lunedì 13 settembre 2010

Gli israeliani “laici”


Un sondaggio dell’Ufficio centrale di statistica. Anche tra coloro che si definiscono laici, il 42% della popolazione adulta, appare comunque presente una religiosità di fondo, anche se legata alle festività più importanti o a particolari occasioni. Il 72% dichiara di essere stato in una sinagoga nel corso dell’anno passato. Il 21% della popolazione dice di essere più religiosa che in passato, il 14% meno. 



Un Paese nel quale la percentuale di coloro che si sentono “laici” è la più consistente, anche se non rappresenta la maggioranza, pur apparendo ancora solida una religiosità di fondo. E’ il dato che emerge da un sondaggio dell’Ufficio centrale di statistica di Israele, secondo il quale quasi la metà (il 42%) degli israeliani con più di 20 anni si sente “laico”, mentre l’8% si definisce “ultraortodosso”, il 12% “religioso”, il 13% “tradizionale-religioso”, il 25% tradizionale, ma “non molto religioso”. Il 21% si dice più religioso che in passato, mentre il 14% meno religioso. Comunque, il 72% dichiara di essere stato in una sinagoga nel corso dell’anno passato.

Italiani del nord un popolo sotto il tallone leghista

A proposito di violenza politica. Una scuola pubblica italiana (Adro, provincia di Brescia) è stata di fatto privatizzata dalla locale giunta e trasformata in scuola leghista, intitolata al professor Gianfranco Miglio. Sole delle Alpi impresso sui banchi, sui cestini dei rifiuti, sugli zerbini, sui tavoli, sui cartelli, sulle finestre, sul tetto, ovunque. Unico altro simbolo ammesso e anzi imposto è il crocifisso, che a scanso di equivoci è stato imbullonato ai muri: una specie di doppia crocifissione, povero Cristo.

L'episodio, quasi incredibile nei suoi termini di cronaca, e decisamente spaventoso in termini di democrazia, è inedito nella storia della Repubblica. Scuole di Stato con lo scudo crociato, o la falce e martello, o altri simboli di partito, ovviamente non se ne erano mai viste, per il semplice fatto che nessuno aveva mai osato concepire una così inconcepibile violazione di uno spazio pubblico: nemmeno nelle fasi più convulse e faziose della nostra tormentata vita politica. A Adro invece è accaduto, anche grazie alla partecipe collaborazione di una comunità fortemente coinvolta nella costruzione del nuovo plesso scolastico, fino a finanziarne gli arredi. La stessa comunità, con in testa il sindaco Oscar Lancini, non era intervenuta con altrettanta sollecitudine quando si trattò di far quadrare i conti della mensa scolastica, messi in crisi da una mora di poche migliaia di euro. Fu un imprenditore locale, allora, ad accollarsi generosamente quella spesa, guadagnandosi lo spregio e l'ira di molti suoi concittadini, sindaco in testa.

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