venerdì 11 febbraio 2011

Inizia l’avventura cecena di Ruud Gullit

Ruud Gullit con Ramzan Kadyrov
Ottimista fino in fondo, Ruud Gullit. Accolto ieri come un eroe nazionale all’aeroporto di Grozny, dove è arrivato per iniziare la sua avventura alla guida del Terek, la squadra locale, il leggendario campione olandese ha subito dichiarato di non aver nessun timore di vivere in una città del genere: “Ho vissuto e lavorato in posti molto più pericolosi”, ha detto, “e comunque non mi occuperò per nulla di politica, soltanto di calcio”. Bisognerà però vedere fino a che punto lo renderanno possibile i suoi ospiti, a partire dal presidente ceceno Ramzan Kadyrov, che ieri Gullit ha incontrato all’arrivo a Grozny. Tanto per chiarire le cose, Kadyrov ha affermato che la presenza di Gullit “sarà un forte sostegno al football russo in Cecenia”: qualunque significato si voglia attribuire a questa frase, è certamente altra cosa da “un forte sostegno al football ceceno”, che forse avrebbe urtato di meno alcune sensibilità…

Ma torniamo all’ottimismo. Gullit ha già incontrato i giocatori e ha detto di essere in trattative per rafforzare considerevolmente la squadra con diversi campioni stranieri, europei e africani (sicure novità, per ora, sono Musavenkosi Mguni, zimbabwiano finora in forza al Metallurg di Donetsk (Ucraina) e il russo Aleksandr Pavlenko, preso dallo Spartak Mosca). Ruud ha chiesto consigli al connazionale Gus Hiddink, lungamente alla guida della nazionale russa e buon conoscitore del difficile e atipico campionato locale; e ha ricavato l’impressione che si potranno fare grandi cose. “La squadra è forte, lavorano bene: sono stato con loro per un paio di settimane e non mi sembra che abbiano punti deboli”, ha detto al giornale sportivo Sport-Express. Tanto che il suo nuovo capo, Kadyrov appunto, si è sbilanciato fino ad affermare che l’obiettivo per il 2011 è “entrare fra le prime cinque squadre, la cinquina che parteciperà alle coppe europee” – mentre Gullit annuiva soddisfatto.
I precedenti come allenatore dell’ex star del PSV Eindhoven e del Milan non sono esaltanti: due anni alla guida del Chelsea (’96-’98, con una Coppa d’Inghilterra), due con il Newcastle, senza risultati, ancora due con il Feyenoord (2004-2005) e infine un anno deludentissimo con i Los Angeles Galaxy. Ora l’avventura cecena promette sviluppi interessanti più sul piano politico che su quello sportivo, vista la “particolare” personalità di Kadyrov (che è presidente del Terek, oltre che della Cecenia): accusato di numerosi omicidi (compreso quello della giornalista Anna Politkovskaja, del quale molti sospettano esser stato il mandante) e sequestri di persona, nonché di terrorizzare la popolazione con metodi da gangster, la sua “lotta al terrorismo” è in realtà un’infinita guerra fra clan, combattuta con i soldi di Mosca e con un massiccio aiuto dei servizi segreti russi.
Kadyrov afferma che Grozny “è la città più sicura che ci sia” (e ci sta facendo costruire un nuovo grande stadio con l’idea di ospitare alcune partite del Mondiale di calcio 2018, assegnato alla Russia, anche se per ora la città cecena non è nell’elenco), ma intanto la sua squadra si allena quasi sempre lontano da casa, a Kislovodsk (Russia meridionale) o addirittura in Turchia, per paura di attentati – in fondo anche se la situazione è migliorata rispetto a qualche anno fa, ancora non passa giorno senza che in Cecenia muoia ammazzato qualcuno in sparatorie e agguati fra militanti islamici e nazionalisti e guardie di sicurezza. Di fronte a tutto questo si è parlato di un ingaggio molto ricco per Gullit, ma finora non sono trapelate cifre. “Il mio stipendio sarà buono, ma quel che veramente mi interessa è la possibilità di fare del buon calcio”, ha puntualizzato l’ex Pallone d’Oro…
di Astrit Dakli

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