondo è solo un altro derivato senza alcun valore reale) in metallo fisico. E LO VOGLIONO DETENERE SOTTO I LORO OCCHI.
E ora (finalmente) arriviamo al meccanismo di manipolazione del prezzo di Oro e Argento:
Funziona cosi: ad alcuni soggetti è permesso di vendere una quantità illimitata di contratti di opzione e futures sul mercato dei derivati di Oro e Argento. Una banalità sconcertante!
Prima Bearn and Stearns e ora JP Morgan (che l’ha assorbita dopo il crac) agisce in nome e per conto degli Stati Uniti di America per sopprimere il prezzo di Oro e Argento in modo che non esista MAI un pericoloso concorrente al Dollaro. Tutto qui. Il gioco ha funzionata fino a quando le ondate di vendite hanno abbassato in maniera repentina i prezzi di questi metalli generando sfiducia negli investitori. A quel punto i contratti venduti allo scoperto potevano essere ricomprati con calma sul mercato, generando anche profitti.
Gli USA sanno che nel momento in cui i metalli preziosi (soprattutto l’oro) venissero usati come moneta di scambio internazionale al posto del dollaro gran parte del loro potere sarebbe finito. E’ comodissimo possedere il controllo della moneta di scambio internazionale, perchè, ad esempio, puoi stamparla e condividerne con il mondo gli effetti inflattivi, un privilegio enorme.
Ma….
Tutto funziona solo fino a quando a fare il prezzo è il mercato dei derivati! E oggi non è più cosi’!
Oggi gli investitori, specie quelli del BRIC vogliono oro e argento  fisico, non si fidano del dollaro e di altre alchimie finanziarie succede quindi che i lingotti di oro e argento abbiano un prezzo che è costantemente superiore a quello dei derivati (specie sulle piazze asiatiche). Siamo in sorta di Backwardation continua. Una situazione in cui chi compra metallo prezioso è disposto a pagare un premio per averlo a disposizione subito e non in futuro (come è normale).
Ecco cosa sta andando storto, e la globalizzazione che è sfuggita di mano ai globalizzatori. Voglio vedere come riusciranno a convincere Cinesi, Indiani e Brasiliani a comprarsi un bel ETF (magari LEV2) anzichè un lingotto. Senza contare che anche noi occidentali cominciamo a porci alcune domande “pericolose” e a fare incetta di metallo fisico. Sarà solo un caso ma negli Usa, nello stato di Washington è stata appena proposta una legge che scheda ( firma, foto e impronte digitali) chiunque compri più di 100$ di oro fisico.
Buona fortuna!

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