martedì 19 ottobre 2010

La sede del parlamento ceceno a Grozny sotto attacco

   
La sede del parlamento ceceno a Grozny
Un attacco armato è stato lanciato questa mattina presto contro la sede del parlamento ceceno a Grozny, da un numero ancora imprecisato di militanti islamisti. Ci sono state esplosioni ed è iniziata una sparatoria con le forze di sicurezza. Secondo le prime informazioni ci sarebbero numerose vittime.
Stando alle notizie uscite da fonti governative cecene, gli attaccanti sarebbero stati “almeno quattro”  e sarebbero entrati nel recinto dell’edificio su un’auto confusa tra quelle che portavano sul posto i deputati. Subito dopo l’inizio dell’attacco sul posto sono intervenute le forze speciali, guidate personalmente dallo stesso presidente ceceno Kadyrov,  e al termine della battaglia i militanti sarebbero tutti morti, insieme a due guardie della security e a un paio di dipendenti del parlamento. Nessuna vittima invece tra i deputati. Altre fonti affermano però che almeno uno dei militanti in realtà sarebbe sopravvissuto alla sparatoria e si sarebbe rifugiato con uno o più ostaggi in una stanza del palazzo. Contrastanti anche le informazioni sulle esplosioni, alcuni parlano di terroristi suicidi che si sarebbero fatti esplodere, altri di mine piazzate in alcuni punti dell’edificio.

I numeri della produzione industriale e i filtri fuorvianti ed errati dei mass-media

In tempi di grandi crisi, con forti discontinuità nell'andamento di alcuni indicatori macroeconomici, è fondamentale tenere sempre come riferimento i livelli a cui eravamo prima della crisi.
Ieri l’
Istat ha pubblicato i nuovi dati sulla produzione industrialeAnche questa volta la notizia è stata diffusa da molti giornali o telegiornali in modo fuorviante o errato.
Ad esempio Il 
Tg2 dell'11 ottobre delle ore 20.30 lanciava così la notizia:
“Buone notizie per la nostra economia la produzione industriale ad agosto ha fatto un balzo in avanti del 9,5 per cento rispetto ad agosto del 2009 e dell'1,6 per cento rispetto a luglio. Si tratta del miglior dato annuo dal 
dicembre del '97”.

Il presidente della Fed, la Banca Centrale statunitense, Ben Shlomo Bernanke annuncia l'imminenza del disastro finanziario globale

Dietro fumose espressioni per iniziati, il presidente della Fed afferma che la situazione è ormai insostenibile. Le conseguenze su debito pubblico, pensioni e sanità su Usa, Europa e Giappone. La via d’uscita è l’austerità, ma anche una riduzione della democrazia, a favore del sistema bancario. 


Milano (AsiaNews) - Il disastro finanziario bancario americano e globale è ormai imminente. E non lo dice solo il commentatore di AsiaNews, che lo va ripetendo da quasi cinque anni [i].

Lo dice il presidente della Fed, la Banca Centrale statunitense, Ben Shlomo Bernanke[ii].
Ovviamente, lo dice nel linguaggio iniziatico degli economisti, ma una volta decifrato dal gergo, il significato della prima parte del discorso è molto chiaro. Il discorso è stato tenuto il 4 ottobre scorso nel corso di un convegno annuale a Rhode Island (Usa) ed è pubblicato sul sito stesso della Fed. Ciononostante pare che questo importante discorso pubblico di Bernanke sia “sfuggito” alla stampa “indipendente”, che non l’ha ripreso.

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