giovedì 24 giugno 2010

Zimbabwe: all'ombra di Mugabe sono i diamanti l'arma dei congiurati

E se il dittatore non fosse che un fantoccio spaventato? Se l'uomo che da 30 anni governa lo Zimbabwe con il pugno di ferro fosse rimasto prigioniero nella morsa del suo stesso pugno? Ci sono ombre che si muovono alle spalle di Robert Mugabe, ombre che tramano contro il governo di unità nazionale e che hanno dalla loro il controllo di un settore strategico di vitale importanza, quello dei bacini diamantiferi, l'unica linfa vitale di un Paese prossimo al tracollo.


All'ombra di Mugabe. Un rapporto pubblicato recentemente da una Ong, Partnership Africa Canada, getta una luce inquietante sulle dinamiche interne al regime. Le 30 pagine diDiamonds and Clubs. Militarized Control of Diamond Powers, ricostruiscono la mappa di quell'arcipelago che, di fatto, comanda nello Zimbabwe di oggi e che ha nel controllo del settore diamantifero la sua arma più temibile, anche se non l'unica.

La partita baltica degli idrocarburi

Unconventional. L’anno scorso gli Stati Uniti hanno prodotto grosso modo 250 miliardi di metri cubi di gas naturale “non convenzionale”; e dunque di gas “tight”, gas da shale (scisti), e gas da letto di carbone (“CBM”). Tralasciamo l’approfondimento tecnico. A nostri fini, basta sapere che è tutto gas che fino a qualche anno fa non si riteneva possible produrre. Un libro non pubblicato, per parafrasare Goethe, è un libro non scritto. Un gas che non si può produrre è un gas che non c’è. Poi però un po’ alla volta hanno imparato a stamparlo; e adesso c’è, e tanto.  Dieci anni fa, lo avremmo contato come zero e avremmo scritto magari tremanti dell’imminente pesante dipendenza degli Stati Uniti dal gas straniero.  L’anno scorso gli Stati Uniti hanno prodotto più della Russia (ma magari in prima pagina non l’avete trovato), hanno importato meno del 10% del consumato, e il volume di unconventional che hanno prodotto equivale grosso modo al 100% del volume di gas naturale esportato dalla Russia nel corso dell’anno.

Il benservito di Obama al generale che non conosceva la Costituzione

“La subordinazione dei vertici militari alle istituzioni civili è un fondamento della nostra democrazia”.
Con queste parole Obama ha dato il benservito al generale McChrystal che aveva definito “fifoni” e “pagliacci” i suoi superiori, nell’intervista a Rolling Stone.

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