venerdì 30 luglio 2010

Ucciso Nacho il re delle anfetamine

Ignacio Coronel, detto «Nacho», il re delle anfetamine, è stato ucciso in un conflitto a fuoco con i militari messicani. Il boss, individuato nella zona di Zapopan (Guadalajara), ha tentato di scappare ma è stato colpito a morte. Misterioso, dal passato oscuro, Coronel era considerato il numero tre del cartello di Sinaloa, l’organizzazione guidata da El Chapo Guzman. Grande pianificatore, con doti manageriali, «Nacho» ha gestito per anni la rotta del Pacifico garantendo il flusso di cocaina verso gli Usa. Ma la sua vera specialità sono stati i «cristalli», ossia le anfetamine, altro stupefacente molto richiesto sul mercato statunitense.
I NARCOS E IL GOVERNO - L’uccisione di Coronel assume anche un valore «politico». Negli ultimi due anni, le altre gang della droga hanno accusato le autorità di collaborare con i padrini di Sinaloa. E in base ad un patto non scritto – hanno sostenuto i rivali – militari e polizia attaccavano gli altri cartelli. Un’accusa sempre respinta dal governo che con l’eliminazione del Nacho infligge un colpo duro a Sinaloa e tenta di reagire all’offensiva dei narcos. Ma è opinione comune che Sinaloa colmerà in fretta la perdita di Coronel, a meno che la sua scomparsa non possa scatenare qualche faida interna. La situazione lungo la frontiera con gli Stati Uniti continua a essere quanto mai precaria. Il Dipartimento di Stato ha, infatti, annunciato la chiusura temporanea del consolato a Ciudad Juarez: una decisione legata all’ondata di omicidi e violenze. Fonti della sicurezza americana temono che i narcos possano lanciare nuovi attacchi con le autobomba.
di Guido Olimpio 

La Brambilla preferisce la Francia per le proprie vacanze

La ricetta del governo per il turismo in crisi? Il ministro Michela Vittoria Brambilla ne ha una piuttosto originale: andarsene in vacanza in Francia. Maniaca della tintarella in Costa Azzurra, alla faccia degli italiani che solo pochi giorni fa s'erano sorbiti lo spot ufficiale "Magic Italia" con la voce di Silvio Berlusconi che invita a non tradire il Belpaese: «Questa è la nostra Italia! Un Paese unico, fatto di cielo, di sole e di mare, ma anche di storia, di cultura e di arte. È un Paese straordinario che devi ancora scoprire: impiega le tue vacanze per conoscere meglio l'Italia, la tua magica Italia». 

E la ministra del Turismo con i conti in rosso come i suoi capelli, che gli dava pure corda: «Mettersi a disposizione del proprio Paese è un atto di grande amore. Facessero tutti così!». Già, tutti. A partire da lei, che mentre ancora giravano il trailer già progettava la fuga all'estero per la sua villeggiatura. 
Con meta il borgo di Menton, terra di Provenza, a una manciata di chilometri da Montecarlo. 

La scusa ufficiale c'è: una missione a caccia di spiagge dog-friendly, per lei e chi come lei ama i cani. Questo racconta a un giornale amico. 

Pil Usa, il combustibile è finito?

Oggi sarà comunicato ufficialmente il dato sul PIL USA del secondo trimestre. Le attese sono per un +2.6% contro un +2.7% del trimestre precedente.
Ovvio, non si parla di crollo, ma di stabilizzazione. Un dato comunque molto positivo che potrebbe far pensare ad un’effettiva ripresa. E proprio qui sta l’inghippo.
Molti operatori e molti risparmiatori (ndr: per fortuna è così, altrimenti non ci sarebbe mercato e gli indici sarebbero in ben altra posizione…) grazie anche all’opera di convincimento psicologico della classe politico economica che dirige la baracca, sono convinti che questa situazione di ripresa sia “definitiva”, ovvero si tratti di un vero e proprio nuovo ciclo economico.
Il sottoscritto, come ben sapete, non la pensa così. Il sottoscritto crede che questa crescita sia indotta dal sostegno governativo e che quindi sia stata alimentata da dinamiche non più ripetibili in futuro.
Immaginate un fuoco. Se buttiamo della legna, ovvio che il fuoco si alimenta e cresce. Poi però, ad un certo punto, è necessaria altra legna, altrimenti il fuoco si spegne. E quando la legna è finita…iniziano i problemi.

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