venerdì 3 dicembre 2010

Ankara e la partita del gas

Come si spiegano le nuove scelte della Turchia in materia di relazioni internazionali? Una chiave di interpretazione potrebbe essere la partita del gas. Le ultime tappe del lavorio del governo per garantirsi un posto d'onore nell'affare energetico.

Taner Yıldız dimostra di avere ben chiaro il suo ruolo di ministro dell'Energia. "A volte la politica è un peso per l'energia e a volte è l'energia ad essere un peso per la politica" ha detto forse poco brillantemente, ma sicuramente con grande pragmatismo, alla conferenza La visione turca dell'energia tenuta alla sede dell'Organizzazione Internazionale per la Ricerca Strategica (Usak) il 9 novembre scorso. É stato il coordinatore generale di Usak, prof. Sedat Laçiner a richiamare l'attenzione sulla dimensione macropolitica della questione, richiamo necessario a fronte della tendenza ad occuparsi di questioni minime e congiunturali. Il fatto è che la Turchia è invece al "centro dell'oceano dell'energia ma non ne ha mai beneficiato in modo adeguato".

Chi c'è dietro Wikileaks

Il programma della nuova rivoluzione è semplice: "Li fottiamo tutti: renderemo il mondo trasparente, lo cambieremo". Anarchia in chiave cibernetica, proclamata nel 2007 da Julian Assange e dai suoi pirati in una mail interna del gruppo. Allora nessuno poteva immaginare quanta potenza si stesse già accumulando nei suoi computer: "Abbiamo (documenti) su una mezza dozzina di ministeri stranieri, su decine di partiti politici e consolati, sulla Banca Mondiale, sulle sezioni delle Nazioni Unite ... Non siamo riusciti ancora a leggere neppure un decimo dei file che abbiamo. Abbiamo smesso di immagazzinarli quando siamo arrivati a un terabyte (mille miliardi di byte,ndr.)". Per tre anni quel forziere di informazioni si è ingigantito mese dopo mese, affidato a una squadra di sostenitori che ha custodito il tesoro proteggendolo dalle incursioni del governo americano e dei colossi privati: una rete di persone senza nome e senza volto che raccolgono i dati e sono il vero motore di Wikileaks. Il capo è lui, Assange, a cui tutti sono devoti. Anche se come in tutte le storie di pirati, anche in questo equipaggio serpeggiano rancori e invidie. Che fino ad ora non sono riusciti a rendere meno agguerriti gli abbordaggi.

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