mercoledì 28 luglio 2010

L'Italia e la sindrome di Dumas

Una delle sensazioni più spiacevoli è quella di vivere, in una provincia come quella italiana, eventi che, al centro del mondo capitalistico, sono già avvenuti 20 anni fa. 

E’ la famosa “sindrome di Dumas”, vivere “20 anni dopo”.

Così ci capita di dover assistere, nell’Italia attraversata dalla guerra tra bande e tra cricche, all’ennesima guerra Esselunga contro Coop. Paginoni di pubblicità pubblicati dai principali quotidiani nazionali che raccontano la solita storia di monopolismo nelle regioni “rosse”. L’esatto simmetrico di quello che succede in quelle “blu?”, “bianche”, “nere.?”, no, nere non è politicamente corretto.

A Modena il sistema Coop controlla circa l’85% del mercato ed Esselunga vuole entrare. Ma il problema non è questo. Il problema è che Modena ha gli stessi abitanti di San Sebastian, vive nello stesso sistema economico, ma ha una superficie di grande distribuzione 10 volte maggiore di quella di San Sebastian! 

I due anni di avvicinamento della Fiat alla Serbia

Le reazioni in Serbia e in Italia all'annuncio Fiat sul trasferimento della produzione della nuova monovolume a Kragujevac. La lenta transizione dalla Zastava alla Fijat Automobili Srbije, l'attuale situazione della Punto classic. L'appello dei sindacati serbi all'unità tra i lavoratori del gruppo Fiat
“Produrremo in Serbia la nuova monovolume. Con sindacati più seri si faceva a Mirafiori”. Con questo virgolettato attribuito a Sergio Marchionne (amministratore delegato Fiat), l’apertura di Repubblica di giovedì 22 luglio ha fatto andare di traverso il caffè a molte persone tra la Serbia e l’Italia. Salvatore Tropea scrive che la Fiat è pronta a mandare avanti l’investimento di 1 miliardo di euro in Serbia di cui 400 milioni saranno dati dalla Banca per gli investimenti europei (BEI), 250 dal governo serbo e i restanti 350 dalla Fiat. Marchionne ci tiene a precisare che è colpa dei sindacati italiani se la nuova monovolume, L0, che dovrebbe sostituire la Musa, l’Idea e la Multipla, sarà prodotta a Kragujevac, dove prima si produceva la Yugo della Zastava, invece che a Mirafiori.“Dopo la dichiarazione di Sergio Marchionne di spostare la produzione del nuovo modello in Serbia, si sono scatenate mail di soci che si congratulano e mi chiedono se a questo punto non si possano chiudere gli affidi”. Chi parla, arrabbiato, è Gilberto Vlaic presidente dell’Onlus “Non bombe ma solo caramelle” che dal 1999 si occupa di affidi a distanza per la città di Kragujevac.

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