domenica 18 luglio 2010

Ecco i 10 Torrent Finder più usati


Ho cominciato ad utilizzare BitTorrent per pura curiosità e sentito dire dagli inizi dello scorso anno, subito me ne affezionai. I client offrono una grafica molto spiccia ma allo stesso tempo ricca di informazioni preziose, utili all’utente per effettuare le proprie scelte e i propri settaggi.
A differenza dei cugini come eMule, kazaa e shareaza, BitTorrent non implementa al suo interno un sistema di ricerca file, in quanto per ragioni prettamente progettuali il sistema non è connesso a nessun server o nodo principale. Si utilizza allora un seme, il .Torrent, un file di qualche decine di kbyte che contiene al suo interno le coordinate e le informazioni generali di ciò che si è cercato.

Tutti questi .Torrent sono collezionati in dei motori di ricerca, dalle funzioni simili a Google, in grado di assolvere le richieste controllando la disponibilità all’interno dei propri archivi. Seppure l’idea non sembra rivoluzionaria, garantisce una velocità di trasferimento impensabile con i p2p convenzionali.

Recentemente è stata effettuata una classifica dei "Torrent Finder" inserendo un contatore che registrasse ogni singola richiesta di ricerca, e questo è il risultato:


Faccio ben notare che c’è una grossa e delineata differenza tra più popolare e migliore, qui sono stati segnalati motori di ricerca più popolari, ma in quanto al migliore ogni persona ha le sue preferenze.

Energia solare, la Puglia supera la Cina


La produzione complessiva da fonti rinnovabili nel 2009 è giunta a coprire l'intero (100,6%) consumo di energia elettrica delle famiglie italiane. Secondo l'ufficio studi della Confartigianato, nonostante la crisi che ha abbattuto la produzione 'tradizionale' dell'8,3%, la produzione 'verde' è salita: nel 2009 l'energia elettrica da fonti rinnovabili ha fatto segnare un più 19,2% rispetto al 2008, arrivando a un livello di produzione di 69.330 gigawattora (i consumi delle famiglie ammontano a 68.924 gigawattora). Nel 2008, la produzione 'verde' copriva fino all'85% dei consumi casalinghi.



Spetta alla Puglia il primato della maggior produzione di elettricità da solare, seguita da Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte. Ed è sempre la Puglia la regione che lo scorso anno ha incrementato di più la produzione da impianti fotovoltaici, con 72 gigawattora in più, pari ad oltre un terzo dell'intera crescita (37,3%), seguita dalla Lombardia e dal Piemonte. Ma anche a livello internazionale la Puglia la fa da padrone e si leva lo sfizio di battere la Cina per potenza di impianti solari installati: 161 mw contro i 160 cinesi. 

E' comunque l'Italia stessa ad occupare una posizione di primissimo piano sul fronte dei pannelli solari. Sulla base dei dati 2009 dell'European PhotoVoltaic Industry Association (Epia), il nostro Paese è il secondo mercato al mondo nel fotovoltaico con il 9,9% della potenza installata nell'anno, dietro alla Germania che da sola rappresenta il 51,6% del mercato mondiale.

Marea nera: le verità di una catastrofe

Sulle coste del Golfo, sia ascoltando gli ecologisti che gli specialisti della fauna fino ai medesimi pescatori e uomini d'affari, il responso è del tutto simile; la compagnia BP non sta soltanto strozzando le notizie che concernono ciò che viene condotto in seguito al disastro petrolifero del Golfo del Messico, ma questa ha anche 'precettato' gli organismi chiave adibiti alla supervisione e alla regolamentazione del governo federale per dare àdito al suo proprio ordine del giorno e di quello dei partners del petrolio, tra cui Halliburton, Anadarko e Transocean.

L'uomo più odiato nel Golfo è il comandante supremo della Protezione civile del presidente Obama, Thad Allen che è andato in pensione da comandante della Guardia Costiera il 30 giugno. Allen è considerato troppo compromesso con la BP, e ci sono riferimenti locali secondo i quali, molto prima dell'esplosione del Deep Water Horizon il 20 aprile, Allen stava trattando per la messa in opera di un programma con la BP. La logistica del modo di pulire dalla marea nera viene criticata per la troppa fiducia investita sulle navi specializzate per la scrematura dal petrolio nelle acque profonde. Non è prevista nessuna procedura con l'utilizzo di mezzi di recupero in grado di operare in acque poco profonde, cioè a 45 e 60 centimetri. Un certo numero di battelli capaci di scremare le acque poco profonde sono ancorati nel porto e non sono utilizzate dalla BP.

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