mercoledì 14 luglio 2010

La locomotiva tedesca farà deragliare i vagoni mediterranei

All’inizio della seconda settimana di giugno la Germania ha varato quello che è il più consistente pacchetto di tagli alla spesa pubblica nella sua storia dalla fine della seconda guerra mondiale, e la cosa sorprendente è che non ne aveva bisogno.

La manovra per consolidare il bilancio federale ammonta a 80 miliardi di euro in quattro anni, entro il 2014, secondo quanto previsto dalle proiezioni iniziali del governo che contavano un aumento del deficit di bilancio di 80,2 miliardi per l’anno in corso. Ma le nuove stime al ribasso si attestano tra i 60 e i 65 miliardi di euro per il 2010 e, secondo voci del governo, il trend continuerà nel 2011 con un nuovo debito di 55 miliardi di euro anziché i 72 stimati.
Si parla cioè di 20 miliardi in meno per il solo 2010.


Alla base c’è un’economia forte che ha incassato quest’anno più del previsto dalle imposte e ha registrato una disoccupazione più bassa di quanto aspettato, inoltre la vendita da parte del governo delle frequenze per la telefonia mobile ha ulteriormente migliorato la condizione.

Cina e India immagazzinano uranio in quantità senza precedenti, finita l'era del basso costo

Il prezzo dell'uranio sembra destinato a crescere velocemente: secondo Bloomberg «La Cina sta comprando quantità senza precedenti di uranio, un segnale che i prezzi sono pronti ad un rimbalzo dopo tre anni di declino». La Cina quest'anno ha comprato circa 5.000 tonnellate metriche di uranio, più del doppio di quel che consuma, per fare le scorte per i suoi nuovi reattori e secondo Thomas Neff, un analista dell'industria dell'uranio del Massachusetts institute of technology di Cambridge «I prezzi nel prossimo anno dovrebbero fare un salto di circa il 32%, il maggiore dal 2006 all'RBC Capital Markets».
A trainare la crescita dei prezzi dell'uranio c'è anche l'espansione atomica dell'India. «La domanda della Cina è insaziabile - dice su Bloomberg Dave Dai, del Daiwa institute of research di  Hong Kong - Dovranno prendere quasi tutto quel che è disponibile». Così l'uranio nel 2011 sembra destinato a salire a circa 55 - 56 dollari alla libbra, ma in 5 anni raggiungerà i 60 dollari. Secondo l'Ux Consulting Co, il 5 luglio scorso una libbra di uranio "for immediate delivery" era a 41,75 dollari. Lo spot trade dell'ossido di uranio quest'anno é stato pari a 20.900.000 sterline, circa 873 milioni dollari.

L'Onu chiede l'istituzione di una valuta mondiale

Siete pronti per una valuta mondiale? Se le Nazioni Unite hanno voce in capitolo a riguardo, questo è il boccone amaro che dovremo ingoiare. Un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato lo scorso martedì in sostanzadichiara guerra al dollaro USA e chiede pubblicamente alle nazioni del mondo di non utilizzarlo come valuta di riserva. Il nuovo rapporto intitolato "The U.N. World Economic and Social Survey 2010" è uno dei più palesi tentativi che abbiamo mai visto da parte di una grande organizzazione internazionale a sostegno di una valuta mondiale. Per anni si sono susseguiti rifiuti dopo rifiuti riguardo all'idea di una valuta globale. Certo, abbiamo sempre saputo che lo scopo dei globalisti, invece, era quello di introdurla. Infine, solo lo scorso anno, i Diritti speciali di prelievo (DSP) del Fondo Monetario Internazionale hanno ottenuto il sostegno del G20 come "risorsa di riserva internazionale" che potrebbe essere usata come unità di pagamento per i prestiti del FMI. I DSP sono costituiti, attualmente, da una serie di varie valute mondiali, ma ci sono grandi piani per i DSP.

Secondo il nuovo rapporto ONU, il dollaro USA dovrebbe essere abbandonato in favore di una nuova valuta mondiale basata su questi DSP.

"Si potrebbe creare un nuovo sistema di riserva globale, uno che non faccia più affidamento sul dollaro degli Stati Uniti come unica valuta di riserva."

Dunque, perché abbandonare il dollaro USA? Allora, il rapporto ONU dice che dobbiamo abbandonarlo perché non è stato abbastanza "stabile"...

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