martedì 29 giugno 2010

Confermata la condanna di Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa

Continua a ostentare serenità il senatore Marcello Dell'Utri, che intorno a mezzogiorno ha terminato l'attesa conferenza stampa seguita alla condanna in appello a 7 anni di reclusione. Inflitta questa mattina dalla Corte presieduta dal giudice Claudio Dall'Acqua dopo 5 giorni di camera di consiglio.

“Non è stata una sentenza politica come aveva preannunciato il pg Antonino Gatto” contrattacca con fare pacato, perché dalle condotte successive al 1992 “sono stato assolto poiché il fatto non sussiste”. “I responsabili del periodo stragista – tiene a sottolineare, (nonostante la “trattativa” non sia mai stata oggetto del processo) - andateli quindi a cercare altrove”, prima di rigirare la frittata, con una nota di vittimismo: “Se non fossi entrato in politica questo processo non ci sarebbe stato”.

Spie russe arrestate negli Usa

Una notizia che ci riporta alle cronache della Guerra Fredda, in pieno revival anni ‘80: due dell’intelligence e otto “deep cover” agli ordini di Mosca fermati dall’Fbi dopo anni di indagini.
Una notizia che sembra riportare agli anni della Guerra Fredda: dieci cittadini russi sono stati arrestati negli Stati Uniti con l’accusa di svolgere attività spionistica per Mosca. La notizia è stata data dal ministero della giustizia Usa. L’Fbi ha fatto sapere che otto delle dieci presunte spie (fermate domenica scorsa) “avevano da molto tempo incarichi ‘deep cover’” per conto di Mosca, le altre due facevano parte del programma di intelligence russo.
FONTI SCARSE – Gli arresti sono stati effettuati ieri, dopo anni di indagini, a Montclair (New Jersey),a Yonkers (stato di New York) e ad Arlington (Virginia). I dieci sono stati accusati di cospirazione per aver agito agli ordini di un governo straniero: un reato che comporta una pena massima di cinque anni di carcere in caso di condanna. Le cause sono state depositate nella Us District Court per il Southern District di New York. Il sito della Cbs ospita le due denuncepenali comodamente scaricabili in pdf. Due degli arrestati sono stati accusati anche di riciclaggio, un reato che comporta una pena di venti anni di carcere. Un’undicesima persona è tuttora ricercata.

Gli Shower Posse e la Cia

Con la recente violenza in Giamaica e la polemica circa il presunto signore della droga, Christopher “Dudus” Coke, molte persone parlano del famigerato Shower Posse giamaicano e del quartiere di Tivoli Gardens, dove esso ha la sua base. Ciò che è stato in larga parte ignorato dai media è il ruolo che il governo americano e la Cia ha nell’addestrare, armare e dare potere agli Shower Posse. 

E’ interessante che gli USA stiano accusando Christopher “Dudus” Coke, l’attuale leader degli Shower Posse, di traffico di droga e armi, tenendo conto che la CIA era stata accusata di contrabbando d’armi in Giamaica e facilitava lo smercio di cocaina dalla Giamaica all’America negli anni '70 e '80. In molti modi Dudus stava solo portando avanti una tradizione di corruzione politica, traffico di droga, armi e violenze che è iniziata con l’aiuto della CIA. 

Il padre di Christopher “Dudus” Coke era Lester Coke, anche conosciuto come Jim Brown, uno dei fondatori degli Shower Posse e una persona campione e protettore dell’impoverito quartiere di Tivoli Gardens a Kingston. Coke era un sostenitore politico e bodyguard di Edward Seaga, il leader del Partito laburista giamaicano. 

L’avversario di Seaga Michael Manley aveva iniziato ad adottare posizioni “socialiste” , aveva cominciato a criticare apertamente le politiche estere americane e aveva incontrato il nemico degli Stati Uniti, Fidel Castro, negli anni '70. Tenendo conto della Guerra Fredda degli Usa con la Russia, la CIA non voleva che la Giamaica fosse amica dei comunisti. 

Inghilterra, il “terrorismo del deficit”

La settimana scorsa il nuovo governo inglese ha dichiarato che avrebbe abbandonato i piani di incentivi del governo precedente e che avrebbe introdotto le misure di austerità richieste per ripagare i debiti stimati in circa 1.000 miliardi di dollari. Questo equivale al taglio della spesa pubblica, al licenziamento dei dipendenti, alla riduzione dei consumi e all’aumento della disoccupazione e dei fallimenti. Ed equivale anche alla riduzione dell’offerta monetaria, in quanto tutto il “denaro” odierno ha origine in pratica sotto forma di prestiti o di debito. La riduzione dei debiti insoluti farà diminuire la quantità di denaro disponibile per pagare i lavoratori ed acquistare le merci, aggravando la depressione e portando altre sofferenze all’economia.

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