venerdì 11 giugno 2010

Il commando israeliano aveva il preciso ordine di uccidere. Qual è stato il ruolo degli Stati Uniti ?

Il commando della marina militare israeliana sapeva in partenza chi c’era a bordo della nave turca , compresa la sistemazione dei passeggeri in quanto alla disposizione delle cabine. Secondo l’autore svedese Henning Mankell, che era a bordo della Marmara, “le forze israeliane hanno attaccato dei civili mentre dormivano”.

Questi sono stati assassini mirati. Sono stati presi come bersaglio specifici individui. Sono stati presi come bersaglio i giornalisti, per confiscarne le registrazioni e le strumentazioni per le registrazioni audio e video.

“Siamo stati i testimoni di omicidi premeditati”, ha detto lo storico Mattias Gardell che era sulla Mavi Marmara.



“… alla domanda sul perché gli attivisti a bordo della nave turca avessero attaccato i soldati israeliani, Gardell ha sottolineato “non è come se Israele fosse un poliziotto da cui nessun essere umano ha il legittimo diritto di difendersi”:

“se sei attaccato dalle truppe di un commando devi avere certamente il diritto di difenderti… molte persone sulla nave pensavano che avrebbero ammazzato tutti. Erano molto spaventate… È strano se la gente crede che non ci si debba difendere. Si dovrebbe forse rimanere seduti e chiedere “mi uccidi?” ha detto”. (vedere 
Mahdi Darius Nazemroaya, Detailed Compiled Eyewitness Accounts Confirm Cold-Blooded Murder and Executions by Israeli Military, Global Research, 1 giugno 2010).

“Hanno sparato anche a chi si arrendeva. Molti dei nostri amici hanno visto questo. Mi hanno detto che hanno sparato a delle persone in manette,”
 ( citazione da Press TV) 


L’assalto alla flottiglia Gaza Freedom ha le tutte caratteristiche delle precedenti operazioni israeliane dirette contro i civili disarmati. È un modus operandi ben radicato delle operazioni di intelligence militari israeliane, che è tacitamente appoggiato dall’amministrazione americana.

L’uccisione di civili è mirata a provocare una risposta da parte delle forze della resistenza palestinesi, che a sua volta giustifica la vendetta di Israele (per ragioni “umanitarie”), come pure un processo di escalation militare. La logica di questo processo era contenuta nell’”Operazione Vendetta Giustificata” di Ariel Sharon (detta anche “Piano Dagan”) iniziata all’inizio del governo di Sharon nel 2001. Questa operazione era mirata a distruggere l’autorità palestinese e a trasformare Gaza in una prigione urbana. (vedere Michel Chossudovsky, “Operation Justified Vengeance”: Israeli Strike on Freedom Flotilla to Gaza is Part of a Broader Military Agenda,, Global Research, 1 giugno 2010).

Vladivostok, la misteriosa "guerriglia" dell'Estremo Oriente russo




  • La zona di Vladivostok. In rosso i luoghi teatro della misteriosa "guerriglia"
    Una misteriosa banda che si autodefinisce “partigiana” – probabilmente legata ad ambienti ultranazionalisti di destra – è da alcuni giorni protagonista di una vera e propria guerriglia nell’Estremo Oriente russo, nei boschi e nei villaggi vicini a Vladivostok, che sono stati teatro di ripetuti attacchi e imboscate contro le forze di polizia, con un bilancio per ora di un morto e diversi feriti. Ormai l’allarme è generale: sono centinaia gli uomini della polizia e delle forze di sicurezza speciali (OMON) mobilitati per dar la caccia ai misteriosi guerriglieri, usando anche gli elicotteri per sorvegliare i boschi. Ieri, riporta il sito  GZT, gli agenti sono riusciti ad arrivare a quel che sembra esser stato il quartier generale dei “guerriglieri”, un rifugio in una foresta dove erano nascoste moltissime armi, munizioni, esplosivi e “letteratura estremista” non meglio precisata.   Ma del misterioso esercito “nemico”, nessuna traccia.

L'Egitto riapre il valico di Rafah con la Striscia di Gaza

L'Egitto ha aperto il valico di Rafah con la Striscia di Gaza in maniera definitiva. Il confine era stato parzialmente riaperto senza clamori subito dopo l'attacco israeliano alla nave Gaza Flotilla, ma l’altro ieri il portavoce del Ministro degli Esteri egiziano ha annunciato la sua apertura ufficiale. La reazione all'eccidio dei nove attivisti turchi e americani per mano israeliana sta dunque ridisegnando gli equilibri diplomatici nella regione. Persino Israele, sotto la forte pressione americana, sta ripensando il blocco imposto alla Striscia.
Senza la partecipazione attiva del regime di Mubarak, Israele non sarebbe mai riuscito a mantenere Gaza sotto assedio. Ma la mobilitazione di massa in tutto il mondo islamico, seguita ai drammatici eventi della settimana scorsa, sta dando i suoi primi frutti e il dittatore egiziano ha dunque deciso di cambiare precipitosamente rotta. Il portavoce del governo egiziano, Hossam Zaki, ci tiene a mettere in chiaro che “l'Egitto è lo Stato che sta rompendo l'embargo. Non permetteremo all'occupante israeliano di evadere le proprie responsabilità”.

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