sabato 6 novembre 2010

La Domus Gladiatori non c'è più, Bondi vergognati

Non è crollato solo un muro, come inizialmente si pensava, ma l'intera Domus dei Gladiatori, così chiamata perché al suo interno si allenavano gli atleti nell'antica Pompei. Il crollo, secondo primi accertamenti, è avvenuto intorno alle ore 6 ed è stato notato dai custodi appena arrivati al lavoro verso le ore 7.30. L'area al momento è transennata e non è possibile accedere.

La guerra messicana a quota 10000 morti

L'ultimo l'hanno ammazzato poche ore fa, chissà dove. La sua testa è stata ritrovata ieri mattina, appesa ad un lampione. Aveva gli occhi bendati, il che può significare che l'uomo aveva visto troppo o che era a sua volta un killer o ancora che stava per tradire: a Ciudad Juarez, grigia città alla frontiera con il Texas, il linguaggio dei cadaveri vanta un'infinità di sfumature a seconda della parte del corpo che viene restituita per la sepoltura o della messinscena dell'esecuzione. Tre giorni fa, vicino ad Acapulco, di corpi la polizia ne ha rinvenuti ventisette, ammonticchiati in un canale. I narcos non li avevano neanche seppelliti. La settimana scorsa, invece, a Urapan, nello stato del Michoacán, un'intera famiglia è stata sterminata durante una festa di compleanno.

E' raccapricciante il bollettino della guerra dichiarata quattro anni fa ai trafficanti di droga dal presidente messicano Felipe Calderon. Sono cifre da battaglie di trincea, da offensive tra eserciti regolari. Se nel 2009 ci sono stati 17 omicidi al giorno legati al narcotraffico, nei primi nove mesi di quest'anno i morti quotidiani sono saliti a 38. Dall'inizio del 2010, notizia riferita due giorni fa, i narcos hanno ucciso 10.043 volte. Ogni tre quarti d'ora, c'è qualcuno che viene massacrato di botte o torturato o amputato, e infine ucciso.

Dinastia Putin, ovvero una lista di figli, cognati, fratelli, fidanzati e mascherati, trasformati in milionari e multimilionari

Tutti sanno quanto sia dotato il nostro capo del governo, Vladímir Putin. Agguerrito lottatore di Jiu Jitsu, conduttore temerario, conquistatore su sci di piste di montagna, nonché valoroso pescatore. Sembra, però, che nelle questioni economiche se la cavi un tantino peggio. Certo che con le sue doti, gli si può perdonare questo ed altro. Dopotutto, ai potenti che lo hanno preceduto e ispirato – Sobchak, Yeltsin, Gaidar – non sembra essere andata molto meglio. Per il resto, il nostro primo ministro è un ragazzo stupendo e padre di famiglia. Uno di quelli da prendere come esempio. Soprattutto, ovviamente, per i parenti. Parenti che in quanto a talenti assomigliano al “ragazzino numero uno” della Patria.

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