sabato 24 luglio 2010

Crisi, il caso Irlanda

Un articolo del New York Times sulla crisi irlandese
Anche se ultimamente se ne parla meno, l’Irlanda è una delle due I dei famigerati PIIGS (l’altra appartiene all’Italia). La politica di austerità avviata due anni fa non sembra dare grandi frutti, come d’altronde nel resto d’Europa. Il rapido e vistoso declino irlandese è l’oggetto di questo articolo di Liz Alderman sul New York Times.

In Irlanda, un quadro dei costi dell’austerità
Sebbene le principali economie dell’Europa stiano stringendo la cinghia, esse stanno seguendo il percorso dell’Irlanda. Ma la nazione prosperosa di una volta sta soffrendo, senza alcuno segno visibile di una rapida ripresa.
Quasi due anni fa, un collasso economico forzò l’Irlanda a tagliare le spese pubbliche ed aumentare le tasse, il tipo di misure di austerità che oggi i mercati finanziari stanno imponendo alle nazioni industrializzate più avanzate.
“Quando è esploso il nostro settore finanziario pubblico, era considerazione dominante assicurare che in Irlanda ci fosse fiducia nell’investimento internazionale, in modo da poter continuare a prendere prestiti” ha affermato Alan Barrett, capo economista presso l’Economic and Social Research Institute of Ireland [Istituto Irlandese per la Ricerca Economica e Sociale, ndt]. “Il discorso era principalmente questo: ‘Facciamola finita al più presto”.

La lunga battaglia del Premier per salvaguardare i suoi interessi

La Commissione europea si è pronunciata il 20 luglio accogliendo la richiesta di Skyrelativa a una modifica degli impegni concordati nel 2003, quando il gruppo di Murdoch acquisì Tele+ e Stream, impegni che impedivano una presenza nel digitale terrestre. La materia, apparentemente tecnica, ha risvolti economici rilevanti sugli assetti del settore televisivo nei prossimi anni, e da qui conviene partire per una valutazione del provvedimento.
IMPEGNI EUROPEI PER SKY
Nel 2003 la Commissione europea approvò l’acquisizione di Tele+ e Stream da parte di NewsCorp, con la creazione di un unico operatore, Sky, nel segmento della televisione a pagamento in Italia, ponendo tuttavia una serie di paletti che permettessero negli anni uno sviluppo della concorrenza. A Sky veniva proibito di acquisire in esclusiva contenuti, come gli incontri sportivi o i film, per piattaforme tecnologiche diverse da quella satellitare, in modo da evitare una chiusura del mercato a operatori che agissero ad esempio nel digitale terrestre o via Internet privandoli dei programmi più richiesti. Veniva imposto inoltre a Sky un duplice obbligo di accesso: in primo luogo alle proprie infrastrutture di trasmissione satellitare, i cui servizi dovevano essere ceduti a operatori che desiderassero trasmettere i propri contenuti raggiungendo i clienti Sky, come ad esempio ha fatto da Conto TV. In secondo luogo, Sky doveva cedere i propri contenuti premium ad altri operatori televisivi che trasmettessero su piattaforme diverse dal satellite e che desiderassero inserire nel proprio pacchetto di canali anche quelli di Sky, strada percorsa da Fastweb.

Falluja come Hiroshima

Falluja peggio di Hiroshima. Nella città irachena, che nel 2004 fu teatro di due devastanti attacchi americani, uno dei quali la distrusse quasi completamente, e in cui vennero utilizzate armi al fosforo bianco, il numero dei tumori è quadruplicato.

E' il risultato di uno studio epidemiologico condotto da Malak Hamdan e Chris Busby, pubblicato sull'International Journal of Environmental Studies and Public Health (IJERPH) di Basilea, in Svizzera. 

I dati mostrano un aumento di tumori, leucemia, e della mortalità infantile, oltre ad alterazioni del normale rapporto maschi-femmine alla nascita, assai maggiori di quelli che si registrarono fra i sopravvissuti alla bomba atomica lanciata nel 1945 sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.

Lo studio – dal titolo "Cancer, Infant Mortality and Birth Sex-Ratio in Fallujah, Iraq 2005-2009" [pdf] - è stato condotto nel gennaio-febbraio di quest'anno – su 711 abitazioni e oltre 4.000 individui a Falluja, città che si trova nell'ovest dell'Iraq. I suoi risultati mostrano un aumento di quattro volte di tutti i tipi di tumori nei 5 anni successivi all'attacco del 2004 (2005-2009), tumori simili a quelli che si sono registrati nei sopravvissuti di Hiroshima che furono esposti alle radiazioni ionizzanti della bomba atomica e quindi dell'uranio.

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