venerdì 25 febbraio 2011

Il Cremlino vede nelle rivolte in Nordafrica un sicuro impatto negativo nel Caucaso

Putin: “..è necesario che siano i popoli a determinare il loro destino, e che possano farlo senza intervente esterni”.
Mentre la produzione di petrolio crolla da 1 milione e mezzo di barili a 4oocentomila, la segretaria di Stato H. Clinton parte per un giro di consultazioni con i leader europei che non hanno ancora consolidato una posizione comune, preoccupati dall’alto costo delle conseguenze e con che criterio suddividerlo. La Clinton esplorerà quali delle soluzioni della “ampia gamma” sarà adottata per affrontare il rebus libico. E’ indispensabile unità di intenti e di azioni, poichè gli USA sono impegnati in due guerre simultanee –in cui hanno coinvolto la NATO- e non si intravede nessuna via d’uscita favorevole o onorevole.

La NATO non ha un piano d’intervento perchè le protesete non sono una minaccia” ha detto in Ucraina il segretario atlantista A.V.Rasmussen.
 Ha aggiunto che loro non hanno finora ricevuto nessuna richiesta d’intervento, e questa deve contare con il sigillo del Consiglio di sicurezza. Dal suo canto, Gheddafi ha ribadito le accuse contro “i fanatici”, dicendo apertamente che dietro i ribelli della Cirenaica c’è Alqaeda.


Gli fa eco Putin che è allarmato dall’aumento dell’influenza del radicalismo in Nordafrica, che avrebbe un sicuro impatto negativo nel Cáucaso del Norte. Questa prospettiva suscita forte preoccupazione al Cremlino. “Non può che preoccuparci le numerose vittime e l’eventuale arrivo al potere o il rafforzamento delle posizioni dei gruppi radicali nei Paesi nordafricani. Nonostante la tesi tranquillizzante che indica come improbabile un evoluzione di questo tipo”. Putin ha espresso che è indispensabile un atteggiamento rispettoso di fronte a questi avvenimenti “..è necesario che siano i popoli a determinare il loro destino, e che possano farlo senza intervente esterni”.


Dopo la pronta unanimità di principio nel Consiglio di sicurezza -convocato alla velocità della luce- sembra che la Russia e la Cina, dopo il biasimo d’obbligo, stiano valutando con molta attenzione le coseguenze negative d’un intervento esterno in Libia. I russi temono la propagazione degli effetti nel Caucaso e la Cina soppesa l’impatto negativo sui suoi considerevoli investimenti finanziari in Africa. Si tratta di miniere e giacimenti da salvaguardare e mettere al riparo dai secessionismi e “guerre umanitarie”.

Nessun commento:

Posta un commento

Cerca nel Blog

CERCA PER PAROLE CHIAVE - TAG

'Ndrangheta Affondamenti Afghanistan Africa Ambiente Arabia Saudita Argentina Articoli in lingua inglese Asia Australia Austria Azerbaigian Azerbaijan Bahrein Balcani Barack Obama Berlusconi Bielorussia Bilderberg Biomasse Birmania Bolivia Brasile Bulgaria Cambogia Canada Carfagna Caucaso Chavez Cina Colombia Congo Corea del Nord Corea del Sud Costa d'Avorio Croazia Cuba D'Alema Danimarca Default Disoccupazione Don Gelmini Drone Economia e finanza Ecuador Egitto Emirati Arabi Energie alternative Escort Europa Fidel Castro Filippine Finmeccanica Francia Gas Gasparri Gelmini Geopolitica - Politologia - Storia - Cultura Germania Ghana Gheddafi Giamaica Giappone Gramsci Grecia Guatemala Guerra Guinea Bissau H1N1 Haiti Hamas Honduras India Indonesia Inghilterra Inguscezia Iran Iraq Irlanda Irlanda del nord Islanda Israele Italia Karadzic Kazakistan Kenya Kim Il sung Kirghizistan Kosovo Kyoto Lavoro Lega Nord Lettonia Libano Libia Madagascar Mafia Mediaset Medioriente Medveded Messico Moldova Mossad Musica Narcotraffico Nepal Nicaragua Niger Nigeria Nord America Nucleare Nuova Zelanda Odifreddi Olanda Ossezia del sud Paesi Baltici Pakistan Palestina Panama Paramilitari PdL Perù Petrolio Politica Polonia Portogallo Puglia Putin Razzismo Redazionale Regno Unito Rep.Ceca Romania Russia Sacra Corona Unita Salute San Marino Scienze e tecnologie Scuola e Università Senegal Serbia Sicilia Siria Slovenia Soda caustica Somalia Spagna Spionaggio Sri Lanka Stati Uniti Strategie Sud Africa Sud America Sud-est Asia Sudan Svezia Svizzera Taiwan Thailandia Transnistria Tremonti Tunisia Turchia Ucraina UE Uganda Ungheria Uruguay Vaticano Venezuela Video Vietnam Wall Street Yemen Zapatero Zimbabwe

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori