martedì 22 giugno 2010

Stanley McChrystal, l'ufficiale “pagliaccio” che gioca allo scaricabarile

Questo è l’ufficiale al quale Obama ha affidato la guerra in Afghanistan, lo stratega che l’ha spuntata nell’imporre il “surge”, l’escalation militare con l’invio di 30.000 soldati in più.
Ora si scopre che Stanley McChrystal considera i suoi superiori un branco di fifoni incompetenti. A cominciare dal suo capo supremo, il presidente stesso: “intimidito e impreparato” nei primi incontri con le gerarchie militari.
Ma non si salva dai suoi giudizi un collega con le stellette, il generale Jones che è il consigliere di Obama per la sicurezza nazionale: “pagliaccio”, lo definisce McChrystal.
Le insubordinazioni di generali non sono una novità in America. Il precedente storico più importante è quello di MacArthur, comandante nel Pacifico durante la seconda guerra mondiale, quello che avrebbe voluto gettare bombe atomiche sulla Cina durante il conflitto in Corea. Anche durante la guerra del Vietnam i dissensi tra militari e politici esplosero a più riprese.


La Bp aveva troppa fretta di andare «oltre il petrolio»

Probabilmente la Bp aveva troppa fretta di andare «oltre il petrolio», secondo il nuovo motto aziendale: «Bp- Beyond petroleum». Stando alle accuse che Tyrone Benton, addetto alla piattaforma Deepwater Horizon, ha lanciato in un'intervista alla Bbc, la multinazionale petrolifera era stata avvertita settimane prima del disastro di un difetto nei sistemi di sicurezza dell'impianto, in particolare in uno dei due meccanismi di prevenzione delle esplosioni (Bop). Un congegno che, in caso di fuoriuscita di gas, avrebbe dovuto tagliare il tubo e sigillarlo per prevenire l'esplosione del gas ad alta pressione. Ma bisognava fare in fretta e gli addetti al controllo, ai quali era stata segnalata la cosa, hanno preferito spegnere il congegno affidandosi al buon funzionamento del suo gemello e inoltrare l'informazione via e-mail a Bp e a Transocean, proprietaria della piattaforma. Nessuna azione è stata intrapresa, secondo Benton, per aggiustare il meccanismo difettoso. Cosa ritenuta «inaccettabile» dagli esperti. La Bp, d'altronde, ci teneva a chiudere in fretta il pozzo: l'affitto della piattaforma costava all'azienda ben 500mila dollari al giorno. 
«A quanto pare la Bp ha fatto numerose scelte dettate da ragioni economiche, che hanno aumentato il pericolo di un crollo catastrofico del pozzo» sostiene Henry Waxman, deputato democratico che coordina l'inchiesta del Senato sul disastro. E Tyrone Benton, che ha denunciato Bp e Transocean per negligenza, rincara la dose: «Sono stati fatti troppi lavori contemporaneamente. Bisognava semplicemente rallentare il tutto, e assicurarsi che ogni cosa fosse fatta in modo appropriato».

Crisi e marea nera: prima le banche poi la BP, in questa era di anarchia aziendale le società non devono osservare alcuna regola

In occasione del disastro della marea nera della BP, il presidente Obama ha rilasciato ieri sera dalla Sala Ovale un discorso – un capolavoro di timida finta indignazione. Il discorso era tutto incentrato su “energia pulita” e “porre fine alla nostra dipendenza dai carboni fossili”. A fronte della marea nera della BP – probabilmente il più grave disastro ambientale di tutti i tempi – la risposta del presidente Obama è stata questa: gentile indignazione e vaghi piani per “adottare la linea dura”, “mettere da parte la sola compensazione” e “fare qualcosa”.

Il presidente Obama non ha capito veramente di cosa si tratti. Sebbene è indubbio che sia un disastro ambientale, la marea nera della BP è molto, molto di più.

La dispersione di petrolio della BP è parte dello stesso problema della crisi finanziaria: sono due esempi dell’era nella quale viviamo, l’era dell’anarchia aziendale.

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