lunedì 28 febbraio 2011

L'aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento e il cambio di provincia

Dopo i giusti rilievi del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che sollevava eccezioni di incostituzionalità verso alcuni emendamenti contenuti nel decreto “Milleproroghe” approvato alcuni giorni or sono dal Senato, la norma che prorogava le graduatorie ad esaurimento fino al 31 agosto 2012 ed impediva, nel contempo, la possibilità di richiedere l’inserimento nelle graduatorie d’istituto di una provincia diversa da quella in cui si è inseriti ad esaurimento è stata cassata, dunque sarà garantito l'aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento e il cambio di provincia.
Una bella soddisfazione per noi di Professione Insegnante, che già il 21 febbraio scorso chiedevamo l’abrogazione dell’emendamento Pittoni dal decreto Milleproroghe inviando ai sindacati, alle istituzioni politiche, alle organizzazioni sindacali e agli organi di stampa un documento di denuncia politica, che abbiamo intitolato :<< NO A SOLUZIONI SEPARATISTE, SI’ ALLA GRADUATORIA NAZIONALE PER LE IMMISSIONI IN RUOLO>> offrendo, contestualmente, una possibile soluzione all’annoso, stagnante problema del precariato docente e alla conseguente riduzione dei posti di lavoro specie in alcune aree del nostro Paese.

Il nostro appello, inviato anche al Presidente della Repubblica, ha sortito gli effetti sperati.
Un merito particolare, in questa vicenda va riconosciuto all’Anief, che non potendosi porre come contraltare al governo ha praticato la via legale, sostenendo migliaia di colleghi in modo fattivo e concreto e avendo ragione di provvedimenti capestro lesivi della dignità professionale ed umana dei ricorrenti.
Ora crediamo che sia giunto il tempo, per la politica, di percorrere la via del buon senso e di dare corso ad un intervento legislativo che attui la soluzione che noi proponiamo da tempo: l’istituzione di una graduatoria ad esaurimento nazionale per le immissioni in ruolo, nell’esclusivo interesse della scuola pubblica e di una categoria bistrattata dalla politica e da un sindacato attento solo all’incremento delle deleghe.
Si tratta, vale la pena ricordarlo, di colleghi con molti anni di servizio all’attivo, forniti di specifici titoli culturali. Professionisti formati e preparati che il governo aveva pensato di accantonare, preferendo loro giovani leve inesperte da reclutare secondo modalità discutibili e poco condivise dagli operatori della scuola.
Un patrimonio, che invece a nostro avviso va valorizzato e tutelato.
di Libero Tassella - Responsabile Nazionale Professione Insegnante 

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