giovedì 13 gennaio 2011

Cameron batte in ritirata nei confronti delle banche

LONDRA - Tanto rumore per nulla. Dopo aver tuonato contro gli eccessi dei banchieri e i bonus esagerati, il governo conservator-liberale guidato da David Cameron batte in ritirata e lascia che le banche facciano quel che vogliono.

Appena 48 ore dopo avere criticato ancora una volta il livello dei premi distribuiti ai loro massimi dirigenti, in particolare nel caso di banche nazionalizzate per salvarle dalla crisi finanziaria degli ultimi due anni, il premier britannico fa sapere che il governo non metterà limiti all´ammontare dei bonus. E inoltre rende noto che non verrà ripristinata la tassa del 50% sui bonus, varata dal precedente governo laburista.

«C´è bisogno di più moderazione e responsabilità da parte delle banche», ha dichiarato un portavoce di Downing Street, «ma non intendiamo porre un limite ai bonus di ogni singolo istituto bancario». La decisione è stata presa nonostante l´annuncio che i bonus del 2010 ai banchieri della City raggiungeranno complessivamente i 7 miliardi di sterline (circa 8 miliardi e mezzo di euro), secondo la stima del Centre for Economics and Business Research, con un declino minimo rispetto ai premi pagati l´anno precedente, che furono di 7 miliardi e 300 milioni di sterline.

Il governo chiede qualcosa in cambio: fa appello alle banche affinché aprano maggiormente il rubinetto del credito nei confronti delle piccole e medie aziende, per rilanciare l´economia. Ma è appunto un appello, non un ordine. Quanto alla tassa del 50% sui bonus, verrà sostituita da imposte più alte sui bilanci delle banche.
Per Ed Miliband, leader dell´opposizione laburista, si tratta in sostanza di una «riduzione fiscale per i banchieri».
E il via libera sui bonus potrebbe aumentare le tensioni nella coalizione di governo, perché saranno soprattutto i liberaldemocratici a sentirsi traditi rispetto alle promesse elettorali e a quanto hanno sostenuto anche dai banchi governativi.
«Il governo deve spiegarci perché si sente impotente perfino nei confronti della Royal Bank of Scotland», accusa in prima pagina il quotidiano Independent, «una banca all´83% di proprietà dello stato, ovvero del contribuente, che ha ricevuto 45 miliardi di sterline per evitare il fallimenti e continuerà lo stesso a distribuire bonus ai suoi banchieri».
Ma il governo per ora non spiega. Arriva invece un commento da Bob Diamond, amministratore delegato della Barclays: «Dico no ai salvataggi statali per le banche che rischiano di fallire», afferma il banchiere con i bonus più alti di tutta la City. «Nessuna banca deve diventare un peso per i contribuenti».
La sua è riuscita a salvarsi da sola, o meglio grazie agli investimenti dell´emiro del Qatar. Diamond si darà un bonus di 9 milioni di sterline, «un segno di moderazione», lo definisce, rispetto ai 20 milioni di premio all´anno che prendeva prima. alt
 di Enrico Franceschini - «la Repubblica»
Fonte: «la Repubblica».

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