mercoledì 21 luglio 2010

L'expo di Milano e il progetto Pleistocene

L'Expo di Milano smentisce le voci calunniose sullo stato dei lavori. In tre conferenze stampa separate, una di Formigoni, una del sindaco Moratti, una della Lega, ciascuna presieduta da un amministratore delegato diverso, è stato sottolineato il perfetto coordinamento delle parti interessate. Secondo la Lega l'Expo di Milano si farà a Varese, secondo il sindaco si farà a Milano ma nel 2018, secondo Formigoni dipende da chi vincerà la gara d'appalto per la vendita dei terreni: hanno presentato offerte la Compagnia delle Opere, il costruttore Ligresti (che festeggia 
i suoi cento anni di attività) e la holding calabrese Non fate troppo domande srl, con sede a Platì. 

Ma vediamo lo stato di avanzamento del progetto.

Vie d'acqua La parte più suggestiva del progetto prevedeva l'allagamento totale di Milano per restituire alla città il paesaggio originario del Pleistocene. Ma i tre amministratori delegati fin qui succedutisi non hanno trovato l'accordo sull'appalto dei canotti di salvataggio: destava sospetto che tutte e cinque le proposte fossero della Compagnia delle Opere, settore gomma. Si è dunque deciso di ridurre il progetto all'ampliamento del Naviglio, abbattendo i palazzi circostanti, per permettere il transito del battello a vapore Old Mississippi, sulla cui tolda si esibirà Andrea Bocelli. 

Los Zetas e Juarez minacciano guerra a Sinaloa


La notizia è passata un po' sottotono ma c'è davvero da scandalizzarsi. I cartelli del narcotraffico messicano, Los Zetas e il cartello di Juarez, danno un ultimatum a Fbi e Dea: fermare la corruzione delle autorità, a loro avviso legate al cartello rivale di Sinaloa, altrimenti inizierà una nuova stagione di stragi.

Cose da pazzi, ci sarebbe da pensare. Invece, è tutto vero. I cartelli che si contendono il mercato della droga fanno sul serio. Ora, ma ormai ci sarebbe da dire da diversi anni, la guerra è apertamente stata dichiarata. E si attendono per i prossimi giorni altri attacchi da parte dei sicari dei cartelli, se le autorità non si prenderanno la briga di indagare sugli eventuali legami fra il cartello di Sinaloa e agenti di polizia e politici della zona.
Giovedì scorso a Ciudad Juarez, non distante dal confine con gli Usa, un'autobomba è esplosa causando la morte di alcuni agenti della polizia locale. Raccapricciante il metodo usato dai killer per colpire gli agenti. I sicari, infatti, avrebbero sequestrato e ferito in modo serio un clochard della zona e dopo averlo vestito da poliziotto l'avrebbero abbandonato non distante dall'auto piena di esplosivo. Una telefonata al commissariato per segnalare la presenza del poliziotto ferito e non appena sul posto sono giunte le auto degli agenti l'autobomba è stata fatta esplodere. Una tecnica ben studiata. Sicuramente pensata nel corso dei giorni precedenti all'attacco. E che sottolinea la ferocia dei killer che pur di aver la meglio sulle autorità non si preoccupano di compiere sequestri e omicidi di innocenti. 

Sentry Tech ovvero il joystick che porta in guerra le giovani soldatesse israeliane

Il nuovo “video game” israeliano. Soldatesse che uccidono tramite un telecomando

Si chiama Spot and Shoot (Identifica e Spara). Gli operatori si siedono di fronte ad un televisore così da poter controllare le azioni con un joystick stile PlayStation. 

Lo scopo: uccidere i terroristi. 

Chi gioca: ragazze arruolate nell'esercito israeliano. 

Spot and Shoot, come viene chiamato dai militari israeliani, può sembrare un videogioco ma i personaggi che appaiono sullo schermo sono reali – palestinesi di Gaza - e possono essere uccisi premendo sul joystick. 

Le soldatesse, situate più lontane in un centro operativo, hanno la responsabilità di puntare e sparare con delle mitragliatrici telecomandate installate sulle torri di controllo ogni cento metri lungo un recinto elettronico che circonda Gaza. 

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