mercoledì 30 giugno 2010

Una base azera come pedina del "Grande Gioco"


Dopo Gates, anche la Clinton a Baku: Washington vuole una base in Azerbaigian a supporto della guerra in Afghanistan.

A inizio giugno la visita a Baku del capo del Pentagono, Robert Gates. I primi di luglio sarà la volta del segretario di Stato, Hillary Clinton. L'attivismo diplomatico di Washington in Azerbaigian ha uno scopo ben preciso: ottenere dal regime di Ilham Aliyev il permesso di istallare nel suo paese una base militare a supporto della guerra in Afghanistan, per sopperire all'eventuale chiusura della base americana in Kirghizistan. E non solo per quello.


Già oggi lo spazio aereo del paese caucasico è regolarmente attraversato da aerei militari Usa carichi di soldati americani diretti al fronte afgano (100 mila solo nel 2009), mentre sulle ferrovie azere e nel porto di Baku transita un terzo dei rifornimenti non militari destinati alle truppe Usa.

Gli intrecci tra Goldman Sachs, la British Petroleum e il Vaticano

Le notizie che si diffondono dal disastro petrolifero nel Golfo del Messico hanno messo in relazione la censura dei media con le banche d’investimento della Goldman Sachs che si occupano dei capitali del Vaticano, rendendo maggiormente evidente che l’esplosione era voluta.

Il quasi totale blackout dell’informazione indipendente, e l’arresto di chiunque venisse sorpreso a fotografare o filmare la devastazione, mostra come la crisi petrolifera della Halliburton- British Petroleum (BP) sia criminalmente controllata, implicando alcuni tra i nomi più importanti di Wall Street.

Secondo un resoconto ad opera del titubante ma comunque affidabile regista di documentari James Fox, intervistato a Grand Isle, nel Golfo del Messico, da Mel Fabregas per il Veritas Radio Show, che viene trasmesso in internet, nella trasmissione di notizie dalla regione “C’è un completo blackout mediatico”. 

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