giovedì 23 settembre 2010

Accordo Gelmini-La Russa nei Licei si imparerà a sparare

Mai la scuola italiana aveva raggiunto, nel corso degli ultimi decenni, un livello così basso. Per molti quasi un punto di non ritorno. Lo confermano i dati statistici, lo stato degli atenei italiani, le difficoltà della didattica, gli scarsi risultati degli studenti (rispetto ai coetanei europei). La scuola italiana è al collasso, si sa, nonostante le tante riforme (pseudo-riforme) di questi ultimi anni. Un numero considerevole di tentativi che, invano, hanno cercato di dare un po’ di respiro al settore, senza riuscirci. Anzi, quello che abbiamo davanti è un quadro sempre più cupo, senza prospettive. E così, assistiamo, ad una serie di scandali, di decisioni eclatanti, spesso non conformi neanche alla stessa legge italiana. Lo sa il Ministro dell’Istruzione Gelmini, lo sanno gli operatori della scuola, lo sanno gli studenti. E dalla scuola di Adro al nuovo protocollo firmato fra il Ministro dell’Istruzione Gelmini e il Ministro della Difesa La Russa, il passo è davvero breve. Forse l’ultimo colpo di coda di un’estate “drammatica” per la scuola, che preannuncia un autunno davvero caldo, anzi, incandescente.

La nuova formazione di docenti della Gelmini, un abuso nei confronti dei docenti giá inseriti nelle graduatorie ad esaurimento

Il Ministro Gelmini riconferma l’intento di formare nuovi docenti. Ora, davanti al taglio di 133.000 lavoratori della scuola, tra cui molti insegnanti vincitori di concorso e scuole di specializzazione, bisogna ribellarsi con forza nei confronti di una politica scorretta che vuole ledere persone e lavoratori che hanno acquisito diritti con l’inserimento in graduatorie finalizzate alla stabilizzazione a tempo indeterminato. Non si possono, infatti, da una parte tagliare docenti, meno giovani, giovani, ma anche giovanissimi, adducendo una nuova formazione innovativa, visto che gli insegnanti precari che hanno frequentato le scuole di specializzazione hanno un percorso formativo uguale a quello che si vuole proporre ora. Infatti i nuovi corsi di formazione degli insegnanti si svolgeranno in 6 anni, 3+2+ di nuovi corsi universitari + 1 anno di tirocinio, per un totale di 6 anni, ma proprio come i 4 anni di lauree del vecchio ordinamento + 2 anni di scuole di specializzazione con tirocinio. E poi non solo è uguale il percorso di tirocinio nelle scuole pubbliche, ma è uguale anche la selezione, con test, prova scritta e orale, uguale il percorso con tutor, uguale la presenza di docenti universitari e insegnanti delle scuole pubbliche tra i formatori, uguale l’orientamento per imparare ad insegnare, uguali gli esami di didattica, psicologia e pedagogia.

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